Premio Strega, in finale ne vanno sei. In vetta Di Pietrantonio

di Giorgia Zoino

Per la seconda volta, la proclamazione della cinquina finalista regala delle sorprese. Come nell’edizione 2022, in cui ci sono stati eletti ben sette finalisti, anche quest’anno non ci sarà la solita cinquina, ma una nuova sestina.

La lista vede in vetta Donatella Di Pietrantonio, L’età fragile (Einaudi) con 248 punti e in tasca anche il Premio Strega Giovani. Al secondo posto con 243 punti, evidenziato da un bel rosso sul cartellone, c’è Dario Voltolini e il suo Invernale (La nave di Teseo). Al terzo posto, Chi dice e chi tace (Sellerio) di Chiara Valerio che si aggiudica 213 punti. Paolo Di Paolo e il suo Romanzo senza umani (Feltrinelli) sbuca in cinquina con 195 punti superando di poco Aggiustare l’universo (Mondadori) di Raffaella Romagnolo che si posiziona quinta con 193 punti. E come da regolamento, la cinquina si allarga a sestina con il titolo più votato tra quelli pubblicati da una piccola casa editrice: Tommaso Giartosio, Autobiogrammatica (minimum fax) con 126 punti.

La dozzina dei libri in concorso per l’edizione 2024 è stata presentata anche quest’anno dal direttore Rai, Stefano Coletta, che ha parlato con il nuovo direttore della Fondazione Bellonci di “reputation” sempre più forte del Premio Strega e delle tante iniziative culturali della città di Benevento: “Abbiamo visto che c’è molto interesse e questa serata lo dimostra, lo dimostra l’interesse che durante la rassegna Città Spettacolo, si riserva una parte alla letteratura. Lo dimostrano le serate che abbiamo organizzato con la rassegna che si chiama Stregonerie. Streghe è di per sé evocativo, siamo la città delle streghe, sembra ci sia un’alchimia giusta”, ha detto sul palco Giovanni D’Avino, amministratore delegato Strega Alberti.

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