Foto LaPresse
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Il primo gol in Serie A, essere andati in vantaggio per la prima volta in una partita della massima serie, due prime volte già superate dal Benevento il 20 agosto all’esordio al Ferraris contro la Sampdoria: un girone fa, che sembra un ricordo sbiadito e oscurato dalle delusioni, dalle goleade, dalla sfortuna e dalle prestazioni vergognose condite da 17 sconfitte. L’appuntamento numero 7 con la rubrica “Pillole Giallorosse” non può altro che incentrarsi sul primo successo in Serie A del Benevento, ottenuto ai danni del Chievo Verona a chiusura di anno e di girone.

UNA PRIMA VOLTA DA RICORDARE
Più di qualunque altra, più di chiunque altro: dopo 18 giornate senza vittoria e con un solo pareggio, il primo successo in Serie A del Benevento era attesissimo anche in Europa e addirittura oltreoceano, tanto da cogliere l’attenzione (dopo la promozione e il gol allo scadere del portiere Brignoli) dei quotidiani sportivi di tutto il mondo. Che sia positivo o negativo, essendo visti un po’ da tutti come la squadra simpatia di questo campionato, per eventi sfortunati e concatenazioni varie annessi, la prima vittoria in Serie A della Strega ha catalizzato l’attenzione di tutto il mondo: è la prima volta così come per le reti subite in un match, zero. Successo e porta inviolata, alla Strega non capitava proprio dall’8 giugno 2017, nella storica serata che sancì la promozione dei sanniti che batterono sempre per 1-0 il Carpi. E ironia della sorte, a difendere la porta biancorossa c’era Vid Belec, sei mesi dopo presente in giallorosso nella sfida vinta contro il Chievo e senza subire reti. Una soddisfazione personale per lo sloveno così come per Massimo Coda, al primo centro stagionale con la casacca giallorossa, il terzo in Serie A. Per la prima volta, inoltre, il Benevento va in vantaggio e non viene rimontato. Il risultato è stato invertito dagli avversari tre volte (contro Sampdoria, Juventus e Spal, match tutti finiti col risultato di 2-1) mentre nei restanti 15 incontri, i giallorossi sono andati sempre sotto, riequilibrando il risultato solo contro il Milan per poi agguantare il punto, e perdendo invece dopo aver raggiunto il pari, contro Cagliari e Sassuolo. Inutili, infine, i gol che hanno consentito ai giallorossi di accorciare le distanze contro Inter e Lazio. Cos’ha portato il Benevento alla vittoria di sabato? Soprattutto una maggiore coscienza di ciò che stava accadendo, dunque proteggere il risultato ad ogni costo e con ogni mezzo, imparando da errori ingenui e grossolani del passato. In fondo, squadre come Bologna, Torino, Crotone, Verona, la stessa Inter, Sassuolo, Spal non hanno brillato contro la Strega per gioco espresso ma per la loro efficacia sotto porta col minimo sforzo e con un equilibrio spesso “catartico” tra i reparti. Riassumendo, in breve, “prima non prenderle”: è ciò che doveva, deve e dovrà fare per forza il Benevento, soprattutto in virtù delle dichiarazioni di mister De Zerbi che punta a cogliere 25/30 punti nel girone di ritorno sui 57 disponibili. Per farlo non bisognerà buttare punti in questo avvio di ritorno davvero pericoloso e a tratti proibitivo contro Sampdoria, Bologna e Torino (entrambe fuori), Napoli e Roma: cinque sconfitte e quella fiammella di cui tutti parlano sarà definitivamente spenta.