Questione mensa, M5S: "Scontro in maggioranza sulla pelle dei bambini"

c__data_users_defapps_appdata_internetexplorer_temp_saved-images_12717978_578762165617476_7206949378202429499_nComunicato del Movimento 5 Stelle in merito alla questione mensa:
“Oggi si è svolta un’infuocata Commissione Mobilità dedicata alla questione mensa. Dopo aver ascoltato nei giorni scorsi l’assessore Ingaldi e il dirigente Castracane, oggi erano presenti la dott.ssa Pedà, consigliere di maggioranza e delegata alla mensa, e due mamme, rappresentanti del Comitato dei genitori e della Commissione.
La dott.ssa Pedà ha illustrato in maniera esaustiva (allegando 5 dettagliatissime pagine su quanto svolto giorno per giorno) la consulenza che avrebbe (il condizionale è d’obbligo) dovuto svolgere su incarico del Sindaco, annunziata nel Consiglio comunale del 29 settembre. In realtà, è emerso in maniera esplicita come in questi mesi ci sia stato uno scontro “a bassa intensità” non solo fra due persone (la Pedà stessa e la Ingaldi) ma fra due modi incompatibili di affrontare la spinosissima questione. La nutrizionista ha utilizzato parole forti, dicendo che non voleva essere accomunata ad un’«accozzaglia» che evidentemente stava gestendo, dal suo punto di vista, in maniera dilettantesca la vicenda. Di qui la decisione di dimettersi agli inizi di ottobre per accettare nuovo incarico l’11 novembre, con competenze ampliate.
Che cosa emerge e lascia sconcertati? Prima di tutto che la Pedà si è trovata a dover interagire con persone (in primis l’assessore) su lunghezze d’onda diversissime al punto da scrivere di essere «stanca, delusa», di «vedere sottovalutato un servizio mensa, argomento prioritario» e (la cosa ci pare gravissima) «notando incompetenza».
Ancor più grave, a nostro avviso, è che quanto riportato oggi in commissione, e confermato dalle mamme presenti, smentisce clamorosamente quanto dichiarato sia dalla Ingaldi che da Castracane sui controlli («Sulla mensa solo propaganda. È tutto a posto»). Se, infatti, la delegata a questi controlli era la Pedà, che nega di averli svolti fino ad ora, ci chiediamo (e chiederemo ufficialmente le procedure dei controlli seguite e le carte relative): chi li ha svolti, quando, come? Vengono confermate le perplessità sollevate da più parti in queste settimane.
Poiché, come risulta dal verbale della Commissione, «la maggioranza approva i contenuti della relazione rivolgendo al consigliere Pedà i complimenti per l’attività svolta», riteniamo che chi ha l’onere in questo periodo di guidare la città prenda una posizione chiara. Hanno ragione la Ingaldi e Castracane o la Pedà o le rappresentanti dei genitori?
È possibile che uno scontro così aspro si ricomponga e faccia partire effettivamente ed efficacemente la macchina dei controlli? In questi giorni di fatto la Quadrelle ha fatto e può fare ciò che vuole, servendo cibo che non si attiene alle tabelle nutrizionali pur approvate, e la cui provenienza non è tracciabile?
Il 12 ottobre scrivevamo del primo clamoroso scivolone della giunta Mastella. Oggi chiediamo una risposta adeguata alla gravità della situazione che (ed era impensabile!) è addirittura peggiorata rispetto alla gestione precedente. La qualità della vita dei bambini (almeno dei pochi che usufruiscono del servizio) non è negoziabile.
Nel suo programma elettorale («Benevento ritorna») Mastella scriveva che il Comune «dovrà  rispondere  in modo dettagliato e trasparente alle numerose critiche rivolte al servizio che hanno creato ansia e preoccupazione nei genitori». Notando, per inciso, come la parola “mensa” sia completamente scomparsa dal «Programma di mandato», chiediamo che si mantenga fede a quell’impegno di trasparenza, e che i “decisori” politici e tecnici, di conseguenza, siano all’altezza della sfida.

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