Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del dr. Vincenzo D’Andrea, Presidente della Consulta per il Matese, che ha scritto una lettera indirizzata alle deputazioni Parlamentari e ai Consiglieri regionali eletti nelle provincie di Benevento, Caserta, Campobasso e Isernia, che sensibilizza e sollecita di attivarsi per il Parco Nazionale.

Oggetto: Parco Nazionale del Matese.

E’ certamente a conoscenza delle SS.LL. che con Legge n.205 del 27 dicembre 2017, art.1 commi 1116,1117,1118, è stato istituito il Parco Nazionale del Matese. La legge 394 del 1991, nel disciplinare l’iter attuativo, richiede l’emanazione del decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Ambiente, sentite le regioni. A tutt’oggi, non essendo intervenuta la decretazione prevista, il Parco Nazionale del Matese non è stato ancora costituito, vanificando anche gli stanziamenti previsti dalla citata legge 205/2017 per gli anni 2018 e 2019. Si forniscono brevi cenni su quanto emerso in lavori parlamentari (cfr. ad esempio Senato DDL 1776) relativamente alla estrema rilevanza del Matese sul piano ambientale, paesaggistico, culturale: “…sotto il profilo naturalistico, il Matese è caratterizzato da una straordinaria varietà, in particolare per gli aspetti botanici e vegetazionali. Il suo valore naturalistico–ambientale, già evidenziato dagli studi e dalle ricerche di scienziati, naturalisti, geografi, geologi nel corso degli ultimi due secoli, è stato definitivamente «sancito» dall’individuazione di quattro aree della Rete Natura 2000 dell’Unione europea ai sensi delle direttive 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, e 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali. … Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nel Piano nazionale per la biodiversità, individua il Matese come area prioritaria per la conservazione della biodiversità… La sua natura calcarea, rende il Matese anche una delle maggiori riserve di acqua di tutto l’Appennino… In estrema sintesi, dal punto di vista naturalistico – geografico il Matese rappresenta uno snodo cruciale dell’intera dorsale appenninica. Ai pregi naturalistici il Matese affianca valori storici e culturali che ne fanno un simbolo di questa parte d’Italia. Le sue ricchezze hanno permesso la formazione di comunità umane stabili già in epoche preistoriche… e in epoca antica è stato il perno attorno al quale si è costruita l’identità dei popoli Sanniti (Pentri, Caudini), che ne fecero il cuore del loro territorio”. Anche per quanto acclarato sia nei lavori parlamentari riguardanti la riforma della legge quadro sulle Aree Protette, sia nel più recente dibattito mondiale relativo alla salvaguardia dell’ambiente, è indubbio ormai che la tutela delle valenze ambientali costituisca anche un’opportunità di contrasto allo spopolamento che ormai devasta l’intero Appennino, ed in particolare quello meridionale, ed una possibilità di sviluppo ecosostenibile che consenta alle comunità che da sempre abitano quei luoghi di rimanervi e di preservare e sviluppare quelle attività essenziali anche ad un corretto equilibrio fra “polpa ed osso”, fascia costiera e zone interne.

Per quanto sopra esposto, la “Consulta del Matese” – che riunisce più di 70 associazioni territoriali nelle 4 Province interessate, come riportate nell’elenco allegato – richiede alle SSLL di attivarsi nei rispettivi ruoli, per:

➢ Porre fine ai ritardi e alle inerzie che stanno caratterizzando l’iter attuativo del Parco Nazionale del Matese

➢ Assicurare che l’istituzione del Parco Nazionale resti obiettivo prioritario di sviluppo dell’area interessata, sottraendo le pur opportune fasi di approfondimento e partecipazione a logiche elettoralistiche e campanilistiche. In tal senso riteniamo che le recenti determinazioni della Giunta Regionale del Molise, relative alla perimetrazione, abbiano del tutto disatteso le aspettative delle Comunità interessate e fatto prevalere logiche corporative e settoriali a discapito delle reali valenze ambientali puntualmente stimate dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Sul versante campano, c’è da registrare come aspetto di parziale attività, la consultazione da parte della Regione Campania dei soli comuni ricadenti nel Parco Regionale del Matese (soppresso preliminarmente al DPR di costituzione del PNM), escludendo i nuovi comuni che entreranno nel Parco Nazionale Ciò ha distorto il processo informativo e costitutivo della futura Comunità del Parco ed incoraggia la marginalizzazione di una parte dei territori, inequivocabilmente matesini, di alto pregio ambientale. Ad oggi la Regione Campania non risulta essersi espressa con pareri e proposte inequivocabili in merito alla propria idea di perimetrazione, zonazione e suggerimenti sulle norme provvisorie di salvaguardia.

➢ Agire in ogni sede affinché l’istituzione del Parco Nazionale venga vissuta dal territorio con logiche inclusive e come occasione di sviluppo; in tal senso le “norme di salvaguardia” dovranno da subito interagire con le specificità territoriali: auspicando l’adozione del Piano del Parco, l’integrazione delle regole fra i Comuni che ne faranno parte e la repressione degli abusi, la concertazione dei vari strumenti legislativi (contratti laghi e fiumi, strategia nazionale aree interne, legge piccoli comuni) che potrebbero essere fattori di successo di una progettualità che consentirà a queste “aree interne” di uscire dall’emarginazione e di divenire protagoniste del proprio futuro.