Salvatore Ocone ha confessato: l’uomo, accusato di aver ucciso la moglie e il figlio di 15 anni e di aver ridotto in fin di vita la figlia 16enne a Paupisi, ha ammesso le sue responsabilità durante l’interrogatorio della notte scorsa presso la caserma dei carabinieri di Campobasso.

Qui è stato condotto ieri sera dopo essere stato catturato nelle campagne di Ferrazzano a bordo della sua Opel Mokka nera insieme ai figli, il più piccolo, Cosimo già deceduto. Al termine dell’interrogatorio con il procuratore di Benevento, Gianfranco Scarfò, durato circa un’ora e mezza, Ocone è stato trasferito nel carcere di Campobasso con l’accusa di duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona. La figlia, Antonia è stata trasferita alla Neuromed di Pozzilli, Isernia, per un delicato intervento alla testa: è in prognosi riservata dopo aver riportato a un grave trauma cranico, si presume sempre per un violento colpo alla testa con lo stesso masso utilizzato per uccidere la moglie, Elisa, e il terzogenito Cosimo. Le sue condizioni sono stazionarie.

Le condizioni di Antonia

“La paziente è stata operata per un trauma cranico severo con multiple fratture. La principale criticità al momento è rappresentata dall’esteso edema cerebrale”. Lo ha dichiarato Fulvio Aloj, Direttore Sanitario Irccs Neuromed, dove è attualmente ricoverata in prognosi riservata Antonia. L’intervento chirurgico è durato diverse ore, e in particolare “ha riguardato la rimozione di frammenti ossei e di una parte significativa della teca cranica. Sarà necessario attendere alcuni giorni affinché questo cervello rigonfio si riduca, per poter successivamente valutare le condizioni neurologiche della ragazza. Speriamo bene”. Sul punto il colonnello Calandro, comandante provinciale dei carabinieri di Benevento, ha chiarito: “L’intervento dei carabinieri giunti in elicottero è stato provvidenziale per la giovane, subito soccorsa e trasferita in ospedale a Campobasso per poi essere trasportata a Pozzilli nella notte. La speranza è che le sue condizioni migliorino”. La giovane, sopravvissuta alla furia omicida del padre, sarebbe fuori pericolo. Nell’aggiornamento serale della clinica si legge: “Paziente in coma farmacologico con parametri cardiocircolatori nella norma, in ventilazione meccanica. Al momento, paziente stabile nella sua gravità”.

Bruzzone spiega “il delirio di rovina”

“Il caso di Paupisi ci lascia davanti a uno scenario agghiacciante: un uomo che uccide la moglie, colpisce i figli e tenta di trascinarli nella sua stessa caduta. Episodi come questo non nascono dal nulla: spesso dietro c’è un meccanismo psichico devastante, quello che in psicologia forense chiamiamo delirio di rovina”. E’ la riflessione affidata ai social di Roberta Bruzzone, nota psicologa e criminologa. “Si tratta – spiega – di una condizione in cui la persona è convinta che la propria vita sia ormai distrutta, senza più alcuna via d’uscita. Una spirale mentale che trasforma la disperazione in un progetto criminale. E quando questa convinzione si salda con l’idea che i familiari siano una “estensione di sé”, il passo verso la strage familiare diventa drammaticamente possibile”. Il punto è “che queste tragedie non arrivano mai “all’improvviso”: i segni ci sono quasi sempre, ma vanno colti, interpretati e segnalati in tempo. Perché il delirio di rovina è come un terremoto interiore, scuote in silenzio e poi devasta tutto”.

La conferenza in Procura

Salvatore Ocone, nel suo raptus omicida, ha prima colpito mortalmente la moglie nel sonno, passando poi ai figli Antonia e Cosimo, trascinati successivamente in auto per darsi alla fuga. Lei ridotta in fin di vita e attualmente ricoverata in prognosi riservata alla clinica Neuromed di Pozzilli, il più piccolo trovato riverso sul sedile posteriore dell’auto senza più nulla da fare. Un girovagare, quello di Salvatore, all’apparenza senza scopo: quando è stato fermato nelle campagne molisane di Ferrazzano, nella sua Opel Mokka nera, non ha opposto resistenza ai carabinieri che lo hanno ammanettato e condotto in caserma a Campobasso per l’interrogatorio. LEGGI QUI

Parla il primogenito

“Li ho sentiti venerdì sera e sembrava tutto normale. Avrebbero festeggiato 25 anni di matrimonio il 19 ottobre”. A parlare è il primogenito Mario Ocone a ‘Dentro la notizia’, programma condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5. “Papà era un lavoratore e non aveva mai mostrato segnali di violenza” ha poi aggiunto con la voce spezzata dal dolore. Il ragazzo, 23 anni, residente a Rimini dove lavora da aprile, è arrivato nella tarda serata di ieri nella villetta di Paupisi, dove ad accoglierlo ha trovato i carabinieri e i suoi familiari. Questa mattina si è recato alla clinica Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia, a trovare la sorella Antonia in coma farmacologico.