Rischio sismico, il Sannio "zona rossa" è pronto?

wp_20160930_11_42_25_proIl terremoto del Centro Italia ha fatto tornare la paura anche nel Sannio, territorio contrassegnato come “zona rossa” ad alto rischio. Si parla per questo dell’importanza della prevenzione “in tempo di pace”. I geologi ritengono, infatti, che i terremoti non si possano prevedere, ma al contempo li definiscono eventi che avvengono ciclicamente, per cui una zona già colpita molto probabilmente lo sarà ancora. Per non farsi trovare impreparati sarebbe bene che ogni cittadino conosca il piano di protezione civile, quello comunale è stato approvato nell’aprile dello scorso anno. “Stiamo pensando ad un abstract che arriverà a tutti i cittadini attraverso la bolletta” ha spiegato l’assessore con delega alla Protezione Civile Mario Pasquariello, che ha aggiunto: “A giorni sarà attivo, 24 ore su 24, anche un numero verde attraverso il quale i cittadini potranno collegarsi alla sala operativa del COC comunale dove troveranno un operatore pronto a rispondere. Assieme a questo ci sarà un’applicazione che servirà a dare notizie in tempo reale. “Stiamo pensando – ha aggiunto l’assessore – anche ad una cartellonistica per indicare le aree di ritrovo dei cittadini e quelle di ricovero individuate per le tendopoli. Stiamo intensificando il rapporto con la protezione civile, la Misericordia, gli infermieri specializzati in questo tipo di emergenze”. Proseguirebbero anche le verifiche: “I tecnici si stanno soffermando sulle caratteristiche dei terreni, per valutare l’impatto con un eventuale onda sismica”. Per comprendere meglio quali rischi corre il nostro territorio, in relazione alla composizione della crosta terrestre e allo stato dell’edilizia, abbiamo chiesto delucidazioni al dott. Geologo Daniele Pipicelli. “L’area beneventana ricade all’interno di una più vasta area sud appenninica ritenuta sismogenetica come evidenziato dai vari studi di pericolosità sismica regionale. Essa, infatti, ricade all’interno di un sistema di faglie attive ove da riferire appunto all’area Sannitica Irpina. In particolare si riscontrano faglie di tipo normali con andamento Appenninico dalle quali sono avvenuti rilasci energetici passati e recenti con diversa magnitudo”. Sulla questione dello stato dell’edilizia, Pipicelli aggiunge: “Per ciò che riguarda lo stato dell’edilizia, ad eccezione del patrimonio ricostruito post terremoto, che andrebbe comunque rivisto nel suo insieme a seguito della riclassificazione sismica e delle nuove NTC2008 (in fase di aggiornamento) vi sono ancora particolari condizioni di precarietà strutturali che interessano soprattutto i centri storici e i borghi dove si è intervenuti soprattutto con ristrutturazioni e poca messa in sicurezza”. “Proprio sulla messa in sicurezza – conclude Pipicelli – bisognerebbe adeguare gli strumenti normativi nazionali riguardanti la progettazione sismica degli edifici, in quanto le nuove norme tecniche per le costruzioni (NTC2008) hanno una serie di “imperfezioni” proprio nella parte riguardante la valutazione dell’amplificazione sismica e necessiterebbero di una revisione”. by Fabio Marcarelli e Stefania Repola

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