Foto BoscoLa Uil Avellino/Benevento comunica che la pensione anticipata resta, al momento, un miraggio sia per molti potenziali beneficiari dell’Ape Social, sia per coloro che attendono di poter fare domanda per il prestito pensionistico volontario. Di fronte a questa situazione di stallo, il ministero del Lavoro ha chiesto all’Inps di riaprire la discussione e applicare criteri di ammissione meno rigidi. Nonostante sia stato promesso il riesame delle domande i tempi non sono brevi e, secondo indiscrezioni, non si riuscirà comunque ad andare oltre il 50 per cento degli ammessi (circa 33 mila su 66 mila istanze), perché il decreto attuativo è studiato proprio per filtrare le domande accolte e limitare i costi della riforma Ape. Pare che la priorità nell’uscita Ape Social, tra gli esclusi, potrebbe essere data ai disoccupati, con ammissione anche delle domande di chi durante la disoccupazione ha avuto periodi di occupazione con pagamento tramite voucher, lavoro in somministrazione, lavoro a termine, ecc.

“Appare davvero incredibile – dichiara Fioravante Bosco (Uil Av/Bn) – che il 65% delle domande dell’ape sociale e il 70% delle domande di pensione per i lavoratori precoci, che l’Inps ha respinto, siano prive dei requisiti sostanziali. Ancora una volta insopportabili rigidità, restrizioni e complicazioni procedurali stanno mettendo a repentaglio un diritto faticosamente conquistato con la legge di bilancio del 2016. Bisogna rendere esigibile a tutti i lavoratori – conclude Bosco – il diritto di accedere all’Ape sociale e alla pensione anticipata per i precoci. Il Ministero del Lavoro e l’Inps semplifichino tutto quello che c’è da semplificare per dare risposte certe ai lavoratori”.