Benevento è una città che porta nel suo DNA una straordinaria capacità di resilienza. Dalla sua storia millenaria fino alle sfide contemporanee, ha sempre saputo rialzarsi, adattarsi e guardare avanti. Oggi, però, siamo chiamati a fare un salto di qualità: non basta resistere, bisogna progettare il futuro.

Da Presidente della Coldiretti di Benevento, vedo una città che può e deve ripartire dalla sua identità più autentica: il legame con la terra. L’agricoltura non è solo un settore economico, ma un presidio sociale, ambientale e culturale. È da qui che può nascere un nuovo modello di sviluppo, sostenibile e inclusivo. Il futuro di Benevento passa attraverso alcune direttrici fondamentali.

La prima è la valorizzazione delle produzioni locali. Le nostre eccellenze agroalimentari rappresentano un patrimonio unico che va difeso e promosso, anche attraverso filiere corte, innovazione tecnologica e apertura ai mercati nazionali e internazionali. In questa direzione, diventa strategica la realizzazione, nel cuore della città, di uno spazio fisico stabile che unisca un mercato coperto a Km zero e un’enoteca territoriale: un luogo capace di creare una connessione diretta e continua tra città e campagna, tra produttori e cittadini e allo stesso tempo valorizzare la vitivinicultura, che rappresenta uno degli asset più forti del nostro territorio e un autentico ambasciatore della nostra identità.

La seconda è la tutela del territorio. In un’epoca segnata dai cambiamenti climatici, l’agricoltura diventa anche strumento di prevenzione del dissesto idrogeologico e di cura del paesaggio. Ma tutela del territorio significa anche garantire connessioni efficienti: servono infrastrutture capaci di rendere più agevole e veloce il raggiungimento di Benevento dai grandi centri più popolati. Questo rappresenta una leva economica decisiva, perché senza accessibilità non c’è sviluppo, non c’è turismo e non c’è competitività per le imprese.

In questo quadro, un ruolo strategico può e deve essere svolto dalla riqualificazione dei fiumi che attraversano la città. I corsi d’acqua rappresentano una risorsa straordinaria, ma negli anni sono stati anche un problema, come dimostra l’alluvione del 2015 che ha colpito duramente Benevento e il suo territorio. Proprio da quella esperienza dobbiamo partire per cambiare approccio: i fiumi non vanno subiti, ma governati e valorizzati. Possono diventare infrastrutture naturali capaci di sostenere l’agricoltura, migliorare la gestione delle risorse idriche e allo stesso tempo aprire nuove prospettive per il turismo, la fruizione sostenibile e la valorizzazione del paesaggio urbano e rurale.

La terza è l’innovazione. I giovani devono essere protagonisti di questa trasformazione. Agricoltura 4.0, digitalizzazione, sostenibilità ambientale: sono queste le leve per rendere il settore attrattivo e competitivo.

Ma il futuro di Benevento non si costruisce solo nelle campagne. Serve una visione integrata che metta in connessione agricoltura, turismo, cultura e servizi. Una città capace di trattenere i talenti e di attrarne di nuovi, offrendo opportunità concrete e qualità della vita.

Benevento ha tutte le carte in regola per diventare un modello di sviluppo per le aree interne del Mezzogiorno. Ma questo richiede coraggio, collaborazione e una strategia condivisa tra istituzioni, imprese e cittadini.

Il futuro non si aspetta: si costruisce. E Benevento ha le energie, le competenze e la storia per essere protagonista di questa sfida.

GENNARINO MASIELLO
VICEPRESIDENTE NAZIONALE COLDIRETTI