SOGNO STREGA: Cissé doma il Lupo, finisce 1-1 il derby. Strega seconda a -2 dal Verona!

sogno strega Un pareggio che sa di vittoria. Arrivato con grinta, carattere, con la solita reazione da grande squadra, mai doma e pronta a giocarsi tutto, fino all’ultima goccia di sudore. Il Benevento spegne i sogni dell’Avellino e dell’intero Partenio-Lombardi di tornare alla vittoria e di farlo proprio contro i cugini sanniti. Nella zona-Benevento ci pensa Cissé, dall’anonimato alla gloria: periodi bui per Momo che si prende la ribalta in una serata nuovamente magica per lo Stregone. Partita che comincia come un incubo, quasi un remake del monday night contro il Cesena. Manca il gol del vantaggio ma va bene così, anche perché dagli altri campi arrivano risultati pirotecnici: il Vicenza fa suo l’altro derby di giornata, contro il Verona, e la Salernitana domina a Frosinone con un 3-1 finale che ha del clamoroso. E allora tutti ad esultare alla fine, mentre il Partenio annichilito assiste all’ennesima magia della Strega che balza incredibilmente al secondo posto chiudendo un anno solare che rimarrà impresso nella storia: IL 2016 È L’ANNO DELLA STREGA!

TATTICA E SCELTE Baroni, sostituito da Cozzi, spiazza tutti e lancia dal primo minuto Puscas, con Falco in panchina per scelta tecnica. Padella non recupera, ecco allora Camporese pronto a sostituirlo. Confermati Gyamfi e Del Pinto, rientra Lopez (che sfortunatamente esce e fa spazio a Pezzi). Novellino, dal canto suo, inserisce Omeonga al fianco di capitan D’Angelo, con Paghera che non recupera. Per il resto confermato l’undici della vigilia. Nella bolgia del Partenio-Lombardi l’Avellino parte forte, il Benevento pressa alto ma evidenzia delle serie difficoltà: sulla corsia di Verde (come detto, l’uomo più pericoloso degli irpini) c’è il via libera degli uomini di Novellino per avanzare e fare del male. A centrocampo Buzzegoli è in gabbia e non può agire, lanci lunghi e palla mai giocata come si deve. Ceravolo non dà profondità perché deve supportare Puscas, terminale offensivo poco mobile. È evidente come Ceravolo, non proprio prima punta, in questo ruolo serve come il pane invece per Baroni. Inoltre, si evince che la Strega sul sintetico cambia approccio e cerca di adattarsi ad un terreno che non rispecchia proprio le sue caratteristiche: a Chiavari e Trapani lo stesso stile di gioco, palle lunghe e cross inutili. L’Avellino argina bene in difesa e porta uomini sia nella propria area che in quella sannita. Belloni e Verde sempre pronti a ricevere palla da Castaldo, Ardemagni inutile invece ai fini del gioco dei lupi. Nella ripresa tutto cambia, ecco Falco al posto di Buzzegoli e il Benevento col 4-2-3-1 comincia a giocare, triangolando bene nello stretto e trovando sempre pronti gli esterni. I giallorossi giocano a memoria nel frattempo che i lupi parcheggiano il pullman (come si usa in gergo) davanti la porta difesa da Frattali. La rete del pari arriva su calcio piazzato ma nella seconda frazione non c’è stata storia: il Benevento a trazione anteriore legittima la superiorità della classifica e dell’organico. Il pari il risultato più giusto, quanto basta per mandare in estasi un intero popolo.

LA GARA Il match che il Sannio attendeva da tempo sul palcoscenico della B diventa indigesto sin da subito: Ardemagni in rovesciata regala il primo brivido, poi subito dopo Verde dal limite impegna severamente Cragno che si rifugia in angolo. Arriva il vantaggio dei padroni di casa: Gyamfi perde palla sul contrasto di Belloni, Verde tutto solo cavalca verso l’area mentre Lopez non copre, e la parabola perfetta finisce nel sette. L’Avellino prova a legittimare il vantaggio, Ardemagni pescato in offside insacca ma si vede annullare la rete. Reazione Strega: Puscas rasoterra dal limite, senza problemi Frattali. Il Benevento cresce, verso la fine del primo tempo Pezzi colpisce al volo in area ma blocca il portiere. Avellino che prova a gestire e ad addormentare il match, tattica poco utile ai fini del match e del risultato. Nella ripresa la storia cambia, col Benevento che sfiora in tre occasioni la rete nel giro di 20 minuti: prima Asmah sull’out di sinistra colpisce il palo crossando verso il centro, poi ci prova Ciciretti con un’ottima percussione in area, pallone va fuori di pochissimo. Ceravolo serve in mezzo l’area la corrente Del Pinto che viene contrastato al momento del tiro, poi Puscas s’incunea in area e con una botta impegna Frattali. Nel mezzo, Verde serve in contropiede Ardemagni che scavalca Camporese ma non Cragno. Gonzalez colpisce il palo esterno su corner e l’Avellino si spegne. Tutti in difesa, esce Ardemagni ed entra Mokulu, poi Verde lascia spazio a Bidaoui e Lasik per Castaldo. Falco impegna dalla distanza Frattali che si protegge con i pugni poi esplode il settore ospiti dove risiedevano gli 800 sanniti: Ciciretti mette in mezzo, spunta Cissé, entrato da poco al posto di Puscas, e gonfia la rete di testa, andando ad esultare sotto il settore giallorosso. Un applauso agli 800 beneventani che sugli spalti hanno per certi tratti anche surclassato la tifoseria di casa: il Partenio nel finale era una bolgia giallorossa, nonostante le solite restrizioni, i soliti contrasti e dispettucci da parte del Prefetto di Avellino, nonostante il prezzo del biglietto esorbitante (17,50€), nonostante le polemiche, anche interne, di questa settimana. La Strega in campo rispecchia il valore dei propri tifosi: SANNITI, MAI DOMI, SEMPRE A TESTA ALTA!

