
Il primo punto in Serie A del Benevento, dopo 14 giornate di sofferenza, arriva all’ultimo respiro e grazie all’uomo che non ti aspetti. È il 95esimo minuto, Brignoli è nella propria trequarti campo, è indeciso se buttarsi o meno in mischia. È l’ultima occasione per agguantare il pareggio, sul pallone Cataldi. Il pubblico incita il portiere giallorosso, Brignoli piano piano si avvicina in area. Di lì a poco si fa la storia: si perché il Benevento nel bene e nel male fa sempre parlare di sé e la prima gioia in campionato arriva in maniera anacronistica e inaspettata. Brignoli svetta di testa, Donnarumma non ci arriva sul palo lontano. La Provvidenza si ricorda del Benevento, è 2-2 al “Vigorito”.
BENEVENTO INCORAGGIANTE, MILAN IRRICONOSCIBILE
Sapevamo di non incontrare il miglior Milan ma nemmeno di incontrare una squadra dalla mentalità tipica da “provinciale” e da un gioco scadente. Spesso la squadra di Gattuso sbaglia anche i fondamentali, non che il Benevento faccia di meglio, anzi, però dà l’impressione di prendere coraggio dagli errori dei giallorossi e di accusare il colpo quando questi alzano la pressione. I rossoneri hanno qualità, Gattuso ripropone la difesa a 3 allargando gli esterni alti in un 3-4-3 compatto che deve ancora trovare i giusti automatismi. Kessie vince il ballottaggio con Biglia, Ringhio accantona gli esperimenti e schiera la formazione migliore, dando fiducia a Kalinic coadiuvato da Suso e Bonaventura, che ritorna ala dopo tanto tempo. Il Benevento risponde con la stessa impostazione vista contro Sassuolo e Atalanta, ma con qualche variazione: torna Memushaj a centrocampo, si rivede Parigini che costringe Lombardi alla panchina. Manca anche Armenteros, Puscas deve portare avanti il peso dell’attacco. Come detto, il Benevento ha voglia e determinazione ma spesso si perde nelle solite giocate elementari che hanno fatto solo il male dei giallorossi. Il Milan non è pericoloso (solo su regalo di Letizia) anzi ad andare vicino al gol sono i padroni di casa, prima con Memushaj poi con Parigini che sbaglia un tap in facilissimo. Ancora lo stesso problema: non si riesce a segnare alla prima occasione. Gol mangiato, gol subito, gli spettri delle precedenti 14 partite si fanno ancora vivi: gol ingenuo subito ancora per uno svarione difensivo, Bonaventura indisturbato trova un pertugio dove infilare di testa la rete dello 0-1. Così non si può, nel momento migliore e a fine primo tempo.
DOMINIO NELLA RIPRESA
Strano leggerlo e considerarlo ma è così: la ripresa è un monologo giallorosso con qualche sprazzo rossonero. Di prima battuta il Benevento agguanta il pari, proprio con Puscas, eroe dell’8 giugno, lesto a respingere in rete una bordata di Cataldi deviata da Donnarumma. Il Vigorito è in visibilio ma viene zittito di nuovo: la squadra di De Zerbi, come con Baroni, sbaglia nei dettagli e presta poca attenzione, interrompendo il periodo nero di Kalinic, Bonaventura lo pesca a difesa piazzata e solo soletto davanti a Brignoli. Ribadiamo: così non si può. Cosa conta di più a questo punto? Sperare nell’episodio positivo, propiziarlo, crederci e restare attaccati alla partita. Il Milan incredibilmente rinuncia a giocare, perde tempo e si chiude in difesa. Il forcing del Benevento è sterile ma i rossoneri ci mettono del loro per alimentare le speranze della Strega: Romagnoli viene espulso per doppio giallo, è qui che la partita cambia. Passaggi lenti, a ridosso dell’area, palloni a spiovente su Donnarumma, mancanza di idee. Sembra un copione già scritto, la quindicesima sconfitta consecutiva in campionato, fin quando il destino, non sappiamo davvero a cosa aggrapparci per spiegare quanto accaduto, si ricorda del Benevento, si ricorda che in fondo, in un triste mare di battute, scherno, frecciatine ed astio, questa squadra merita di veder realizzati i propri sforzi. L’uomo che non ti aspetti, l’uomo che regala il primo storico punto in Serie A al Benevento: Alberto Brignoli. E ora il campionato dovrà prendere una piega diversa. Basta aggrapparsi al destino. E alla forza di volontà.
LE PAGELLE
BRIGNOLI 10: quando ricapita che un portiere segni un gol? Quando ricapita che un portiere segni un gol al 95esimo? Quando ricapita che un portiere segni un gol che vale il primo storico punto in Serie A? Memorabile.
LETIZIA 6: uno svarione iniziale e qualche incertezza, poi prende coraggio e si lascia andare a qualche cavalcata insidiosa. Provoca l’espulsione di Romagnoli. Manca l’ultimo tocco.
DJIMSITI 6,5: prestazione rocciosa, al di là di qualche errore tattico, contrasta bene Kalinic e tiene alto l’onore della difesa.
COSTA 5: difficile premiarlo. Alterna una giocata buona a dieci cattive. Ha bisogno di fiducia e più personalità.
DI CHIARA 5,5: stesso discorso valevole per Costa, ma almeno oggi capisce quando è giusto spazzare e quando giocarla. Spesso fa errori di posizione (dal 35′ st Gyamfi sv).
CHIBSAH 5: ancora timido, ancora un pesce fuor d’acqua nello scacchiere di De Zerbi. Gioca spesso spalle alla porta, la scarica per paura, deve crescere anche lui di autostima e personalità e non sbagliare passaggi elementari.
CATALDI 5,5: come al solito si oscura durante alcune fasi del match per poi riapparire ed essere anche decisivo. Dal suo tiro nasce il gol di Puscas, dal suo cross quello di Brignoli.
MEMUSHAJ 5,5: non è decisivo né determinante ma il suo peso a centrocampo serve (dal 35′ st Coda 5,5: si sbraccia, si fa vedere, ha voglia e manda uno squillo a Donnarumma da lontano).
D’ALESSANDRO 6: volontà, coraggio, tenacia qualità che non gli mancano. Si conquista la punizione decisiva.
PUSCAS 6,5: si trova al posto giusto al momento giusto, verticalizza e fa correre i difensori rossoneri. Sembra poco ma non lo è.
PARIGINI 5,5: errore fatale sullo 0-0, si esprime sempre a metà ma ha la possibilità di crescere (dal 22′ st Brignola 5,5: esordio in A per il baby giallorosso, con grinta e caparbietà).
DE ZERBI 6: capisce quando è il momento di lanciare Coda e di premere sull’acceleratore. Interpreta bene la partita, ora su questi episodi dovrà basare il suo campionato.









