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Sembrava un problema per poche, sfortunate e messe da parte, alcune già date per spacciate, invece la lotta salvezza s’infiamma, come non mai in questa stagione. Eccezion fatta per il Benevento, ultimo con 10 punti ed emarginato dal resto del gruppone, nessuna squadra fino alla 14^ posizione può sentirsi esclusa. Posizione, quella, occupata dal Cagliari, prossimo avversario, proprio degli stregoni, al “Vigorito” questa domenica. Tra i sardi e il Verona penultimo ballano soltanto 4 punti, con Chievo (25), Crotone, Sassuolo e Spal (24, ma la squadra di Semplici ha una partita in più giocata) nel mezzo che sparigliano le carte e ridanno pepe ad una lotta per non retrocedere che sembrava già scritta, nonostante il Crotone non avesse mai dato certezze e ha fatto da collante tra la zona rossa e quella cosiddetta “tranquilla”. Numeri, calcoli, previsioni non interessano al Benevento? Beh, diciamo che oltre alla solita matematica, alla quale ci si appella sempre in questi casi per alimentare speranze ridotte oramai al lumicino, i sanniti devono dare un’occhiata al calendario per rendersi conto che tutte le squadre appena menzionate, eccetto il Crotone, dovranno essere affrontate nell’ultimo scorcio di stagione…

LA (QUASI) CONDANNA DI FIRENZE
I tifosi, o almeno la maggior parte di essi, non hanno digerito l’atteggiamento con relativa sconfitta del “Franchi” da parte della loro squadra. Apriamo una parentesi: in un contesto del genere non influisce la voglia, la determinazione, la forza di volontà. La mente, ed anche il cuore in questo caso, giocano brutti scherzi. Tutto aveva lasciato presagire che il Benevento scendesse in campo per onorare la memoria di Astori, come fatto dagli stessi giocatori Viola col lutto al braccio ma con una determinazione e decisione in più dettate dal fatto che si voleva regalare una vittoria al loro compianto capitano, e dare un senso ad una giornata triste e commovente. Non la possiamo definire una classica partita di calcio, e il Benevento, De Zerbi in primis, non ha voluto sfruttare un momento difficile, straziante per i toscani. Non voler vincere, e dunque arrendersi prima di giocarla, è un falso mito che si è propagato prima e, alla luce della prestazione, dopo la gara di domenica. In quel contesto era difficile per chiunque e bisogna fare un plauso a chi è sceso in campo con un macigno nel cuore e ha provato, sottolineiamo, a giocare con la mente sgombra, invano. Accusare, additare, sentenziare, criticare, fischiare, non è giusto né corretto nei confronti di chi si è trovato in una situazione più grande della sua e ha deciso, giusto o sbagliato che sia, di non anteporre i propri interessi calcistici ad una giornata di memoria che ha visto la partita in campo come ultimo dei tanti pensieri extra-calcistici di quella domenica. Paradossalmente situazioni del genere condizionano più gli avversari che quelli colpiti dal lutto: questi ultimi giocano con una motivazione, intrinseca nel gol di Hugo, che proviene dalla perdita di una figura cruciale. Gli avversari, piuttosto, scendendo in campo non sanno nemmeno come comportarsi. Ed è umano, è umano provare emozioni, anche quando un pallone comincia a girare in campo. A Firenze arriva forse, la condanna alla Serie B, o la spinta verso il basso ad una squadra che ancora è sul bordo e si aggrappa per non cadere. Però sprofondare nel baratro è causa di un avvio disastroso, ritrovarsi ad oggi in queste condizioni era ampiamente pronosticabile a dicembre, quando il Benevento perse in casa contro la Spal, e di fatto giocandosi già l’80% delle proprie possibilità di salvarsi.

