C’è una strada che un tempo congiungeva Roma a Brindisi, attraversando l’anima del mondo antico. Non era soltanto un tracciato viario, ma un percorso dell’anima. L’Appia Antica, celebrata da Orazio e da Stazio, era la linea segreta lungo cui si snodava un viaggio interiore, una via sapienziale intrapresa da chi cercava conoscenza, elevazione, visione. Come scriveva Goethe, “chi non sa trarre insegnamento dai tremila anni vissuti, resta nell’oscurità”. Eppure, c’è chi ancora oggi sceglie di camminare, di cercare, di connettere i saperi antichi al battito fragile e urgente del presente.
È su questa scia che nasce e si rinnova il Premio Nazionale di Poesia “Simonetta Lamberti”, il cui spirito è affine a quello dei viandanti di un tempo. Nato nel 2021 in seno al piccolo comune di Cautano, ai piedi del Taburno, è oggi giunto alla sua quarta edizione nazionale. E come accade ai semi buoni, ha attecchito, si è propagato, ha oltrepassato confini. Il concorso, partito con umiltà e dedizione, si è affermato come punto di riferimento nel panorama poetico nazionale, coinvolgendo voci da ogni parte d’Italia – e oltre.
La poesia, d’altronde, è sempre esercizio di passaggio, soglia tra visibile e invisibile, come ben sapeva Paul Celan: “Una poesia, essere una cosa che attraversa”. Attraversa il tempo, i dolori, le gioie, le contrade dell’animo. E attraversa anche le ombre.
Proprio l’ombra è il tema prescelto per l’edizione 2025: “Dove c’è luce, c’è ombra”. Un monito e una rivelazione. L’ombra non è assenza, ma manifestazione dell’esistere. È riparo, compagna silenziosa del cammino, eco della luce stessa. Come scriveva Jung, “nessuno può illuminare la propria luce senza conoscere la propria ombra”. Così anche il premio Lamberti, dedicato a una giovanissima vittima della barbarie mafiosa, è un gesto di memoria che non cancella il dolore, ma lo trasfigura in bellezza e resistenza.
Quest’anno, per la prima volta, i testi vincitori delle edizioni precedenti sono stati raccolti in un volume antologico, edito da Progetto Cultura. È un gesto semplice ma potentissimo: abbiamo dato ai poeti la possibilità di farsi carta, di farsi corpo, di diventare presenza tangibile. Perché un verso che trova dimora sulla pagina è un verso che sopravvive al tempo, che si offre, che resta. È la dimostrazione che ciò che nasce da un piccolo paese può diventare segno duraturo, testimonianza, materia viva.
Il bando della nuova edizione è disponibile sul sito del Comune di Cautano e accoglierà componimenti fino al 20 luglio 2025. Le giornate conclusive si terranno il 10 e 11 agosto, nel cuore pulsante dell’estate, là dove il paesaggio sannita si fa incanto e rifugio.
Sarà un tempo di incontro e di scambio, dove la cultura non è ornamento ma azione. Perché in un’epoca affollata di rumori e distrazioni, chi scrive poesia continua a custodire il gesto più radicale: ascoltare.
Michele Piramide









