IMG_4450La prima edizione di Benevento città in Fiore, partita lo scorso 14 luglio, ha fatto si che venissero accesi nuovamente i riflettori sulla Chiesa di San Marco dei Sabariani in Santa Teresa. Un bene culturale che molti beneventani avevano dimenticato, ma che grazie ad una rete di associazioni ha rivisto la luce. Apertura straordinaria per la chiesa che si racconta ad un primo colpo d’occhio. Si presenta con pianta a croce latina e la navata ha due cappelle per lato. Spiccano gli altari in marmo e particolarmente raffinato è quello maggiore, nel presbiterio.Nel 1719 i padri Carmelitani decisero di cistruire un proprio convento a Benevento. Ne ottennero l’edificazione del suolo dai fratelli Ascolese, della piccola nobiltà locale. Dopo l’edificazione, il convento venne soppresso una prima volta nel maggio 1799, quando Benevento venne invasa dall’esercito napoleonico. Poco dopo, grazie all’insediamento provvisorio dello Stato Pontificio, venne ripristinato per poi essere definitivamente abolito nell’agosto 1806 dal principe Talleyrand.

L’arcivescovo Giovanni Battista Bussi, nel 1825, concesse alla confraternita del Sacro Monte dei Morti di utilizzare la chiesa di Santa Teresa come cappella per celebrare le proprie messe. La vicina chiesa di San Marco dei Sabariani, nel 1900, sita nel palazzo dell’omonima famiglia, venne chiusa a causa dei cedimenti del soffitto e ciò comportò che l’allora arcivescovo Donato Maria Dell’Olio, decidesse che tutte le sue parrocchiali fossero spostate nelle chiesa di Santa Teresa. Solo nel 1924, il cardinale Alessio Ascalesi, definì la chiesa “sede stabile” della parrocchia. Il decreto reale di Vittorio Emanuela III, il 23 giugno 1932, rinominò la chiesa con il nome di “San Marco dei Sabariani in Santa Teresa” Il terremoto del 1962 arrecò danni rilevanti alla chiesa che venne immediatamente riparata. Ma anche il terremoto del 1980 incise in modo tale da essere fortemente dannoso per Santa Teresa, tanto da dichiararne la chiusura per inagibilità. L’arcivescovo Carlo Minchiatti soppresse la parrocchia dei Sabariani e successivamente Serafino Sprovieri, sconsacrò la chiesa.

San Marco dei Sabariani in Santa Teresa merita tutta l’attenzione necessaria per tornare alla luce in tutto il suo splendore, tanto che nella piazza antistante si raccolgono firme per salvare e dar valore agli affreschi della cripta di San Marco e portarli all’attenzione del FAI per scongiurarne il deterioramento. Per tutte le informazioni ed eventuali approfondimenti basterà visitare il sito dell’iniziativa ancora in corso “Benevento città in fiore”, www.beneventocittainfiore.it