“L’Infiorata di Cusano Mutri, la Festa dei carri artistici del grano in onore della Madonna del Carmine di San Marco dei Cavoti, il Carnevale dello Scardone di Pietrelcina, la Festa del Grano di Foglianise, la Ceramica artistica di Cerreto Sannita e San Lorenzello, i Riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta di Guardia Sanframondi e Maitenate – Serenata nominativa di Ponte.

Sono i sette eventi della provincia di Benevento che abbiamo inserito nell’inventario dei Patrimoni Culturali immateriali della Regione Campania a seguito delle candidature avanzate dai Comuni. Istituendo l’inventario abbiamo voluto salvaguardare e valorizzare i fondamenti culturali della Regione che altrimenti rischiano di andare dimenticati e dispersi”. Così il Consigliere regionale e Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Campania, on.le Erasmo Mortaruolo.

“L’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano – rileva Mortaruolo – cataloga il patrimonio culturale immateriale e le pratiche tradizionali connesse alle tradizioni, alle conoscenze, alle pratiche, ai saper fare della comunità campana, così come definite dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n. 167/2007. Vengono così definite le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il saper fare, gli usi sociali, i riti e momenti festivi collettivi, anche di carattere religioso, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità riconoscono in quanto parte del patrimonio culturale campano, trasmettendoli di generazione in generazione, costantemente ricreati in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia in quanto senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.

Tutti e sette gli eventi sanniti, si fregiano infatti di una serie di requisiti come la storicità dell’elemento culturale, la cui pratica deve essere attestata almeno nei 50 anni precedenti la richiesta di iscrizione, la persistenza di valori sociali e significati culturali correlati al valore identitario dell’elemento culturale, la persistenza di momenti di trasmissione formale e informale, il coinvolgimento delle giovani generazioni, il rispetto della parità di genere nell’accesso all’elemento culturale e la partecipazione attiva della comunità di riferimento nella messa in atto di azioni di salvaguardia e valorizzazione dell’elemento culturale”.

Comunicato stampa