San Gennaro, tra dubbi e rinascenza, tra Napoli e Benevento

san gennaro 1“Un giorno a Benevento con San Gennaro” è il titolo che per una sera si è voluto dare al testo di Maurizio Ponticello  : “Un giorno a Napoli con San Gennaro”. Tutto sommato parlare del Santo e la dicotomia con la nostra città avrebbe bisogno di più di un giorno, certamente. L’evento è stato organizzato dall’associazione Culture e Letture presso la Rocca dei Rettori.

Un libro che descrive, che traccia nuovi percorsi e punti di vista: “Mi mancava un approccio diretto e definitivo, per quel che riguarda la mia storia personale di scrittore, con uno dei misteri più grandi che la storia conosca. Non dimentichiamo che il Times classifica il prodigio di San Gennaro tra i dieci e più conosciuti al mondo. E’ un vanto assoluto per Napoli come capitale di un vecchio regno, ma per la Campania tutta e per tutta la gente del Sud fondamentalmente. E’ il Santo dei numeri primi. Ha venticinque milioni di devoti sparsi nel mondo, li ritroviamo addirittura nel Madagascar” ha esordito l’autore, Ponticello “San Gennaro è una figura straordinariamente laica, storicamente laica, difeso dalla città di Napoli, definito il cittadino tra i cittadini. La sua storia religiosa è relativa ed è stata anche un po’ sdoganata con questo mio libro, perché rimette in discussione tutte le fonti, un po’ quello che è stato detto, perché col mio libro esce dall’ambito curiale, anche il conflitto tra Napoli e Benevento sempre circoscritto all’ambito curiale, esce quindi da questi confini ed entra nella città”.

Un libro che non ha nulla di storicamente religioso in cui Maurizio Ponticello mette addirittura in dubbio la nascita stessa di San Gennaro, non riconducibile a Benevento o Napoli, probabilmente non è mai esistito. Ha ricoperto il ruolo di defensor civitatis, quindi di supremo paladino della città. “Un viaggio del mito San Gennaro, ma anche un viaggio contromano proprio perché mi sono scontrato con tutta una serie di nodi storici che ho cercato di risolvere, tra cui quello che riguarda Benevento” spiega l’autore che, approfondendo su Benevento, appunto: “La storia falsissima della ruberia di Sicone I, principe dei longobardi nell’831. E’ falso perché c’è un dato: visto che San Gennaro a quel secolo non era nessuno, Sicone I perché avrebbe dovuto prendersi San Gennaro per poi non farsene nulla? Perché poi arrivato a Benevento è scomparso”.

E se gli studiosi della Longabardia Minor e Maior hanno sempre analizzato il punto di vista dalla prospettiva di Sicone I, Maurizio Ponticello ha mosso loro delle osservazioni, insinuandone il dubbio: “A parte la querelle storica tra sei e settecento per cui si contendevano il santo, c’è questo rapporto che metterei in evidenza. Non dobbiamo dimenticare l’origine cultuale del Santo, gli aspetti poco cattolici e tanto pagani di San Gennaro e anche del suo nome, Januarius, che quindi fa riferimento a janus e quindi un collegamento diretto, secondo me, anche con le janare”.

Storia, storia delle religioni, religione, antropologia, mito, iconografia: “Un giorno a Napoli con San Gennaro” è un viaggio di scoperta, di riflessione per il lettore, soprattutto in questo momento di rinascenza gennariana.

Hanno partecipato alla presentazione Annalisa Angelone, Elide Apice, Caterina Lerro,
le letture sono state curate da Anna Caserta, accompagnata al violino da Pierluigi Minicozzi.

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