Sbornia Fdi, Matera: “E’ giunta la nostra ora. Rubano? Eletto grazie all’ondata Giorgia”

“Fratelli d’Italia non può essere più il partito dell’eterno conflitto: grazie a Giorgia Meloni è diventato partito di governo. Basta con la lotta interna inutile e fratricida che ci ha tenuto al 2-3% fino a qualche giorno fa e sfruttiamo il momento. Abbiamo il dovere di fare la nostra parte, testa china e piedi a terra lavoriamo per costruire il partito in città e in provincia”: Mimmo Matera docet alla Rocca dei Rettori, dove il parlamentare della fiamma ha tenuto la sua prima conferenza post-voto da senatore eletto. Aula consiliare gremita ed entusiasta, i postumi della sbornia dovuta al successo elettorale non del tutto smaltiti, ma il coordinatore provinciale di Fdi riporta tutti sulla terra fissando gli obiettivi del suo mandato: vicinanza e presenza in tutti i territori sanniti, ma anche radicalizzazione e ramificazione di Fratelli d’Italia a Benevento e nel Sannio. “Chi c’era prima rimarrà e avrà la giusta considerazione, ma dovrà anche accogliere a braccia aperte chi arriva. Voglio aprire una segreteria in città che coinciderà con quella del partito. Spero ci saranno tantissime adesioni, è giunta l’ora” ha specificato durante il suo intervento, preceduto dai vice-coordinatori Pietrantonio Mauriello e Alessio Scocca.

Il duro lavoro, dunque, inizia adesso e non può che partire dai ringraziamenti ai dirigenti e referenti provinciali del partito, Matera, per poi giungere doverosamente al sostegno della famiglia e della sua Bucciano, “lì da dove tutto è partito. Sono sindaco da 14 anni e mezzo, era il mio sogno sin da bambino e oggi i suoi 2100 abitanti possono vantare di avere un concittadino senatore”. Caloroso poi il riconoscimento per “il sostegno da parte di esponenti storici della destra locale che non si sono risparmiati in questa campagna elettorale, sono onorato e fiero di averli avuti al mio fianco e affido a loro il mio percorso”. Cammino che trae linfa dai numeri trionfali per Fratelli d’Italia alle urne: “Siamo il primo partito della coalizione in 73 Comuni su 78 e nel 47% dei centri sanniti siamo anche il primo partito in assoluto, mentre in 29 Comuni abbiamo superato la percentuale nazionale. Non ci culliamo però, perché in buona parte lo dobbiamo a Giorgia Meloni e questo sia chiaro. Dobbiamo essere il partito che fa politica con la P maiuscola, P come proposta e non più polemica. Non ho intenzione di farne con il Comune di Benevento né con la Provincia e le 78 amministrazioni locali, bensì dobbiamo assumerci l’onere e la responsabilità di stare vicini ai territori”. Ma senza nominarlo tira in ballo il neodeputato di Forza Italia Francesco Rubano, con cui ha vissuto qualche screzio: “L’onda lunga della Meloni ha inciso anche sull’elezione di un deputato alla Camera mentre la mia trasversalità ha fatto sì che anche tanti amministratori e amici votassero la mia persona e non il politico di centrodestra. Le 5mila preferenze che ballano in più tra Senato e Camera non sono frutto del caso…”.

Matera richiama comunque più volte all’unità interna del partito e della coalizione addentrandosi poi sui temi che saranno la colonna portante del suo operato a Palazzo Madama: “Il Fortore sarà il mio pallino, non perché abbia la presunzione di risolvere i loro problemi ma perché gli amministratori e i cittadini dignitosi di quell’area non meritano di vivere in quelle condizioni e di essere ridotti a oggetto di campagna elettorale ogni cinque anni. Poi c’è il tema dei rincari dei materiali e dell’energia, Meloni ha già chiesto di porre un tetto. La Benevento-Caserta che dovrà tornare un tema d’attualità e la sanità che dovrà cambiare paradigma, con l’autonomia differenziata rischiamo ancor di più di non uscirne. E sia chiaro, noi vogliamo eliminare gli sprechi e le ruberie non il Reddito di Cittadinanza. Questi non sono temi che regalo alla sinistra, perché fanno parte di noi. Non lasceremo indietro gli ultimi. Pungolatemi, chiamatemi, fate in modo che quello stipendio me lo meriti, non farò la fine di chi viene eletto e poi scompare” la sua promessa.

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