Sotto questo sole bello pedalare… ma c’è da suonare: i 4000 km di Luca Aquino

 
luca aquino okImmaginiamo uno spartito come un’infinita pista ciclabile. Ogni pedalata,  ritmo e improvvisazione  scanditi dalla tromba  di Luca Aquino. Ecco, immaginiamo proprio così il nuovo progetto di Luca, “Jazz bike tour”. Ma c’è di più: due città a confronto, Benevento ed Oslo, l’inizio e la fine della pedalata. L’alfa e l’omega, due antipodi: in una divieto assoluto di pedalare in pieno centro, l’altra ha un centro accessibile in bici. Si dia fiato alla tromba e che questa avventura cominci.

Luca Aquino, musicista jazz “made in Sannio” e di fama internazionale. Dopo il successo di Petra, album in collaborazione con la Talal Abu-Ghazaleh Organization, parte il nuovo progetto “Jazz Bike Tour” che porta la tua firma e che ha i connotati di una missione. Di cosa si tratta?

“Il primo luglio partirò in bicicletta dal Palazzo Paolo V di Benevento per arrivare, dopo quarantadue giorni, a Oslo. Percorrerò cento chilometri al giorno e in molte tappe avrò un concerto con progetti miei oppure ospite di musicisti delle città che raggiungo. Partirò in bicicletta dal corso Garibaldi di Benevento dove un’ordinanza del Sindaco Mastella ne vieta il transito ed è curioso immaginare che invece arriverò in un centro storico dove sarà possibile accedere quasi esclusivamente in bicicletta. Sono tanti i festival e le realtà artistico musicali che hanno aderito al “Jazz Bike Tour”; non immaginavo tale partecipazione ed entusiasmo. Sono contento. Abbiamo scelto location piccole e dotate di un suono e una storia propria. Piccoli teatri, chiese, chiostri con concerti acustici o con l’utilizzo di impianti audio a basso consumo. Oggi si è costretti a vivere giorni frenetici, sempre di fretta tra traffico, treni,  aerei, obiettivi prefissati da raggiungere in fretta tra processi burocratici farraginosi e inevitabili tensioni e nervosismi che, senza volerlo, incidono sull’umore e condizionano la qualità della vita. C’è sempre poco tempo da dedicare alla meditazione e a sé stessi. Questo viaggio in bici per me rappresenterà un respiro, una pausa, un momento di riflessione. Sulle due ruote hai la possibilità di osservare, pensare, anzi sei quasi obbligato a farlo, e poi hai la possibilità di vivere a stretto contatto con la natura, diventandone, per certi aspetti, parte integrante. Odori, colori, suoni. Il vento, la pioggia, il caldo, l’ombra. In bici vivi e senti davvero quel che ti circonda. Non sarà semplice affrontare tanti chilometri in così poco tempo anche perché io non sono un ciclista ma un cicloamatore e la sera, dopo aver pedalato per ore, mi toccherà anche soffiare. Mi sto dedicando molto ad una preparazione atletica dedicata, pedalando tutti i giorni e seguendo i consigli di amici ciclisti e di mio zio Enzo. Ho una bici nuova, una Wilier Gtr, marchio italiano”.

La musica, il jazz e la bici. Il pensiero mi porta a “Bartali” di Paolo Conte. Avrai una playlist da ascoltare, per ritmare la pedalata?

“Di solito non ascolto musica quando vado in bici. Preferisco godermi il silenzio e i suoni dei luoghi che attraverso ma, qualora decidessi di ascoltare qualcosa, penso la musica classica sia la più appropriata”.

In tour per 4000 Km fino ad Oslo, ma nei polmoni resterà aria per “dar fiato alle trombe” ?

“Speriamo, altrimenti immagina la figuraccia!”

Foto di Andrea Boccalini

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