Raoul Bova protagonista sul palco del San Marco. Legge Dalla Chiesa

Raoul Bova protagonista sul palco del San Marco. Legge Dalla Chiesa

Memorie, applausi e riconoscimenti. Il numeroso pubblico, però, si lascia andare alle critiche

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Un San Marco, il nostro cinema cittadino, che ieri sera ha visto l’arrivo di numerose persone ad applaudire Raoul Bova. Sala piena e grande attesa. Un cappello da carabiniere, un leggio e il grande schermo. Bova calca il palco ed inizia il suo reading teatrale, “Il generale”, scritto e diretto da Giambattista Assanti. Molto emozionato, inizia la sua lettura intervallata da immagini. Lo spettacolo è liberamente tratto dal libro “Dalla Chiesa. Un papà con gli alamari” di Simona con Rita e Nando Dalla Chiesa, già presentato a Benevento. Le parole lette, hanno messo in evidenza una persona, più che un personaggio. Fine Aprile 1982, da lì si racconta Carlo Alberto Dalla Chiesa, mentre è sul volo Roma-Palermo e scrive una lettera ai figli. Parole ricche di sentimenti, valori, umanità. L’assenza di retorica esaltazione, pone al centro l’essere umano in quanto tale, oltre la divisa la indossava ed ha contribuito a cambiare il nostro Paese. L’uomo “partito con gli alamari da Generale” è ritornato “con un doppio petto blu da Prefetto”, lascia che la penna scriva su quel foglio parole vere, nude, prive di formalismi. Parole che fungono da testimonianza, quella di un padre. La storia di Dalla Chiesa va ad incrociare la storia della Repubblica, a servizio dello Stato e della Patria, “Il Generale” diventa esempio di vita per le nuove generazioni. Il palco e la sala del cinema San Marco hanno voluto accogliere un sabato sera ricco di emozioni ed è lo stesso attore, Raoul Bova, a sottolinearlo a fine reading: “Per la prima volta mi sono trovato a leggere le vicende di questo grande uomo, il Generale Dalla Chiesa e mi sono emozionato, perché tanti valori, tante parole che lui ha dedicato ai figli, sono quelle parole che ogni figlio si vorrebbe sentir dire” sottolineando la fierezza che ciascuno di noi dovrebbe provare nei confronti del Generale, perché “è stato un po’ il padre di tutti”.  Testimonianze, ricordi e riconoscimenti hanno chiuso la serata. A fine spettacolo cellulari pronti ad immortalare Bova. Un pubblico che, nonostante abbia applaudito, si è lasciato andare a qualche critica sia organizzativa per la vendita dei biglietti e l’assegnazione dei posti, sia perché si è detto “poco convinto” della messa in scena. Bova, gentile e disponibile, ha cercato di accontentare qualche fan, tutti sarebbe stato impossibile. Interviste “rubate” dalla stampa presente, cui non è stato concesso alcun “doveroso” spazio previsto all’incontro con l’attore, se non un tempo centellinato, riservato a sole due domande “mordi e fuggi”. Tutto sommato la serata poteva  essere  gestita meglio, soprattutto intorno ad un nome che, come si poteva immaginare, avrebbe attirato numerose persone.