Il Principe Arechi II, guida della Longobardia Minor, con sede a Benevento, parlava con Carlo Magno, re dei Franchi. Il capoluogo sannita era al centro di importanti relazioni internazionali. Per capire il senso di quell’epoca, l’Università del Sannio ha organizzato un corposo e poliedrico convegno di studi intitolato “Dal Ducato al Principato. I Longobardi del Sud”, che si svolgerà dal 23 al 25 novembre prossimo, nella sede di Piazza Guerrazzi.
“Si tratta di un appuntamento di rilievo mondiale -ha sottolineato il professor Aniello Cimitile- al quale parteciperanno studiosi americani, canadesi, francesi, inglesi, tedeschi, ungheresi, austriaci. L’Unesco si è accorta della nostra storia, mentre intorno a noi spesso si tace. C’era il rischio che l’evento tenutosi nel 2014 finisse lì, se l’università non avesse preso in mano l’iniziativa. Ci saranno 28 relazioni,4 sessioni di lavoro, undici giovani studiosi emergenti degli atenei del Mezzogiorno”.
Il tema centrale verterà sul momento più fiorente di Benevento dell’età longobarda, che durò più di cinque secoli, dal 570 al 1077, quando comincia a nascere la città nuova, si costruisce la Chiesa di Santa Sofia, si ampliano le mura. Il ventaglio di studio sarà a 360 gradi, perché si abbracceranno e si toccheranno tutti gli aspetti culturali, sociali ed urbanistici del tempo. Sull’invito campeggia l’affresco che rappresenta Arechi II, che assiste alla costruzione della Chiesa di Santa Sofia, santuario nazionale dei Longobardi.
Alla presentazione della Biennale di Studi sulla Longobardia Meridionale, oltre a Cimitile, hanno partecipato il rettore dell’Università del Sannio, Filippo De Rossi, e Marcello Rotili dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, che aprirà i lavori con una relazione su “Longobardi e Longobardi del Sud”. Dalla conferenza è emersa una curiosità: il Castello di Arechi, che si trova a Salerno, fu ideato e pensato dal principe longobardo a Benevento e forse finanziato dai beneventani.
“La Chiesa di Santa Sofia -ha concluso Rotili- ha subito vari rimaneggiamenti e terremoti, dopo la costruzione avvenuta nel XII secolo. Ma ha conservato la sua straordinaria rilevanza architettonica. Grazie anche agli affreschi che contiene siamo riusciti ad entrare nell’Unesco, mente Pavia non ce l’ha fatta”. Gli altri siti longobardi italiani, patrimonio dell’Umanità, sono: Castelseprio (Varese),San Salvatore a Brescia, Cividale del Friuli, Tempietto del Clitumno, San Salvatore a Spoleto, Monte Sant’Angelo (Foggia).Il convegno vuole essere un omaggio dell’università alla città di Benevento.
Antonio Esposito









