Dal profilo Instagram dell’influencer Veronica Ferraro

La maison di lusso Fendi, simbolo della moda Made in Italy nel mondo, ha scelto come invito alla sua sfilata pasta Rummo, eccellenza pastaia che ha i suoi natali a Benevento.

Un’edizione speciale dove il packaging è intarsiato dalla doppia effe incastrata come un sigillo di eterno stile. Queste lettere, che dettano moda, nelle mani di Rummo diventano pasta: la effe 1925 anno di nascita di Fendi. Dalla moda alla pasta, il file rouge del Made in Italy unisce due realtà che sembrano lontane. Così, la beneventana Rummo è entrata nelle case dei nomi altisonanti della moda come ambasciatore di bellezza e bontà. Allegata una ricetta della nonna: la pasta al pesto di limone.

La sfilata è un manto di italianità, antichità, radici, con pizzi, tricot e colori tenui nella chiara valorizzazione dell’handmade. Una bellezza non appariscente come le donne di un tempo la cui grazia si intrappolava negli occhi di chi le guardava. Al centro della passerella la protagonista è la famiglia. Famiglia, casa, temi primordiali sui quali ci siamo fortemente interrogati nel lockdown.

«In ogni famiglia viene tramandata una storia, nella mia è stato tramandato il valore delle cose belle e per questo mi sono ispirata alla tradizione italiana di tramandare il corredo, le belle lenzuola, a me viene spontaneo tramandare gli abiti e niente mi fa più felice di vedere una delle mie figlie indossare i miei vestiti da ragazza» – ha detto Silvia Venturini Fendi.

Ma perché Fendi ha scelto proprio Rummo? Perchè la tradizione sa essere storia, ricordo, preziosità. Se la moda è un mezzo che abbiamo per raccontare la nostra storia, il cibo non è da meno. La famiglia attorno alla tavola con un bel piatto di pasta è sicuramente uno dei ricordi più cari e ricorrenti nell’immaginario collettivo.

In una società consumistica usa e getta, Fendi con Rummo ha voluto esaltare il lusso della tradizione, della pazienza, il duro lavoro dietro un capo come un pranzo della domenica che inizi a preparare già dal giorno prima. Senza tralasciare l’artigianalità che plasma in modo irripetibile.

“Pe fa e cos bon ce vo tiemp” scrive Rummo in un mondo che va così veloce che brucia tutto anche il tempo di creare i ricordi, mentre l’azienda beneventana eccelle con il metodo lenta lavorazione. Nell’alluvione 2015 disse “l’acqua non ci ha mai rammollito” non solo per l’eccezionale tenuta nella pentola ma anche nel calderone della vita.

D’altronde la qualità la capisci da come sfida il tempo.