Prodi a Sant’Agata: “Su migranti serve cooperazione”

C’è spazio per la guerra, politica estera, migranti, sviluppo dei popoli e ambiente nell’intervento di Romano Prodi, nell’ambito del convegno sulla “Carta di Sant’Agata dei Goti – Dichiarazione su usura e debito internazionale”, organizzato dalla Diocesi di Cerreto-Telese-Sant’Agata con Scuola Diocesana di Impegno Socio-Politico, Unità pastorale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e Mila – Museo Itinerante dei Luoghi Alfonsiani.

L’iniziativa si è svolta nel Duomo di Sant’Agata de’ Goti, con l’introduzione di don Matteo Prodi, presidente di “iCare” e nipote dell’ex premier, e gli interventi del padre redentorista Maikel Pablo Dalbem, della professoressa Filomena Sacco, Accademia alfonsiana di Roma, e le conclusioni affidate al vescovo Giuseppe Mazzafaro. Prodi, già presidente del Consiglio e della Commissione europea, nel suo discorso ha parlato di modernizzazione e sviluppo che vedono “i paesi asiatici oggi al centro del mondo. La tensione tra diversi Stati è forte e la Cina gioca un ruolo sempre maggiore rispetto agli Usa, ma non c’è la mediazione dell’Onu. Servirebbe una riforma, tentata già molte volte”.

Quanto ai migranti, per Prodi “non si bada alla convivenza ma alle divisioni. La migrazione è biblica e questa va gestita stabilendo rapporti di cooperazione tra Paesi, altrimenti si aggravano sempre di più le tensioni politiche”. Sull’ambiente invece “il problema è politico. Tanti vertici che non hanno prodotto risultati: bisogna spingere ad ogni costo per trovare un accordo”.

Il convegno è incentrato sulla figura di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, dottore della Chiesa e Vescovo di Sant’Agata de’ Goti, la cui eredità culturale, teologica, giuridica e morale ha ispirato la dichiarazione su usura e debito internazionale, presentata il 29 settembre 1997 su iniziativa dell’allora vescovo Mario Paciello. “Il richiamo di Sant’Alfonso è forte” dice monsignor Mazzafaro. “E’ un mondo globalizzato ma senz’anima. Sta a noi guardare da un’altra prospettiva la questione migranti, i poveri, gli abbandonati, con sguardo misericordioso e giusto. L’Europa recuperi il suo ruolo”.

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