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Inzaghi batte nuovamente il grande amico Nesta: al “Vigorito” prosegue la fuga del Benevento che ha battuto 1-0 il Frosinone grazie al rigore trasformato due volte da Viola, in una gara infinita caratterizzata da due sospensioni, una per via del calo di tensione dei riflettori e un’altra per via dell’infortunio occorso all’arbitro Marinelli, sostituito dal quarto uomo.

Gli otto minuti di recupero finali, però, non sono serviti ai ciociari per riagguantare la gara e il Benevento conquista il quinto successo consecutivo, con il dodicesimo clean sheet per Montipò. Difesa granitica e porta ancora inviolata, la Strega vola a quaranta punti, a +14 sulle terze (Frosinone, Perugia e Cittadella). Domani alla Dacia Arena una vittoria per l’Ascoli sul Pordenone, in ogni caso secondo, porterebbe i bianconeri al terzo posto e a -13 dai sanniti. Un bottino, quello della truppa di SuperPippo, davvero sostanzioso e dovuto a un’altra grande partita, giocata in condizioni ostiche, su un campo duro per via delle forti piogge degli ultimi giorni e contro un avversario ben messo in campo. Una gara a scacchi tra due tecnici che si conoscono molto bene: gli stregoni hanno saputo soffrire anche se l’estremo difensore giallorosso è stato impensierito poche volte. La gara resta comunque aperta e il Benevento ha la possibilitĂ  di chiuderla nel finale, ma Viola colpisce il palo e si vede negare la doppietta, e Coda sulla ribattuta spedisce alto a porta sguarnita. Un Benevento che comunque non cede il passo e si ripropone col 4-3-2-1 grazie al rientro di Hetemaj, contrapposto al 3-5-2 di Nesta. Nota ancora lieta il reparto difensivo, un muro che nemmeno le cannonate riescono ad abbattere: Antei e Caldirola sono perfetti negli interventi e nelle uscite, soprattutto il primo, Letizia ha tanta grinta e corsa, confermando il magic moment, mentre capitan Maggio sforna una prestazione sublime, mai in affanno e sa sempre cosa fare. Chi si erge a migliore in campo è Pasquale Schiattarella, autore di una gara da stropicciarsi gli occhi. Presente sia in fase di interdizione che di proposizione, è l’uomo che ha cambiato il volto del centrocampo del Benevento e il modo in cui festeggia a fine partita sotto la Sud dimostra quanto ci tenga alla causa. Ancora a segno Viola che non si fa intimorire nel dover ribattere il rigore a causa della fiscalitĂ  di Marinelli: ancora una volta Nicolas è impeccabile e si sacrifica molto in difesa. Il palo grida vendetta. Si danna l’anima Coda, in un reparto avanzato che vede lui giocare e arretrare molto per la squadra. Bardi gli nega subito la gioia del gol, poi sbaglia un gol fatto. Gol che non arriva nemmeno per Marco Sau, brevilineo e ottimo nello stretto, mentre la gara tutto cuore di Oli Kragl è caratterizzata da un solo sussulto su punizione, poi fa spazio a Insigne nella ripresa. Le due squadre si rimbalzano gli attacchi, arginando le offensive avversarie trincerandosi, come prevedibile, nella propria metĂ  campo. Al primo spiraglio, con le compagini allungate, nascono le ripartenze, non a caso il match è stato deciso dal dischetto. Un gol che vale oro e che regala tre preziosissimi punti sotto l’albero a quello che, nella stagione dei 90 anni, è attualmente il piĂą bel Benevento della storia.

LE PAGELLE

MONTIPĂ’ 6,5: ancora imbattuto, ancora senza subire reti. Si oppone a rare conclusioni, l’imprecisione ciociara aiuta.

MAGGIO 7: sulla sua fascia non si corrono pericoli, è in estrema fiducia e non passa una mosca. Importanti le sue cavalcate ma soprattutto il suo stato fisico e mentale.

ANTEI 7: in anticipo, in opposizione, in corsa, è su tutti i palloni. Novakovich e Dionisi non fiatano.

CALDIROLA 7: sbaglia qualche pallone in uscita ma non è letale, lui ripara con calma e determinazione. Ministro della Difesa.

LETIZIA 6,5: altra gara tutto cuore, gli ospiti spingono da lì e lui deve contenere con l’aiuto di Viola. Quando riparte è incontenibile.

HETEMAJ 6,5: condottiero che non teme nulla, il pallone è ben custodito se ce l’ha lui tra i piedi.

SCHIATTARELLA 7,5: probabilmente la sua miglior gara in giallorosso finora. Onnipresente a centrocampo in qualsiasi fase, spunta dal nulla, si prende rischi che comportano anche all’errore ma si mette in discussione e trascina la squadra al successo con una tecnica sopraffina e un carisma di un’altra categoria.

VIOLA 7: a segno due volte su rigore, confermando il suo stato di grazia. Leader in campo, si sacrifica molto e si fa vedere in avanti. Peccato per la doppietta mancata, il palo dice di no (dal 39′ st Tuia 6: Inzaghi sceglie come a Livorno di rinforzare la difesa, lui è subito attivo e dĂ  il suo contributo nel lungo finale).

KRAGL 5,5: non proprio la sua migliore gara, diviso in un conflitto di cuore. L’unico spunto degno di nota è dalla sua mattonella, per un pelo fuori (dal 24′ st Insigne 5,5: non dĂ  così tanta effervescenza all’attacco, in cerca di un’identitĂ  perduta).

SAU 6: vuole assolutamente il gol e per poco non lo trova dopo una serpentina strepitosa. Ha i numeri e con quelli manda in bambola i ciociari. Ma non è abbastanza (dal 30′ st Improta 6: il suo compito una volta subentrato è risaputo. E lo svolge con mestiere).

CODA 6: si danna l’anima e fino al clamoroso gol sprecato, la sua prestazione risultava ottima. Tanto spirito di sacrificio, tante sponde per i compagni e colpi subiti. Manca però sul piĂą bello.

INZAGHI 7,5: contento e fiero dei suoi ragazzi, che d’altronde son frutto del suo lavoro, della sua mentalitĂ  e del suo apporto a questa squadra dall’andamento stratosferico. Una Strega così bella mai la si era vista e siam sicuri che, tenendo tutti sulle spine, sarĂ  ancora così, con le insidie dietro l’angolo, ma un gruppo del genere non teme piĂą nulla.