DA QUI ALLA 38^: TUTTI I CALCOLI
Questa è una guida che servirà a tutti gli inguaribili speranzosi, a quelli che ci credono e non seppelliscono l’ascia da guerra. La lotta salvezza, dopo i risultati di quest’ultima giornata, ha coinvolto anche Cagliari e Chievo, risucchiate in un vortice che le vedeva estranee alla causa, almeno inizialmente. Indubbiamente, tra le altre, sono le squadre più attrezzate, e facciamo fatica a credere in un loro collasso da qui a maggio, e forse per le ultime residue speranze del Benevento, sarebbe anche un bene. Più in difficoltà, invece, il Sassuolo che pareggia il derby con la Spal fallendo anche il rigore del sorpasso con Politano. Il Crotone, dopo aver gettato alle ortiche gli scontri con Benevento e Spal, riprende quota battendo clamorosamente la Sampdoria e uscendo dalla zona rossa dove vi fanno parte, oltre ai giallorossi, il Verona e la Spal. Gli scaligeri, vittoriosi nel derby di sabato, considerando anche la vittoria col Torino, hanno ridato speranze, affievolite col tempo, a tutto l’ambiente, sintomo che bastava davvero poco (quanto fatto dal Verona lo è oggettivamente…) per inserirsi nella lotta salvezza. Aumentano, dunque, i rimpianti per un Benevento che, come detto sopra, dovrà vedersela con tutte queste squadre eccetto il Crotone: 11 partite alla fine, 33 punti, escludendo Lazio, Juve e Milan, match decisamente proibitivi sulla carta (e speriamo di essere miracolosamente smentiti) sono 24 punti (tutte vittorie) sul piatto con 15 di distacco dalla salvezza, e un -14 dal trio Crotone-Sassuolo-Spal. Questa bagarre di certo non aiuta la truppa di De Zerbi, che si ritrova a fare la corsa addirittura su 4 squadre, non proprio come il Crotone dello scorso anno che avanti a sé aveva soltanto il Palermo, poi superato così come l’Empoli all’ultima giornata. Bisogna, dunque, guardare ad una partita per volta, sperando che le altre perdano tantissimi punti per strada, dando anche un’occhiata agli impegni da qui fino alla fine. Già nel prossimo turno sono difficili gli impegni per Spal (vs Juve), Chievo (vs Milan) e Crotone (vs Roma) mentre nella giornata di recupero della 27^ annoveriamo Benevento-Verona e Chievo-Sassuolo come i match clou in chiave salvezza. Dopodiché arriva la Juventus nel Sannio, col Chievo a Napoli e il Sassuolo a Milano col Milan. Fondamentale, come punto di partenza, vincere contro il Cagliari e il Verona. Altri tipi di risultati potrebbero regalare la matematica certezza della retrocessione già nel match contro la Juventus, in caso di una plausibile vittoria bianconera. Restare a galla almeno dopo la sfida con la Juve significherebbe giocarsi tutto negli scontri diretti e più abbordabili. Sbirciando il calendario delle avversarie, notiamo come il Chievo e il Crotone abbiano un calendario piuttosto duro con ancora tante big da affrontare. I calabresi, soprattutto, chiuderanno la stagione a Napoli mentre il Verona a Torino contro la Juve. Per entrambe sarà fondamentale arrivare all’ultima giornata già con la certezza in tasca della permanenza in A. Quello degli scaligeri somiglia al percorso del Benevento con tanti scontri diretti importanti, mentre obiettivamente Cagliari e Spal si contendono la palma del calendario migliore nelle restanti 11 partite. Gli emiliani, soprattutto, tolti gli ostacoli Juve e Roma, hanno tutte sfide contro squadre che non hanno nulla da chiedere al campionato, cruciale però sarà il doppio scontro con Verona e Benevento in successione. Di seguito tutti gli impegni delle squadre dalla 14^ alla 20^ posizione dalla prossima fino alla 38^ giornata, utile per calcolare tutti gli snodi per la lotta salvezza:

*in maiuscolo le gare in trasferta

Cagliari 26: BENEVENTO, Torino, GENOA, VERONA, Udinese, INTER, Bologna, SAMPDORIA, Roma, FIORENTINA, Atalanta

Chievo 25: MILAN, Sampdoria, Sassuolo, NAPOLI, Torino, SPAL, Inter, ROMA, Crotone, BOLOGNA, Benevento.

Crotone 24: Roma, FIORENTINA, TORINO, Bologna, GENOA, Juventus, UDINESE, Sassuolo, CHIEVO, Lazio, NAPOLI.

Sassuolo 24: UDINESE, Napoli, CHIEVO, MILAN, Benevento, VERONA, Fiorentina, CROTONE, Sampdoria, INTER, Roma.

Spal 24 (una partita in più): Juventus, GENOA, Atalanta, FIORENTINA, Chievo, Roma, VERONA, Benevento, TORINO, Sampdoria.

Verona 22: Atalanta, INTER, BENEVENTO, Cagliari, BOLOGNA, Sassuolo, GENOA, Spal, MILAN, Udinese, JUVENTUS.

Benevento 10: Cagliari, LAZIO, Verona, Juventus, SASSUOLO, Atalanta, MILAN, Udinese, SPAL, Genoa, CHIEVO.