CLASSIFICA Testa non alta, altissima! La pazza 18^ giornata di B ci regala lo scivolone delle prime due della classe: Verona che cade a Vicenza per 1-0, il Frosinone battuto in casa 3-1 dalla Salernitana rediviva con Bollini. Ne approfittano Benevento e Spal che raggiungono a quota 32 i ciociari e si portano a -2 dal Verona. Spal vittoriosa in rimonta per 2-1 contro lo Spezia. Vince anche il Perugia, 1-0 sulla Pro Vercelli, a -3 dal trio di seconde. Cade il Cittadella con un sonoro 3-0 a Cesena e proprio in coda, Avellino inguaiato dalle vittoria del Vicenza, oltre a quella dei romagnoli, e dai pareggi del Latina (in nove uomini allo scadere fa 2-2 ad Ascoli) e del Trapani (stesso risultato a Chiavari).

LE PAGELLE

CRAGNO 7: pronti, partenza, via ed è subito sofferenza. Nega il gol a Verde che poi gliela piazza dove non può far nulla, nella ripresa si fa trovare sempre pronto, anche con qualche uscita azzardata ma da vero campione.

GYAMFI 6: Belloni lo mette in seria difficoltà, con Castaldo non c’è confronto, ma riesce a dare il supporto necessario nella ripresa. Da rivedere nel primo tempo, bene nel secondo.

CAMPORESE 6: qualche incertezza difensiva, Castaldo predomina nel gioco aereo, in affanno riesce a cavarsela. Come va di moda oggi, bene ma non benissimo.

LUCIONI 6,5: il capitano è il capitano. Suda sempre quella goccia in più rispetto agli altri. Il sintetico gli crea problemi sui palloni più sporchi ma lui ne esce alla grande. Lotta aperta con Castaldo ma in area prevale sempre lui.

LOPEZ 4,5: appena rientrato dalla squalifica regala la prateria dei verdi campi avellinesi a Verde (mai nome fu più azzeccato) poi si fa male in un contrasto ed esce dopo nemmeno mezz’ora. Di certo non la sua giornata migliore (dal 26′ Pezzi 6: spinge e torna, delle volte lascia a desiderare, delle altre regala sprazzi di classe sopraffina. Non fa rimpiangere sicuramente il Lopez visto oggi).

DEL PINTO 6,5: non so voi ma io ho visto un ragazzo lottare su qualsiasi pallone e non darla mai vinta agli avversari. Prova per intensità e carattere uguale a quella offerta contro il Cesena.

BUZZEGOLI 5,5: appannato, cerca di giostrare la situazione ma lo si vede di più in copertura che in impostazione. Oscurato e pressato dai diretti avversari, Novellino ha pensato bene di bloccare il gioco degli Stregoni dalla fonte (dal 59′ Falco 6,5: entra lui e il Benevento cambia volto. Con lui 4-2-3-1, più fantasia, estro e mobilità. Soliti scambi con Ciciretti e nessun punto di riferimento. Ha dato la svolta alla gara).

CHIBSAH 6: non proprio una delle prestazioni migliori ma si vede relegato al ruolo di regista, cosa che non gli si addice per niente. Sempre ultimo baluardo del centrocampo sannita, ogni suo lancio era preda di Frattali. Nella ripresa alza il baricentro e costringe gli avversari a schiacciarsi.

CICIRETTI 6,5: nel primo tempo nullo e quasi abulico, nel secondo tempo si sveglia e crea il panico. Mezzo punto in più nella votazione finale per l’assist (il settimo in campionato) che ha consentito al Benevento di pareggiare. Lui e Falco, poi, non dovranno mai essere separati. Come i gemelli Derrick.

CERAVOLO 5,5: voto nel primo tempo molto al di sotto della sufficienza: lui, ala naturale, diventa trequartista al Partenio e non brilla. Il suo compito è far alzare la squadra e dare profondità. In certe occasioni diventa seconda punta poi nella ripresa Cozzi lo inverte con Puscas e la musica cambia.

PUSCAS 5: troppo poco per lui che nel derby doveva prendersi carico dell’attacco giallorosso. Baroni e Cozzi lo lanciano in campo come sorpresa, ottenendo l’effetto contrario: stabile, prevedibile, Jidayi e Djimsiti lo tengono sotto controllo. Poi squillo nella ripresa ma Frattali gli dice di no (dal 78′ Cissé 7: entra dopo diversi guai fisici e prestazioni incolore e lo fa prendendosi subito la scena. Nella nebbia fitta del Partenio spunta l’uomo nero che regala il pari alla Strega, un pari che vale una vittoria. Vado, l’ammazzo e torno!).

Lascia una risposta