Presentata la "Kunta Kinte Cup", il calcio per l'integrazione e contro il razzismo

atletico brigante

Presentata stamane, presso la sala convegni Caritas di Benevento, la Kunta Kinte Cup, il torneo di calcio organizzato dall’Us Acli locale e dall’Asd Atletico Brigante con il supporto della Caritas. Oltre all’Atletico Brigante, tra le 8 squadre partecipanti ci saranno almeno altre due compagini composte da migranti; le partite si svolgeranno sabato, domenica e lunedì presso lo Stadio Meomartini del Rione Libertà e al Campo “Mellusi” di Via Calandra”. La data di inizio sarà comunicata ufficialmente dagli organizzatori nei prossimi giorni.

ILa formula della competizione sarà strutturata con un girone all’italiana in cui le squadre si affronteranno attraverso partite di andata e ritorno da 60 minuti; il vincitore del girone raggiungerà la finale a cui parteciperà anche la vincente del play off tra le altre compagini.

Dall’organizzazione viene sottolineata l’importanza del carattere ludico e non competitivo della manifestazione: “L’obiettivo della Kunta Kinte Cup è creare più momenti di accoglienza e aggregazione attraverso il puro divertimento. Il premio più importante, la coppa più grande, sarà quella del Fair Play. Divertirsi e giocare insieme, per conoscersi  e provare ad annullare stereotipi e pregiudizi razziali che troppo spesso ostacolano il processo d’integrazione”.

“Ci fa piacere che in un breve lasso di tempo sempre più realtà si siano allineate a questo modo di intendere il calcio, incoraggiandoci- spiega il rappresentante dell’ASD Atletico Brigante, Ernesto Razzano- e dandoci una mano significativa nell’organizzazione strutturale del torneo”.

“Dopo due anni- prosegue Ernesto- in cui i nostri fratelli migranti fremevano dalla voglia di giocare, abbiamo deciso di tirarci fuori dalle logiche e dai regolamenti federali, spesso contraddittori e ricchi di falle, e iniziare un nuovo percorso condiviso. Non dimentichiamo- conclude- che questo micro-universo creatori intorno al Brigante ha permesso la costruzione di altri percorsi come la scuola di italiano Oltreconfine sempre nel segno della solidarietà tra i popoli e l’organizzazione dal basso, segno distintivo del nostro agire”.

F.M.

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