Pratica del restauro, al Teatro Romano workshop operativo

Il tema del restauro al centro del workshop operativo svoltosi in mattinata al Teatro Romano e l’incontro, a cui hanno aderito diversi architetti iscritti all’Ordine, ha focalizzato l’attenzione in modo particolare sui vari interventi che hanno interessato l’area a partire dal secolo scorso.

Una panoramica a riguardo l’ha fornita, infatti, l’architetto Amata Verdino tra i curatori dell’iniziativa. “L’obiettivo di questo evento è parlare di restauro aprendo un dibattito con tutta la categoria degli architetti e quindi si vuole introdurre un tema che speriamo venga sviluppato nei prossimi anni. Vogliamo far venire a Benevento personalità e studiosi grazie anche alla collaborazione di varie università e questo progetto nasce anche all’interno di un progetto cantiere/scuola. Ci sembra, infatti, doveroso creare delle maestranze già nel periodo scolastico in quanto per noi operatori del settore diventa sempre più complicato trovare all’interno dei cantieri delle maestranze specifiche. Quest’area negli anni ha avuto una serie di interventi, basti pensare che all’inizio del secolo scorso qui c’erano delle abitazioni e nemmeno si sapeva dell’esistenza del Teatro. Sulle vecchie planimetrie troviamo addirittura scritto Anfiteatro di Benevento, poi grazie a una serie di personaggi è venuta fuori questa struttura che ha bisogno di una manutenzione costante anche attraverso delle nuove tecnologie che si stanno adottando nel campo del restauro”.

Al convegno, oltre al già direttore Ferdinando Creta, ha partecipato anche Giacomo Franzese e l’attuale direttore dell’Area Archeologica del Teatro Romano ha focalizzato l’attenzione sul tema dei finanziamenti di cui la struttura necessiterebbe. “Oggi abbiamo il piacere di ospitare questo workshop sul restauro che ha una parte teorica e una pratica che prevede anche una visita al cantiere dove sono in corso i lavori. L’occasione è anche quella di ripercorrere un po’ la storia di un monumento identitario del Sannio e della storia millenaria di questo territorio. Vogliamo far toccare con mano quindi il lavoro che stiamo facendo e mi auguro che prossimamente avremo a disposizione dei finanziamenti per ulteriori interventi. Quest’area necessiterebbe di un intervento radicale e in questo momento, con il secondo finanziamento di cinquecentomila euro della Legge 232 sul miglioramento sismico, andiamo soltanto a tamponare quelle che sono le situazioni più gravi però non riusciamo a recuperare il bene come vorremmo”.

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