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L’attesa è durata più di 40 anni e alla fine, nella sera dell’8 febbraio 2019, il Benevento riesce a far suo il derby all’Arechi contro la Salernitana: prima storica e significativa vittoria nell’impianto granata grazie ad una clamorosa papera di Micai su un cross innocuo di Insigne, che smanaccia male nella propria porta. Il Benevento si dimostra superiore nell’arco di tutto il match e sa anche soffrire, purtroppo con ancora qualche rischio da evitare, ma nel primo tempo si contano più azioni pericolose di marca giallorossa e nella ripresa l’ex Coda poteva anche chiuderla dopo un’ora di gioco. Esordio per Caldirola che se la cava benissimo a lungo andare e si concede qualche svarione che ci può stare essendo alla prima, ma alla fine risulta pratico e incisivo negli interventi e negli anticipi. Mancano Di Chiara, Bandinelli e Tello, alla vigilia l’effetto “Arechi” pare di nuovo farsi sentire con queste sventure che intaccano l’undici titolare ma in casa Salernitana la tensione è palpabile dopo le due sconfitte consecutive e la contestazione della tifoseria alla società che ha preceduto il derby, nonostante l’appello del sindaco ad affollare le gradinate dello stadio. Storia di ex, dicevamo in precedenza, con Tuia (che ha sostituito Caldirola), Coda e Improta da una parte e Lopez dall’altra, acquisto dell’ultimo minuto di Fabiani. Alla fine, in maniera rocambolesca ma con una prestazione convincente, la Strega spezza l’incantesimo dell’Arechi.

INCANTESIMO SPEZZATO
Quando i giallorossi attaccano si rivelano sempre pericolosi mentre risultano poche le occasioni casalinghe neutralizzate da un ancora ottimo Montipò che tiene anche per questa partita la rete inviolata. L’uomo da tenere d’occhio è sempre Insigne, in fibrillazione, che vuole o no è di nuovo decisivo per le sorti della Strega. A dire il vero il gol già nella prima frazione sembrava nell’aria, con Improta, Coda e Buonaiuto a farsi vedere dalle parti di Micai. Match fin da subito fisico, maschio, come prevedibile, ma la qualità del Benevento è evidente e fa la differenza. Si lotta in mezzo al campo e gli inserimenti centrali sembrano essere la chiave di volta del match. Salernitana che attacca sulle corsie esterne, i cross sono innocui e la difesa tiene bene. Ancora una volta monumentale Antei, in forma smagliante, ma nemmeno da disdegnare è il lavoro prezioso di Volta, sempre presente e che fotografa l’ottima condizione di un reparto che finalmente è solido e sa soffrire. Pecca ancora di cinismo la Strega, che alla fine festeggia per un aiuto dal Cielo che, in quel di Salerno, per troppo tempo si era dimenticato dei giallorossi.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 6: un altro clean sheet, ma impegnato severamente solo nel primo tempo. In gestione.

VOLTA 6,5: a tratti si trova in difficoltà nello scarico della palla, ma negli interventi è deciso e risolutore.

ANTEI 7: tra i migliori ancora una volta. In difesa è statuario, non passa un pallone. Azzecca ogni tempo di giocata.

CALDIROLA 6,5: esordio vincente e con ovazione per lui. Tanta tecnica e inizialmente macchinoso, alla lunga prende confidenza dimostrando tutto il suo repertorio (dal 40′ st Tuia sv: partita speciale per lui).

LETIZIA 6: ingaggia un duello con Lopez che spesso vince l’uruguagio. Il suo apporto è comunque costante e da capitano ci mette il cuore.

DEL PINTO 6: impreciso nei passaggi, necessario nelle lotte a centrocampo (dal 35′ st Viola sv: entra per dare geometrie negli ultimi minuti, finalmente in campo).

CRISETIG 6: anche lui parte balbettante poi si fa sentire in mediana.

BUONAIUTO 6: solito lavoro tra le linee, pericoloso ma non decisivo. Si cala nella parte.

IMPROTA 6: vicino alla rete, dà se stesso contro il suo passato e si sacrifica in difesa.

INSIGNE 6,5: gol involontario e ancora decisivo, è il suo momento. Corre, inventa e non si risparmia arrigando la folla.

CODA 6: clamoroso l’errore sotto porta nella ripresa che non vale il classico gol dell’ex. Manca ancora di freddezza ma la sua partita è tutto cuore, giallorosso ci mancherebbe (dal 42′ st Armenteros sv: Bucchi getta anche lui nella mischia).

BUCCHI 6,5: diamo a Cesare quel che è di Cesare. Con gli assenti dell’ultima ora si prospettava una gara coi soliti spettri aleggianti sull’Arechi, ma lui sembra aver trovato la quadratura del cerchio, tra certezze, conferme e volti nuovi. Non si perda la strada maestra, ora che inizia piano piano ad essere in discesa.