Reddito di Cittadinanza, M5S: “Il nuovo Governo ha dichiarato la guerra ai poveri percettori”

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dal Gruppo territoriale in formazione Movimento 5 Stelle Benevento. “La guerra dichiarata dal governo Meloni ai poveri, attraverso la “revisione” del Reddito di Cittadinanza, si basa su una delle tante fake news della neonata compagine di destra-centro, impegnata a combattere, in una lotta dai confini sempre più definiti, le persone a rischio di marginalità sociale e ad attuare politiche governative a favore delle classi sociali più agiate. Si affibbia ai percettori del RdC la nomea di fannulloni, per nascondere la vera causa del tanto conclamato flop di questa misura: la mancanza di opportunità di lavoro da parte delle aziende ai Centri pubblici per l’impiego. È toccato alla stessa Ministra del Lavoro, Marina Calderone, ex presidente dell’Ordine nazionale dei Consulenti del Lavoro, ammettere di recente, nel corso di un noto programma della Rai, che è già tanto riuscire a reperire da parte delle aziende una sola opportunità di lavoro rivolta ai percettori di reddito, figurarsi tre, come previsto dalla norma in vigore. Riguardo ai “furbetti del reddito di cittadinanza”, essi vanno sanzionati incentivando i controlli, anche attraverso l’incrocio delle banche dati tra i vari Ministeri (Giustizia, Interni, Finanza), per garantire il beneficio a chi ne ha veramente diritto, considerato il progressivo aumento della povertà, ma coloro che aggirano la legge sono una percentuale minima rispetto alla platea dei reali beneficiari.

La ricetta del governo Meloni mira inoltre ad estendere alle agenzie private la funzione di incrocio tra domanda e offerta di lavoro, favorendo un ulteriore depotenziamento dei servizi pubblici per il lavoro. Nel mentre, i finanziamenti per potenziare i Centri per l’impiego, disposti dal governo Conte, non sono stati utilizzati da ben 14 Regioni di centrodestra, allo scopo ben preciso di boicottare il Reddito di Cittadinanza, che si frappone come ostacolo alle consuete pratiche di sfruttamento dei lavoratori, in particolare di quelli stagionali, retribuiti con paghe orarie al di sotto della soglia minima contrattuale. Laddove sono stati utilizzati i fondi nazionali, come nella nostra Regione, si è proceduto solo alla pur importante assunzione di nuovo personale e all’efficientamento della dotazione informatica, ma ci si è dovuti fermare agli adempimenti burocratici relativi alla profilazione lavorativa dei percettori, che finiscono per sottoscrivere un “Patto individuale per il Lavoro” che non c’è.

Il beneficio del Reddito di Cittadinanza dura 18 mesi ma, durante questo arco di tempo, gran parte dei percettori non ha ricevuto nemmeno una proposta di lavoro attraverso i canali istituzionali dei Servizi per il Lavoro. Sempre secondo la legge, la congruità della proposta è fondata su caratteristiche ben precise: deve essere in linea con le norme contrattuali in vigore, svolgersi nel raggio massimo di 50 chilometri ed essere conforme con le competenze del lavoratore.

La Formazione Professionale ha il compito di entrare in campo per riqualificare i percettori che non lavorano da tempo o non posseggono requisiti in grado di ricoprire le qualifiche richieste. Nella nostra realtà, il Comune di Benevento, anche a seguito delle sollecitazioni del Movimento 5 Stelle, ha attivato i Progetti Utili alla Collettività, destinati ai beneficiari del reddito di cittadinanza, grazie ai quali vengono impiegati i percettori in vari settori di interesse della comunità locale.

Diversi altri enti locali stanno attuando tali Progetti. Ma non si può fare affidamento esclusivamente sulle amministrazioni pubbliche per far decollare il Reddito di Cittadinanza. Secondo l’Osservatorio dell’INPS, aggiornato allo scorso mese di settembre, i dati relativi ai percettori del Reddito di Cittadinanza nella nostra regione registrano la presenza di 850.000 percettori, con punte massime a Napoli.

Nella nostra provincia, a fronte di 14.000 percettori di RdC, ai Centri per l’impiego continuano a non pervenire, da parte delle aziende, le attese proposte di lavoro destinate ai beneficiari “occupabili”. Bisognerebbe perciò attivare nella nostra provincia una formula efficace per avviare un circuito virtuoso tra lavoro, formazione e sviluppo territoriale: la creazione di un “Patto territoriale per Sviluppo sostenibile, Formazione e Lavoro” tra rappresentanti delle aziende e dei lavoratori, agenzie formative e centri per l’impiego, che assicuri una governance dell’occupazione, compreso il Reddito di Cittadinanza, e che passi attraverso una visione condivisa di sviluppo locale sostenibile.

Potrebbe essere la soluzione in grado di generare un reale incrocio tra domanda ed offerta di lavoro nella nostra realtà, per contribuire ad aumentare il basso tasso di occupazione e a diminuire l’elevata soglia di disoccupazione, ma soprattutto per scongiurare il concreto pericolo dell’acuirsi del conflitto sociale”.

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