Reale e Feleppa: “Zona rossa incomprensibile, Mastella faccia sentire voce del territorio”

“Collocare il Sannio in zona rossa è una scelta francamente poco comprensibile: è evidente che in Campania c’è un problema di contagi, ma è altrettanto evidente che riguarda principalmente altre province, e in particolare l’area metropolitana di Napoli. Ieri il Sannio aveva 50 nuovi casi sui 2800 dell’Intera Campania: in termini percentuali siamo sotto il 2 per cento. E c’è da considerare che c’è il focolaio che si è registrato purtroppo in una struttura privata del territorio a gonfiare ulteriormente un dato già basso. E’ ovvio che serve attenzione, è ovvio che serve monitorare attentamente i dati, ma pagare per ciò che accade in altri territori, di nuovo, è francamente inaccettabile”: lo afferma il dirigente di Forza Italia Antonio Reale.

“Scarsamente comprensibili in tal senso risultano le due note emanate a poche ore di distanza l’una dall’altra dal sindaco Mastella: in una, giustamente, condivide le istanze degli esercenti chiedendo una differenziazione sulla base territoriale per non danneggiare il commercio locale. Il problema è la seconda nota: che va nella direzione totalmente opposta, rivendicando la correttezza della zona rossa. Una posizione, quella della prudenza, che può anche essere condivisibile: ma non se poche ore prima si era su posizioni opposte. In generale, tuttavia, sarebbe opportuno far valere le ragioni del territorio, rivedendo una decisione sproporzionata per il territorio” ha aggiunto l’ex assessore.

E sul caso interviene anche il segretario regionale Adc Angelo Feleppa: “L’ordinanza che riporta il Sannio in Zona Rossa assieme a tutta la Campania incide negativamente sulle attività produttive locali già duramente fiaccate da un anno di covid. In questo quadro è palese che la politica deve fare il suo mestiere: che i contagi ci siano è innegabile, che serve prudenza sacrosanto, ma mi chiedo per quale motivo la Lombardia, che è una delle regioni più popolose d’Italia e peraltro quella che ha avuto ed ha i maggiori problemi sul fronte covid, entra in arancione rafforzato. Perché le stesse valutazioni non sono state fatte dalla Campania? De Luca e Speranza avrebbero potuto tranquillamente adottare una soluzione simile per il Sannio, con contagi molto inferiori rispetto al resto della Campania e fortemente danneggiata dalla crisi e dalle chiusure.

Anche il sindaco Mastella, autorevole esponente avrebbe potuto far leva sulla sua autorevolezza per consentire un’ipotesi del genere di differenziazione territoriale. Perché non si è fatto? C’è un problema relativo alle terapie intensive in ospedale? C’è l’atavico problema sannita del non aver voce in capitolo o comunque non avere una voce abbastanza forte per difendere le proprie istanze? La politica dovrebbe intervenire in tal senso tutelando gli interessi di cittadini e imprenditori: ovviamente intervenendo per controllare il territorio, anche con misure restrittive se nel caso, ma in ogni caso non consentendo un unico e dannoso calderone”.

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