Dal carcere alla Sant’Angelo a Sasso la panchina rossa realizzata dai detenuti

Svelata questa mattina la panchina rossa realizzata dai detenuti del carcere di Benevento e donata all’istituto Sant’Angelo a Sasso: alla cerimonia presente anche il sindaco Clemente Mastella, in compagnia del dirigente scolastico Michele Ruscello e la dottoressa Gabriella Polcino, capo area giuridico pedagogica della casa circondariale. Ad arricchire il momento gli alunni con i loro slogan e pensieri colorati su cartelloni e fogli in mostra accanto all’opera realizzata per la ricorrenza del 25 novembre.

Una buona prassi che si ripete oramai ogni anno e promossa dall’istituto penale di Capodimonte, in collaborazione con la Consulta delle donne e l’Uepe, a beneficio dell’istituto scolastico nell’ambito delle quotidiane attività rivolte all’educazione e al rispetto dei sani valori, della vita e della non violenza. La panchina rossa, ricorda la dottoressa Polcino, è stata realizzata dai condannati per reati di questo tipo in collaborazione con le recluse della sezione femminile del carcere di Benevento.

“Ringrazio il direttore della casa circondariale Gianfranco Marcello per la mirabile iniziativa: l’augurio è che questa panchina possa rappresentare un simbolo di lotta contro ogni violenza” afferma il dirigente Michele Ruscello. “Nella scuola tali valori e concetti vengono insegnati quotidianamente, ma evidentemente non è sufficientemente per cui dobbiamo dare continui segnali ai nostri ragazzi, innanzitutto il rispetto dell’essere umano senza cadere nell’errore della violenza. Faremo un decalogo dei segnali d’allarme e lo pubblicizzeremo in tutte le classi” ha aggiunto.

“C’è bisogno di sensibilità comune e dialogo costante. Bisogna recuperare le agenzie di senso, soprattutto in famiglia, dove tra genitori e figli non si discute, non ci si ascolta, non c’è dialogo” le parole del sindaco Mastella, che in relazione all’omicidio di Giulia Cecchettin ha chiosato: “Non credo dipenda dalla società patriarcale né che sia colpa dell’educazione cattolica: bisogna educare e noi ci diamo da fare come istituzioni. Recupereremo l’iniziativa fatta durante il covid con gli psicologi che risponderanno alle chiamate delle persone che hanno bisogno di un aiuto particolare”.

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