Reggina-Benevento 2-2: la Strega in rimonta conquista un prezioso pari

Lunch match al “Granillo” per il Benevento che per la quattordicesima giornata del campionato di serie B fa visita alla Reggina dell’ex Pippo Inzaghi. Il tecnico piacentino ritrova anche il suo amico Fabio Cannavaro e l’allenatore giallorosso conferma il 3-5-2 delle ultime uscite, con un solo cambio rispetto all’undici iniziale proposto a Ferrara e rappresentato dal rientro di Pastina al posto di Glik impegnato in Qatar con la Polonia. Per i padroni di casa 4-3-3, con tridente offensivo formato da Canotto, Ménez e Cicerelli. Nel pacchetto arretrato in campo gli ex Camporese e Di Chiara e gli altri due ex, Crisetig e Ricci partono dalla panchina. Al 7′ Ménez con un tacco serve sulla sinistra Cicirelli che si accentra e prova una conclusione a giro che si perde sul fondo. Al 9′ Ménez ci prova dal limite e la sua conclusione, dopo una deviazione di Leverbe, finisce sui piedi di Canotto che conclude a botta sicura e Paleari con un pregevole intervento evita il vantaggio reggino. Al 10′ prova a scuotersi il Benevento e il tentativo timido di Farias è neutralizzato senza alcun problema da Ravaglia. Al 17′ Strega pericolosa dagli sviluppi di un angolo calciato da Farias e il colpo di testa di Karic finisce di poco sopra la porta. Al 20′ proteste dei padroni di casa per un tocco di braccio di Pastina e Zufferli, dopo aver rivisto l’episodio al Var, assegna il calcio di rigore ai padroni di casa. Dal dischetto si presenta Hernani che beffa Paleari e porta la Reggina in vantaggio. Al 36′ uno strepitoso Canotto si libera con estrema facilità di Pastina e serve il pallone al centro e la sfera dopo una serie di rimpalli finisce di nuovo sui suoi piedi e di tacco realizza il gol del 2-0. Notte fonda per la Strega che protesta per una presunta posizione di fuorigioco dello stesso Canotto, ma a tenere in gioco l’ex Juve Stabia è Capellini. Al 41′ torna a rendersi pericoloso il Benevento e la spaccata di Improta finisce sul fondo. Poca roba per la Strega che chiude la prima frazione sotto di due gol e con un atteggiamento fin troppo confuso e timoroso.

Per provare a scuotere i suoi, Cannavaro inizia la ripresa subito con tre cambi ed entrano in campo El Kaouakibi, Viviani e Forte. A fargli posto Pastina, l’acciaccato Schiattarella e Foulon. Con queste tre variazioni la Strega passa al 4-3-3 con Letizia che va a fare il terzino a sinistra ed El Kaouakibi a destra. In avanti il tridente formato da La Gumina, Forte e Farias. Improta, invece, resta in campo nella posizione di mezzala ed è proprio lui a riaprire la gara al 14′ dagli sviluppi di un calcio d’angolo. Per il numero sedici si tratta del secondo gol in campionato dopo quello realizzato al Bari tre settimane fa. Al 21′ Zufferli assegna un altro calcio di rigore ai padroni di casa per un tocco di mano di Improta e l’episodio dopo una lunga valutazione al Var, con Zufferli che va anche a rivederlo, viene annullato. Alla mezzora Cannavaro inserisce anche Acampora, tra i recuperati di recente e a fargli spazio è Karic. Lo svedese, ammonito in precedenza, era diffidato e salterà il match contro il Palermo. Al 37′ pareggio della Strega e a beffare Ravaglia con una conclusione dalla distanza è Acampora. Al 42′ la Reggina prova subito a riportarsi in vantaggio e Paleari è bravissimo a dire di no a un tentativo di testa di Rivas. Il portiere giallorosso si ripete pochi istanti dopo e questa volta si oppone alla punizione calciata da Hernani. Il brasiliano va vicinissimo al gol anche dagli sviluppi del successivo calcio d’angolo e manca di pochissimo l’aggancio con la sfera. La pressione della Reggina prosegue anche nel lunghissimo recupero, sette minuti, e al triplice fischio la Strega può finalmente sorridere per un punto d’oro fortemente voluto nella ripresa. Con questo pareggio sale a quattro la striscia positiva dei giallorossi e salgono a quindici i punti in classifica. La Reggina, invece, in attesa del Genoa si conferma al secondo posto con ventisei punti.

Tabellino
Reggina (4-3-3):
Ravaglia; Pierozzi, Camporese, Gagliolo, Di Chiara (27′ st Giraudo); Fabbian (40′ st Liotti), Majer, Hermani; Canotto (27′ st Gori), Ménez (27′ st Cionek), Cicerelli (15′ st Rivas). A disp.: Colombi, Bouah, Cionek, Loiacono, Crisetig, Lombardi, Ricci, Santander. All.: Filippo Inzaghi
Benevento (3-5-2):  Paleari; Leverbe, Capellini, Pastina (1′ st El Kaouakibi); Letizia, Improta, Schiattarella (1′ st Viviani), Karic (30′ st Acampora), Foulon (1′ st Forte); Farias (444′ st Kubica), La Gumina. A disp.: Manfredini, Lucatelli, Masciangelo, Thiam Pape, Simy, Basit, Koutsoupias. All.: Fabio Cannavaro
Arbitro: Luca Zufferli della sezione di Udine
Assistenti:
Domenico Palermo della sezione di Bari e Andrea Niedda della sezione di Ozieri
IV ufficiale:
Daniele Rutella della sezione di Enna
Var:
Valerio Marini della sezione di Roma 1
Avar:
Livio Marinelli della sezione di Tivoli

Marcatori: 21’pt rig. Hernani (R), 36’pt Canotto (R), 14′ st Improta (B), 37′ st Acampora (B)

Note: terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Leverbe (B), Karic (B), Fabian (R), Ravaglia (R), Majer (R), Cionek (R), Acampora (B), Camporese (R). Recupero: 4′ pt, 7′ st

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