“La recente sentenza del Tribunale del Lavoro in forma collegiale che ordina l’immediata riammissione in servizio alla Camera di Commercio di Benevento del dirigente Vincenzo Coppola è l’ennesima, preventivata sconfitta del presidente Campese e dei suoi consiglieri: Confcommercio aveva provato a fermarne le convulse azioni, a dir il vero configurabili piuttosto come personali, chiedendo l’intervento sia del Ministro dello Sviluppo Economico che della Corte dei Conti e della Regione Campania” lo dichiara in una nota ConfCommercio Benevento che commenta le ultime vicende che riguardano l’ex segretario generale della Camera di Commercio Vincenzo Coppola.

“Una battaglia – si legge nella nota – intrapresa contro funzionari camerali servita solo a danneggiare l’immagine dell’Ente, cosa di fatto avvenuta, ed a ingenerare solo incertezze in assenza di fatti credibili che ora coinvolge anche l’intero consiglio camerale che, sebbene scaduto, di fatto ha finora sostenuto l’agire di Campese. Peccato che tutto è stato fatto con i soldi delle imprese: oltre 250mila euro spesi solo per le parcelle legali, con la presidenza Campese; a cui ora si aggiungeranno le immancabili spese per risarcimento dei danni da parte degli offesi. Confcommercio ha provato a fare un po’ di conti e sarebbero, fino ad ora, circa 5.000 gli imprenditori che con i soldi versati alla Camera di Commercio hanno permesso a Campese e company di pagare le spese pazze per così tanti procedimenti giudiziari al momento a quanto pare del tutto infondati contro impiegati camerali che hanno avuto ragione grazie alla Magistratura. Ora, però, il Consiglio camerale si trova ad un bivio: continuare a sostenere Campese accollandosi le ulteriori responsabilità per le, ipotizzabili, richieste di risarcimento danni che presto inizieranno a piovere o togliergli la fiducia? Da parte sua Confcommercio aveva, ipotizzato e annunciato da tempo questa dècbael e nessuno, né Corte dei Conti, né Ministero dello Sviluppo Economico sono intervenuti, regolarmente notiziati, per ripristinare la regolare attività dell’Ente”.

“Oggi il danno erariale e d’immagine – aggiunge ConfCommercio – sono inappellabili a carico di un Consiglio camerale che, caso unico da quando esistono le Camere di Commercio, è in prorogatio dall’anno 2016 senza che alcuno sia intervenuto, anzi. L’organo regionale preposto alla definizione della procedura per l’istituzione della nuova CCIAA Irpinia-Sannio, facendo sua una nota stampa del 15 settembre 2018, contenente dichiarazioni del Campese il giorno 18, disponeva supplemento d’istruttoria su un decreto di istituzione da essa promulgato 6 giorni prima il 12 (normalmente il Campese avrebbe dovuto produrre regolare ricorso amministrativo, essendo il procedimento terminato). Tanto per, lo stesso organo regionale il giorno 24 settembre 6 giorni dopo la disposizione di supplemento, provvedeva al ritiro dello stesso in autotutela per correzioni di meri errori formali, con l’impegno di promulgare l’atto definitivo entro e non oltre 10 giorni. Come dire mentire sapendo di mentire.

“Al Ministero dello Sviluppo Economico ed alla Corte dei Conti, nonché all’organo regionale, resta ora – in conclusione – questa bella gatta da pelare”.