Foto LaPresse
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L’appuntamento numero 19 della rubrica “Pillole Giallorosse” si occupa come sempre degli spunti tratti dall’ultima giornata di campionato con protagonista la Strega… E stavolta anche la Vecchia Signora. Benevento-Juventus fa ancora parlare in città e nei talk di tutta Italia, ma in questo spazio andremo a considerare un fattore importante, già noto ai più: la differenza abissale tra le due società.

68 PUNTI DI DIFFERENZA E NON SENTIRLI
Juventus prima con 81 punti, Benevento ultimo a quota 13. Ci sono 68 punti di differenza che delimitano i margini di questa classifica, due estremi totalmente opposti che, una volta in campo, sembrano produrre un verdetto inesorabilmente già scritto. Talk di fede bianconera, così come lo stesso Dybala a fine partita, parlano di un Benevento che ha dato un significato importante al match, un Benevento che se l’è giocata per dover dimostrare qualcosa contro la più forte d’Italia, senza nemmeno sapere che i giallorossi hanno sfoggiato questo atteggiamento anche contro squadre come Napoli, Roma e Inter. Nei numeri, il 2-4 sembra non dare scampo ad un Benevento che però se l’è giocata fino agli ultimi dieci minuti, quando il sigillo spettacolare di Douglas Costa ha posto fine alle speranze dei giallorossi di riprendere per i capelli una partita riequilibrata per ben due volte. Segnare alla Juventus sia all’andata che al ritorno è quasi un privilegio, basti pensare che squadre come il Napoli sono rimaste a secco di gol in casa contro i bianconeri. Per questo ci vengono in aiuto i numeri, che testimoniano come il piccolo Benevento ha davvero messo paura alla grande e irreprensibile Juventus: possesso palla in favore dei bianconeri col 57% contro il 43% dei sanniti, ma la truppa di De Zerbi ha provato maggiormente il tiro, 17 volte, a fronte delle 15 conclusioni bianconere. Il Benevento ha tirato 7 volte in porta, 5 fuori e altre 5 volte ha visto respingere i propri attacchi. Invece 5 tiri nello specchio da parte della Juve, 6 fuori e 4 respinti. Conclusione, la Juventus ha creato 5 occasioni da rete mentre il Benevento 4. Le giocate di Dybala e Douglas Costa fanno la differenza, mentre la Strega scopre in Diabaté l’attaccante che non ha mai avuto in questo campionato. Gli attacchi prodotti dai sanniti hanno portato a nove corner mentre soltanto due per gli uomini di Allegri. La classifica aggiornata dei gol dice che sono 74 quelli siglati da Dybala & co., una media di 2,39 a partita, mentre 26 quelli del Benevento, (0,84 a partita) con Diabaté che ne segna uno ogni 39 minuti e senza considerare che il Benevento è la squadra che ha portato a segno più giocatori finora. Da considerare anche la classifica totale dei tiri: 362 per la Juve (8°), 307 per il Benevento (12°) ma è nella classifica dei cross che la Strega surclassa la Vecchia Signora, con 205 cross utili e 113 sbagliati rispetto ai 198 utili e 159 sbagliati da parte bianconera in questo campionato. Segno, questo, che il Benevento attacca e, già risaputo, spreca troppo, anche se contro la Juve si è dimostrato più cinico rispetto a quanto prodotto. Tanti i duelli, soprattutto in mezzo al campo, la Juve vince nei contrasti: 29 palle perse e ben 23 recuperate, mentre i giallorossi ne hanno perse 30 e recuperate 19. In sintesi, il dominio Juve, complice la fatica di Champions e i tanti ricambi al “Vigorito”, non si è messo in mostra contro l’ultima della classe che, piuttosto, ha tenuto sorprendentemente botta. La maggiore tecnica, la capacità di avere uomini dalle giocate straordinarie, fanno della Juve la big del campionato italiano, capace di sbloccare i match a loro piacimento. Ma quando le cose si complicano è brutto vedere il sostegno di una squadra arbitrale allo sbando e con evidenti pesi psicologici da gestire. Purtroppo, la grande differenza tra Juventus e Benevento, si è vista proprio in questo…