“In data odierna ho provveduto a depositare in parlamento una petizione per sollecitare l’apertura di una inchiesta parlamentare sul caso Airola e per il riconoscimento della Valle Caudina come sito “AREA/SITO AD ALTO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE” al fine di sollecitare piani straordinari di sostegno sia a tutela della salute che della filiera agroalimentare”. Ad affermarlo in una nota è l’avvocato Teresa Meccariello.
“Da cittadina ho fatto il mio dovere. Ora mi aspetto che la Politica e chi siede nelle istituzioni in rappresentanza di questo territorio faccia lo stesso. Non bastano i soliti proclami perché di quelli ne abbiamo avuti fin troppi. Il rischio è che tra qualche giorno su questa nube tossica cali il silenzio. E’ per questo motivo che ho depositato, come cittadina, una Petizione alle Presidenze di Camera e Senato, alla Commissione Ecomafie e alla Regione Campania perché sul rogo di Airola dello scorso 31 agosto non bastano le sole ordinanze sindacali. Questa è la seconda volta dopo il 2021, non possiamo aspettare la terza.
La faccenda non riguarda più solo e soltanto Airola o la Valle caudina: il caso Airola è e deve essere un caso Nazionale perché è il fallimento di una regione di un modello. Dopo la terra dei Fuochi del 1994, il rogo dell’impianto STIR nel 2019, per citare soli i casi più emblematici, ci ritroviamo nel 2026 a parlare ancora delle stesse cose che si sommano a tante altre mancanze strutturali. Non abbiamo mai chiesto la luna ma cose semplici che in un paese civile si chiamano servizi pubblici essenziali (come la rete ferroviaria, una viabilità adeguata, la tutela del territorio) e lep (livelli essenziali di prestazione)”, conclude la Meccariello.










