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La Strega batte la Cremonese degli ex e riprende quota: le pagelle

Doveva essere una partita a scacchi e così è stata, a tratti football americano con le due squadre che si scambiavano le fasi d’attacco e di difesa: amaro ritorno nel Sannio per Baroni e Ceravolo che devono arrendersi ad un Benevento di Inzaghi che, nonostante la prima sconfitta in campionato sofferta a Pescara, non vuole fermarsi e ha colto al volo l’opportunità di poter allungare in vetta battendo i grigiorossi.

Prestazione di rivalsa che ha riscattato lo scivolone dell’Adriatico con la nota lieta del ritorno al gol di Massimo Coda, che ha sbloccato il match nella ripresa. Sul finire Improta, nel momento di forcing dei lombardi, ha chiuso la pratica e permesso al Benevento di portare a tre le distanze dal Crotone e quattro dall’Empoli di Bucchi che sarà ospite domenica al “Vigorito”.

Gara chiusa, per lunghi tratti noiosa, entrambe pensano a non prenderle piuttosto che a darle, con Baroni che pone addirittura tutta la squadra dietro la linea della palla in fase di non possesso. In effetti gli ospiti non arrivano in porta mentre è il Benevento a provare a scardinare la difesa avversaria con pazienza. Partita che offre pochi spunti ma non appena si trova lo spiraglio giusto, i giallorossi si portano in vantaggio. Tornano Antei e Kragl titolari, il primo esterno basso di destra, c’è anche Tello che sconta la squalifica mentre per Sau panchina in favore di un buon Armenteros. Non ci sono protagonisti ma in risalto va il gruppo, capace di reagire e di non subire gol in una gara importantissima nell’economia del campionato. E il Benevento di Inzaghi vola più di quello dell’ex Baroni che conquistò poi la A, sconfitto oggi e con in mano una delle più quotate rose della cadetteria.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 6: la vive fortunatamente da spettatore dopo i quattro gol subiti a Pescara.

ANTEI 6,5: dalle sue parti difficilmente si passa e conferma che in quella posizione può far bene, come visto contro il Perugia.

TUIA 6,5: annullati gli spauracchi Palombi e Ceravolo, la difesa gestisce tanti palloni e lui è a suo agio dopo gli errori dell’Adriatico.

CALDIROLA 7: sfoga tutta la rabbia dopo il ko di Pescara in una gara perfetta sotto ogni aspetto. Per Palombi e Ceravolo giornata da incubo.

LETIZIA 7: si danna, rischia di farsi male ma c’è sempre, con il suo solito apporto offensivo e difensivo. Finalmente il terzino che si voleva vedere da tempo.

KRAGL 6,5: si accende e si spegne, a intermittenza. Il piede deve arrivare ancora alla temperatura giusta, ma le doti fondamentali per questa squadra si vedono tutte, come l’assist vincente per Coda (dal 31′ st Improta 7: entra quando bisogna contenere e Inzaghi lo inserisce per avere corsa nelle ripartenze. Lui fa meglio e finalmente finalizza, chiudendo la pratica Cremonese).

HETEMAJ 6: è una gara che si gioca a ritmi bassi e trovando sbocchi sulla fascia, lui non ha problemi nel gestirla con efficacia (dal 16′ Schiattarella 6,5: quando entra cambia qualcosa. Lì in mezzo la palla si gestisce meglio, lui dirige l’orchestra. Grande rientro dopo le difficoltà non imputabili a lui in quel di Pescara).

VIOLA 6: cerca spazi, ci sono tanti uomini dietro la palla, è difficile ogni giocata. La squadra ne esce bene, spesso anche con trame ben orchestrate e lui c’è.

TELLO 6: ci mette la carica agonistica che talvolta gli è mancata, ripiega ad alcuni errori commessi e si divora il vantaggio.

CODA 7: finalmente si sblocca e scarica tutta la rabbia in quel pallone alle spalle di Ravaglia. Fa salire la squadra, tocca tanti palloni e li smista ai compagni in sovrapposizione. Non può gestirli tutti ma fa un lavoro di sacrificio enorme e ben ripagato.

ARMENTEROS 6: sufficienza piena per l’esotico svedese che coadiuva Coda e, nonostante si perde in chiacchiere in talune occasioni, riesce a sfondare in altre col suo fisico e la sua fantasia (dal 37′ st Maggio 6: entra con convinzione nei momenti topici finali per supportare la difesa).

INZAGHI 6,5: è una gara a scacchi e lui la vince facendo leva sulle emozioni. La squadra reagisce con solidità, senza strilli, e con una pazienza tale da portare a casa un risultato prezioso in una partita dai pochi sussulti.