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Il sapore amaro della sconfitta quattro giorni dopo l’apoteosi per la promozione: inevitabile soltanto immaginare un calo mentale del Benevento dei record nel difficile confronto dello “Scida”, anche stasera campo maledetto per la Strega.

Diverse le defezioni che però concedono alla squadra della leggenda solo l’attenuante del calo fisiologico dovuto alla certezza della promozione arrivata a sette giornate dalla fine, crollando contro la seconda della classe sotto i colpi di Simy, indemoniato quando incontra i sanniti. Cede Volta, al rientro dalla squalifica, e pesa tantissimo l’assenza di Caldirola, appiedato per due giornate. Non c’è nemmeno Barba e al centro ci va Tuia, mentre in mezzo al campo Del Pinto e Tello si prendono la maglia da titolare insieme a Schiattarella. In attacco Inzaghi può scegliere chi accoppiare a Moncini e opta per il duo Insigne-Improta, abulico per tutta la serata. Infatti dalle parti di Cordaz i sanniti non si vedono praticamente mai e tutte le conclusioni, mai una in area, si spengono fuori. Fatale il doppio colpo al 14′ e al 18′ firmato dallo stantuffo nigeriano, nemmeno il tempo di rendersi conto che la festa è finita e che si è di nuovo in campo. Effetto di un campionato sui generis che il Benevento ha reso del tutto normale. Infatti mentre la truppa di Stroppa lotta per il secondo posto valevole per la promozione diretta, in casa giallorossa si pensa già al mercato e alla prossima stagione. Senza dimenticare i record, però: quelli sono ancora alla portata e meritano di essere conquistati. Stasera da smaltire ancora i postumi della festa.

LE PAGELLE

MONTIPO’ 5,5: la difesa non lo protegge, Simy è indiavolato. Qualche responsabilità in più sul primo gol, totalmente inerme. Tre reti in una sola partita, non accadeva dalla disfatta di Pescara.

MAGGIO 5,5: poca spinta, spesso in ritardo sull’uomo. Ha sprazzi di autorità ma stasera è sottotono.

VOLTA 4: gli gira ancora la testa, Simy se lo divora in occasione di tutti e tre i gol. Morbido nelle marcature, il nigeriano c’è ovunque. Giornata da dimenticare.

TUIA 5: chiamato in extremis a sostituire Barba, soffre lo strapotere di Simy e la rapidità di Messias. Per i centrali di difesa serata nera.

LETIZIA 5: non è la difesa migliore d’Europa quella vista allo “Scida”. I due cross vincenti di Gerbo arrivano entrambi dalle sue parti. Manca la lucidità (dal 39′ st Rillo sv: esordio in B per lui, Inzaghi lo premia).

TELLO 5: la sua è una posizione ibrida e si fatica a capirne interpretazione e funzione. Sostanzialmente è un centrocampo passivo che cede al pressing degli squali.

SCHIATTARELLA 5: prova a dare pazienza alla manovra ma ha sempre il fiato sul collo di un uomo, perdendo anche diversi palloni. E se manca l’ago della bilancia la squadra crolla (dal 9′ st Hetemaj 6: entra con determinazione e cuore, come ha sempre fatto. Da lui non si pretende qualità bensì incisività).

DEL PINTO 5,5: si soffre lì in mezzo e lui deve subito impugnare l’ascia come sa fare un immortale. Ai punti ne esce sconfitto (dal 9′ st Sau 5,5: Inzaghi lo lancia cambiando modulo, ma non la storia della gara).

INSIGNE 5: attacco spento e senza spunti, stasera non pesca il coniglio dal cilindro. Poco movimento, scarsa inventiva (dal 18′ st Kragl 5,5: un giallo per simulazione e un paio di tentativi su punizione dal suo ingresso).

MONCINI 5: spara alto a inizio gara quando può portare palla in avanti, rientra come Inzaghi gli chiede facendo sponda per gli esterni. E’ purtroppo imballato e poco aiutato, il risultato è tutt’altro che entusiasmante (dal 18′ st Di Serio 6: è il momento di farsi vedere, SuperPippo ripone fiducia in lui. Un altro assaggio tra i grandi).

IMPROTA 5,5: perde spesso palla, distratto. Viene sollecitato spesso sulla fascia ma manca la verve. Ha comunque il merito di farsi vedere di più tra tutti nel reparto avanzato.

INZAGHI 6: ha provato a non far calare l’attenzione ai suoi nel pre-partita ma era ovvio che mollassero mentalmente la presa dopo mesi da martello pneumatico. Sfumato un record, l’importante è ripartire, come questa squadra ha dimostrato dopo il doloroso ko di Pescara, risultato poi vitale. E se la ripresa porterà a un cammino simile a quello fatto finora, ce lo augureremmo soltanto.