Foto LaPresse
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Pillole ancora più dolci quelle che la rubrica settimanale di Cronache del Sannio vi propina in questo ottavo appuntamento, reduci dall’esaltante vittoria contro la Sampdoria. Il filo conduttore è la continuità, quella data alla prima vittoria in Serie A contro il Chievo ma, soprattutto, grazie alla formazione scesa in campo, praticamente la stessa di sette giorni prima se non fosse per l’unica eccezione forzata ovvero Puscas al posto dell’infortunato Parigini. Strada, questa, che si doveva prediligere da tempo, dando una conformazione più delineata di quella che doveva essere la formazione titolare del Benevento, salvo infortuni e squalifiche. Non diciamo nulla di nuovo quando consideriamo Lucioni la linfa vitale di questa squadra che, incredibilmente, non ne può far a meno neanche in Serie A e con giocatori più esperti e navigati (almeno sul curriculum) in rosa. Ma oltre al capitano, che attende il processo tra una settimana, ci sono altri tre redivivi che silenziosi hanno accettato le panchine di De Zerbi e al momento giusto hanno sfoderato tutta la rabbia (sportiva) covata dentro partita dopo partita. Spariti dai radar, oggi punti di riferimento di una squadra che ha da sempre avuto bisogno di loro: Venuti, Viola e Coda. Nei numeri, vedere per credere, possiamo capire quanto abbiano inciso sulla ribalta di questa squadra.

LUCIONI
Faro di un gruppo che senza di lui aveva smarrito la rotta. Il capitano ha giocato le prime cinque partite, poi le ultime tre contro Genoa, Chievo e Samp dando subito un forte impatto ad ogni match, ricevendo gli elogi dell’Italia intera. Otto partite in totale, due delle quali, le ultime, giocate ad altissimi livelli. Se consideriamo nello specifico i dati dello Zio, quella contro il Chievo è stata di gran lunga la sua gara migliore: in difesa svetta con bel 10 palloni spazzati e cinque duelli aerei vinti, ma si fa valere anche in impostazione con una percentuale di precisione passaggi pari all’81,8% di cui un passaggio chiave e dieci passaggi lunghi, più un dribbling. Inoltre anche due tiri, entrambi di testa (sfiorando il gol). Contro la Sampdoria la percentuale di precisione passaggi aumenta addirittura, ben l’85,3%, di cui 6 passaggi lunghi. Una prestazione, quella di questo sabato, più di contenimento ma pur sempre di efficacia.

VENUTI
Sempre presente con Baroni, messo da parte da De Zerbi in favore di Letizia e Di Chiara: con l’infortunio del napoletano Lollo torna alla ribalta e fa capire al mister bresciano che non merita la panchina. Contro il Chievo s’impone sia in difesa che in attacco: due contrasti vinti che pareggiano i due falli commessi, una spazzata e un dribbling nella propria metà campo. In attacco, invece, ben tre passaggi chiave, un cross e un passaggio lungo, più un tiro: in totale la percentuale di precisione passaggi è dell’80%. Meglio contro la Samp, che arriva ad una percentuale dell’82,4%, due palle spazzate e lo stesso numero di passaggi intercettati condito da un dribbling, segno che in difesa non ha paura del disimpegno. In avanti un passaggio chiave e un dribbling, un cross e un passaggio filtrante più tre lunghi e altrettanti falli subiti, segno della pericolosità sulla sua corsia.

VIOLA
Metronomo del centrocampo giallorosso, quello che serve ad una squadra che non giocava mai in verticale. Dato per partente, ora colonna portante della rinascita giallorossa, Nicolas aveva soltanto bisogno di ambientarsi in questa categoria, dove non gode della stessa libertà in campo ricevuta in cadetteria. Di lui dobbiamo considerare soprattutto il numero di passaggi, contro il Chievo 51 in totale, con una percentuale di precisione del 70,6%. In difesa due contrasti, tre passaggi intercettati, una respinta e un dribbling, prova che in campo c’è e lotta oltre a smistare palloni ovunque. In fase d’attacco conta tre tiri e tre passaggi chiave più quattro dribbling. Contro i blucerchiati diminuisce il numero di passaggi totali 43, ma sono anche più precisi, il 72,1%. Una presenza nel campo impressionante, sia in difesa che in attacco: nella propria fetta di campo ha compiuto un contrasto, un fallo, una spazzata, una respinta, tre passaggi intercettati e un dribbling. In attacco ha mirato alla porta tre volte, tre passaggi chiave, cinque dribbling, due cross, tre passaggi lunghi e un filtrante, mandando a segno Coda. Di contro, ha anche subito un contrasto vincente e perso quattro palloni, soprattutto nel primo tempo.

CODA
Ha cambiato le carte in tavola da quando il suo agente e De Zerbi si sono beccati: sul piede di guerra, Massimo ha sfogato la sua rabbia repressa in campo, ed esploso come un vulcano, ha messo a segno tre gol in due partite. Anche lui come Viola doveva abituarsi alla categoria, fronteggiando difese davvero preparate e che non ti concedono spazio per muoverti. La Samp è stata una felice eccezione, tanto che l’ex Salernitana si è potuto scatenare nella ripresa. Contro il Chievo ha avuto bisogno di tirare quattro volte in porta per segnare un gol, ha vinto tre duelli aerei e compiuto 17 passaggi, di cui uno chiave e uno lungo, con una precisione dell’82,4%. Contro la Sampdoria altri numeri eclatanti: otto tiri, due gol, un assist, un palo e una traversa, due duelli aerei vinti, 12 passaggi totali con una precisione dell’83,3%, di cui tre passaggi chiave, un passaggio lungo e un cross, vincente oltretutto, per il 3-1 di Brignola.

Numeri visti contro Chievo e Samp che messi insieme fanno di Lucioni, Venuti, Viola e Coda i migliori per reparto di questo Benevento che torna a sperare, a scalare una montagna partita dopo partita. D’altronde c’è sempre stato bisogno di certezze: loro, silenziosi, provano ad esserlo.