Ieri gran finale a Napoli per il contest internazionale PizzAward. Si piazza al secondo posto un giovane sannita, Massimiliano Pica, classe ’94. Ha solo 25 anni, ma nelle sue mani passa già la maestria di un esperto pizzaiolo.

La pizza, nella sua apparente semplicità, resta uno dei piatti più complessi, come uno scrigno di sapori arti e tecnica. Simbolo per antonomasia del Belpaese, non è solo acqua e farina, ma è fatta di equilibri e segreti che Massimiliano ha imparato a custodire nella sua già lunga gavetta. Nel Sannio muove i suoi primi passi da pizzaiolo, si perfeziona con un master di specializzazione in “pizza napoletana”, gareggia, sfidando non solo gli altri ma anche se stesso, superandosi di volta in volta, ma soprattutto lavora con instancabile passione.

La sua vocazione lo porta lontano: Stoccolma, Londra, Copenaghen. Ma il Sannio resta la sua musa, non a caso ieri ha gareggiato con la pizza “Sannita”, con salsiccia rossa di Castelpoto, caciocavallo di Castelfranco in Miscano, crema di noci.

Pica ha partecipato alla sezione pizza creativa, portando il gusto sannita in una dimensione internazionale. Ieri a Napoli, madrepatria della pizza, si è consacrato sempre di più a quest’arte. Il segreto per un’ottima pizza è dono per pochi, ma certamente il fuoco sacro che arde dentro questo giovane sannita è il talismano delle sue creazioni.

Italia De Luca