juventus benevento

Un’altra giornata da rinchiudere nel cassetto dei ricordi per tutti i sanniti (e soprattutto per i 2000 presenti oggi) quella vissuta all’Allianz Stadium di Torino. Sfida suggestiva per la Strega che affronta per la prima volta la Vecchia Signora oggi col vestito di gala per il suo 120esimo compleanno. Diverse le celebrazioni, sui social e nell’impianto juventino per il compleanno della squadra di Allegri, ospite speciale il Benevento di De Zerbi che non aveva alcuna intenzione di regalare un altro match senza nemmeno provare a mettere in difficoltà l’avversario. Se giudichiamo la partita sotto questo verso allora possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto: cuore, anima, sudore, grinta, in campo è sceso quel Benevento che non si vedeva dalla strepitosa cavalcata in Serie B. Da qui bisogna ripartire, peccato per la sosta che rischia di far perdere quello slancio necessario per cogliere tre punti fondamentali contro il Sassuolo. Ma questa non potrà essere un’attenuante: dopo la Nazionale il Benevento dovrà scendere in campo con questa convinzione per ottenere una vittoria fondamentale.

UN PRIMO TEMPO DA SOGNO
Provare ad immaginare soltanto un gol del Benevento alla Juve sembrava pura follia, immaginare di chiudere la prima frazione in vantaggio altrettanto, per non parlare di quel sogno proibito ovvero un clamoroso exploit: mezzo desiderio avverato questo pomeriggio quando il Benevento chiude incredibilmente in vantaggio allo Stadium con la punizione magica di Ciciretti, alla seconda marcatura in campionato. Dragon Ball si conferma l’uomo simbolo e cardine di questa squadra, vince il ballottaggio con Memushaj e affianca Cataldi sulla trequarti a ridosso della sorpresa Armenteros. Nel 3-4-2-1 preannunciato di De Zerbi spazio per Brignoli tra i pali, Djimsiti, Antei e Di Chiara nel trio di difesa. Avanzato Venuti sulla sua fascia di competenza, dall’altro lato Lazaar, al centro Viola e Chibsah. Juventus che si schiera col 4-2-3-1, Allegri adopera solo quattro cambi rispetto a Lisbona: Szczesny al posto di Buffon, Rugani al posto di Barzagli, Marchisio al posto di Pjanic e Douglas Costa al posto di Mandzukic. Tatticamente il Benevento gioca la partita perfetta nel primo tempo, che non avevamo mai avuto modo di apprezzare finora: squadra racchiusa in pochi metri, che chiude bene gli spazi e costringe la Juve al fraseggio lento. Squadra condottiera che ostruisce le vie centrali e non consente a Dybala e Higuain di comunicare alla perfezione. La Joya, anzi, oggi è in giornata no e a dispetto delle rosee previsioni di Allegri (“tornerà al gol contro il Benevento”) si divora di tutto. Dopo la traversa colpita da Alex Sandro il Benevento passa clamorosamente in vantaggio e tutto ciò scaturisce da un contropiede ben orchestrato da Ciciretti che poi manda in delirio il settore ospiti gremito di tifosi giallorossi con una punizione perfetta. Ottimo il lavoro di Armenteros che tiene impegnati Chiellini e Rugani. Lo svedese di origini cubane, inoltre, arretra fino in area di rigore per aiutare la squadra e svetta quasi su ogni pallone in avanti. Il Benevento gioca di rimessa e spesso ha anche l’occasione di pungere ancora ma non sfrutta bene le ripartenze. Juventus in difficoltà ma costantemente alla ricerca del gol, Benevento battagliero e che si salva anche grazie ai meriti di Brignoli, protagonista con delle parate da urlo. Il primo tempo finisce così: Juventus-Benevento 0-1, è un sogno.

COMBATTUTA FINO ALLA FINE
La Juventus non ha intenzione di fallire clamorosamente il match e si prodiga in avanti alla ricerca del gol che arriva dopo un altro paio di occasioni fallite. La squadra non è legata come nel primo tempo e quando Higuain infila nel sette non puoi fare altro che incassare. La frittata, dopo 45 minuti impeccabili, arriva sul secondo gol, quando Di Chiara chiude la diagonale al centro e il neo entrato Lombardi non segue, lasciando libero Cuadrado di completare la rimonta. Va bene anche così, il Benevento non soccombe e rimane in partita, la Juve non affonda il colpo del decisivo k.o. che inizialmente qualcuno dava per scontato, vuoi per gli affanni di martedì, vuoi per troppa prudenza. La Juve viene attaccata sulle fasce, sembra soffrire lì, specchio riflesso dei primi 10 minuti quando erano i bianconeri ad affondare il colpo sulle corsie laterali. Il Benevento ha preso le misure, ci ha messo la faccia, ha rischiato la giocata e spesso se n’è uscito bene e tra gli appalusi. Con sfrontatezza e quel pizzico di sana follia, insita nel proprio allenatore, la Strega esce tra gli applausi dall’Allianz Stadium. È la dodicesima sconfitta consecutiva. È record storico in Serie A. Ma è anche quella più dolce.

LE PAGELLE

BRIGNOLI 7: tante le parate decisive ma anche male con i piedi. Se 2-1 è stato, è comunque frutto delle sue prodezze.

DJIMSITI 6,5: partita di sacrificio e di grande attenzione tattica.

ANTEI 6,5: deve tenere in vita il pacchetto arretrato, si dà da fare e chiude ogni spazio per via centrale e sugli spioventi.

DI CHIARA 6: non ha colpe sul gol di Cuadrado, anche se il colombiano gli fa perdere la testa nella prima metà del primo tempo. In miglioramento.

VENUTI 6: deve fronteggiare la velocità straripante di Douglas Costa e Alex Sandro, inizialmente in difficoltà poi prende le misure.

CHIBSAH 5,5: il gioco non può passare dai suoi piedi. Rallenta l’azione, macchinoso e spesso non sfrutta a dovere le ripartenze.

VIOLA 5,5: ci mette più la grinta che la testa. Oscurato dal duo Marchisio-Matuidi, ne viene fuori come può e spesso anche bene.

LAZAAR 6,5: bene nelle due fasi, non ha paura, chiude su Cuadrado e si propone quando può. Convincente (dal 16′ st Lombardi 6: anche lui gioca col cuore, si fa notare per come lotta su ogni pallone).

CICIRETTI 7: il Benevento non può fare a meno di lui e delle sue prodezze. Sulla punizione, complice la barriera posizionata male, ha mandato in delirio un’intera città. Cattivo su ogni pallone, corre e si prodiga per la squadra.

CATALDI 6: il suo ruolo naturale non è quello di trequartista, si propone nei contropiedi ma aiuta soprattutto la squadra in copertura e recupera diversi palloni importanti (dal 42′ st Parigini sv).

ARMENTEROS 6,5: lavoro oscuro, impegna Chiellini e Rugani, allunga e accorcia la squadra, non lascia nulla al caso. Guerriero (dal 25′ st Coda 5: entra a rimonta bianconera completata e con la squadra già scollata. Poco aiutato).

DE ZERBI 6,5: lavora mentalmente sui suoi uomini e manda al diavolo qualsiasi pretattica. L’obiettivo di una partita dignitosa è stato raggiunto e spesso la squadra se ne è uscita anche bene col possesso palla, segno che i suoi uomini lo seguono e che la sua impronta c’è. La prova del nove contro il Sassuolo: obbligatori i primi punti in Serie A.