Foto LaPresse
Foto LaPresse

Una nuova rubrica di Cronache del Sannio che raccoglie le statistiche e i numeri relativi al campionato del Benevento e che potrà essere consultata, settimana dopo settimana, da tutti gli appassionati giallorossi. L’unica rubrica che vi riporta fedelmente ogni annotazione statistica e numerica del Benevento, per analizzare l’andamento della Strega. D’altronde si sa, sono i numeri a fare la differenza. Ecco a voi il primo appuntamento con “Pillole Giallorosse”. E l’assist della tredicesima sconfitta consecutiva ci viene servito su un piatto d’argento.

IL PEGGIOR AVVIO DELLA STORIA
Cosa nota a tutti e diventata realtà: il peggior avvio di sempre nella storia del calcio europeo, superato il record del Manchester United 1930/31. Tredicesima sconfitta su tredici partite, 14 contando la partita di Coppa Italia persa ad agosto contro il Perugia per 0-4. Praticamente il Benevento non solo non ha conosciuto finora ancora una vittoria in una gara ufficiale, ma nemmeno un pareggio. Numeri da far rabbrividire e che pongono la Strega di fronte ad un nuovo record negativo, quello del Sunderland che, nella stagione 2002/03 tra gennaio e maggio perse quindici partite di fila in Premier League. Anche questo, finora, imbattuto…

DATI NEGATIVI
Partendo dall’ultimo posto con zero punti in classifica, anche il resto dei numeri della squadra di De Zerbi sono pesantemente negativi. Su tredici giornate giocate, 6 gol fatti e 33 subiti, per una differenza reti di -27. La peggiore del torneo. Inoltre, finora su 7 partite giocate al “Vigorito” sono stati siglati 3 gol a fronte dei 18 subiti, per una differenza reti di -15. Pesano le sconfitte roboanti contro Roma (0-4), Fiorentina (0-3) e Lazio (1-5) su questo passivo, considerando che contro Bologna, Torino, Inter e Sassuolo le sconfitte sono state tutte di misura e solo contro i nerazzurri, i laziali e i neroverdi i sanniti sono andati a segno. Fuori dalle mura amiche la Strega ha giocato 6 incontri siglando lo stesso 3 reti ma subendone di meno, 15, per un passivo di -12. Nonostante il 6-0 di Napoli, il Benevento ha subito due gol all’esordio a Genova contro la Sampdoria, due gol a Crotone, uno a Verona, due a Cagliari e due a Torino contro la Juve, di fatti tutte sconfitte meno schiaccianti e contornate da errori grossolani. Nel dettaglio possiamo notare, infatti, come il Benevento fuori casa sia riuscito ad andare due volte in vantaggio, tra l’altro le uniche due volte nell’intera stagione: a Marassi contro una delle squadre attualmente più in forma, e allo Stadium contro i Campioni d’Italia. Se consideriamo, inoltre, le ultime sei gare, notiamo che il Benevento ha segnato 4 (più della metà) dei 6 gol messi a segno finora, subendone 15, quasi la metà dei 33 incassati. La media gol a partita del Benevento è un misero 0,46%.

STATISTICHE DI SQUADRA
Le statistiche collettive, quelle che conteggiano il possesso palla, tiri, assist, azioni da gol e zone del campo maggiormente calpestate, ci consentono di avere un quadro migliore dei numeri sopracitati. La media partita del possesso palla del Benevento è 44,9%, con la percentuale di precisione passaggi dell’81,2%. Questi numeri però vanno meglio tradotti in 350 passaggi corti a partita, 60 passaggi lunghi e 18 cross. Da considerare a questo punto un fattore importante, ovvero che la zona d’azione maggiore è a centrocampo, ovvero il 45% contro il 32% giocato in difesa e solo il 23% in attacco, dato che mette in evidenza l’incapacità della squadra giallorossa di presenziare con assiduità nella trequarti avversaria. La fascia più utilizzata, anche se di poco, è quella di sinistra con la percentuale del 38%. Segue la fascia destra col 35% mentre la parte centrale viene toccata per il 27%, dato che coincide con la scarsa capacità della squadra a produrre gioco per vie centrali. Per quanto riguarda i gol, due sui sei segnati derivano da azioni manovrate (contro Samp e Lazio) e due da calcio piazzato (contro Juve e Sassuolo). Un gol frutto di un contropiede (contro l’Inter) e uno su rigore (contro il Cagliari). Dividendo i due tempi a scaglioni per 15 minuti, possiamo notare che il Benevento è andato a segno finora in ogni frazione di quarto d’ora. Preoccupante il dato riguardante i gol subiti: ben 7 (21%) nel primo quarto d’ora del secondo tempo, ben 6 nell’ultimo quarto d’ora (19%), tre dei quali a tempo scaduto (contro Torino, Cagliari e Sassuolo). Sei gol subiti anche nell’arco che vai dal 15′ al 30′ del primo tempo, a seguire 5 gol subito nel primo quarto d’ora e nella metà del secondo tempo. Quattro, invece, quelli incassati nell’ultimo quarto d’ora della prima frazione.

PRODUZIONE OFFENSIVA
Manca al Benevento ma c’è chi sta peggio. In effetti i giallorossi finora hanno totalizzato 122 tiri, di cui 60 nello specchio e 62 fuori. Tenendo conto dei 6 gol segnati, è un dato estremamente negativo per quanto riguarda l’efficacia sotto porta. Crotone, Verona, Bologna e per ultima Spal hanno tirato di meno eppure hanno segnato di più. Nella classifica degli assist il Benevento ricopre la quindicesima posizione, con 29 assist totalizzati ma soltanto 2 vincenti, un dato mortificante se consideriamo che l’Udinese, penultima in questa classifica, ha compiuto 26 assist e fatti fruttare 5. Il Bologna, proprio al di sotto del Benevento, su 28 assist ha ricavato 7 gol. Percentuali realizzative migliori e che certificano la sterilità offensiva della squadra di De Zerbi. Un dato ulteriormente pesante se diamo uno sguardo alla classifica dei cross: 90 utili e 58 sbagliati. Una squadra da salvezza non può permetterselo. Primato scoraggiante se consideriamo la classifica delle parate: il Benevento è primo con 67 tiri bloccati dai due estremi difensori, segno che la porta giallorossa è quella maggiormente bersagliata dagli avversari di turno. E a questo aggiungiamoci che i nostri avversari hanno colpito anche 9 legni, contro i 4 da noi centrati. Produzione offensiva che è sterile anche per quanto riguarda i corner: solo 44, penultimi davanti al Crotone a quota 39. Se a questo ci aggiungiamo che finora il Benevento non ha prodotto un gol di testa e che si trova in quarta posizione nella speciale classifica del fuorigioco (33), abbiamo ben impresso lo scenario di una squadra incapace, nonostante l’assetto offensivo e la propensione all’attacco del tecnico De Zerbi, di fare gioco e rendersi pericolosa nell’area avversaria, senza riuscire a tramutare in positivo il numero discreto di azioni orchestrate.