Foto LaPresse
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Dopo Alberto Brignoli che ha fatto il giro del mondo e divenuto l’uomo immagine di una pazza stagione del Benevento all’esordio in Serie A, a prendersi la scena è l’uomo che ti aspetti a gennaio… Ma non con così tanta prepotenza come lascia trasparire la sua stazza. L’uomo del momento e che sta mandando in tilt gli amanti del Fantacalcio di tutta Italia è Cheick Diabaté, “Le Monstre”: “Pillole Giallorosse” oggi è tutta per lui.

DIABATÉ EGUAGLIA HÜBNER
Prelevato a gennaio dall’Osmanlispor, Turchia, l’attaccante (30 anni il 25 aprile) arriva nel Sannio con l’ambizione, insieme a Sagna e Sandro, gente con un peso specifico un po’ più elevato del suo nel target europeo, di trascinare alla salvezza un Benevento ultimo e disperato. Di lui nessuna traccia fino al 24 febbraio quando De Zerbi lo manda in campo a meno di un quarto d’ora dal termine. A detta del tecnico bresciano, Cheick non era in grado ancora di sostenere il ritmo partita, ma gli bastano 12 minuti, solo 12, per portare alla vittoria il Benevento contro il Crotone, al minuto 89. Gol all’esordio, è già da trascrivere sul libro delle statistiche della Serie A. Cinque minuti scarsi la settimana successiva contro l’Inter, 20 minuti circa contro la Fiorentina, poi due panchine consecutive contro Cagliari e Lazio, infine l’exploit: doppietta al Verona nel 3-0 finale, tre giorni dopo un’altra ancora più prestigiosa alla Juve, e ieri quella che vale il primo punto esterno per i giallorossi, siglata al Sassuolo. Diabaté ha timbrato il cartellino delle presenze per sei volte, tre da subentrato e tre da titolare. Tre come le volte andate a segno consecutivamente partendo nell’undici titolare, tre come le marcature multiple in altrettante giornate di Serie A. Mai nessuno come lui negli ultimi 17 anni del massimo campionato italiano, mai nessuno ha eguagliato Dario Hübner, stagione 2001/2002 al Piacenza, capace di stabilire questo record. Diabaté ha portato in dote al Benevento con le sue reti ben 7 punti, tanti quanti i gol segnati: 3 punti contro Crotone e Verona, uno contro il Sassuolo. In totale 285 minuti giocati e soltanto 10 tiri nello specchio, un cecchino formidabile. La sua media realizzativa è arrotondata a 1,17, la più alta d’Europa, surclassando mostri sacri come Messi e Cristiano Ronaldo che in Liga hanno attualmente una media di 0,95. Un gol ogni 41 minuti, nessuno come lui in Europa. E allora si apre il dibattito: è più facile giocare poche partite e segnare di più, o giocare con continuità e arrivare a fine stagione con più gol fatti che presenze? Di sicuro, se così fosse, staremmo parlando di un Benevento più tranquillo in chiave salvezza, ma questa annata ormai avviata alla conclusione, ci consegnerà alla memoria degli storici, record difficilmente eguagliabili, non solo in negativo.