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Di un altro pianeta il Benevento di SuperPippo, con poteri speciali non comuni tra gli umani: è questo l’effetto che sta producendo la Strega sul campionato di B che deve aggiornare le proprie statistiche e attribuire, da stasera, un posto nella storia ai sanniti.

Non possono nulla i bianconeri dell’Ascoli, stasera di scena al “Vigorito”, né i più blasonati bianconeri juventini, detentori del record di punti nel girone d’andata nel campionato cadetto: la Strega chiude il 2019 a quota 46, stabilendo un nuovo record per il secondo campionato italiano. Poker alla truppa di Paolo Zanetti, tredicesimo clean sheet per Montipò, miglior difesa ma anche miglior attacco, con un +23 di differenza reti da far rabbrividire chiunque. Questa è la Strega più bella di sempre, e nella serata di gelo e pioggia risplende e sfoggia il vestito delle grandi occasioni, grazie ancora alla testata di Tuia che ne fa due di fila allo stesso modo, e soprattutto alla tripletta di Marco Sau che regala e si regala una serata magica. Peccato per la lieve nota stonata che riguarda lo sfortunatissimo Antei, uscito anzitempo per infortunio e tra gli applausi d’incoraggiamento del pubblico. Si spera nulla di grave ma le ipotesi non sono ottimistiche.

Quest’ultimo agiva da terzino al posto di Maggio, col pacchetto difensivo poi confermato. A centrocampo staffetta per Hetemaj, entrato nella ripresa al posto del suo sostituto, Tello. Tornano in attacco Kragl e Sau, a sostegno di Coda. Diverse le defezioni, invece, tra i piceni, che si schierano col 4-3-1-2 e in attacco Da Cruz e Ardemagni provano a creare più di qualche grattacapo a Montipò. Soprattutto la punta ex Avellino cerca in tutti i modi di arrivare al gol ma l’estremo difensore giallorosso gli si oppone in qualsiasi maniera, calando nuovamente la saracinesca dopo il gol subito contro il Chievo. Ascoli sbarazzino, Benevento che accoglie la sfida e ha tanti spazi, soprattutto in contropiede, per arrivare al gol ma il vantaggio giunge sulla punizione calciata bene da Kragl e che trova la testa di Tuia, il quale conferma il suo particolare magic moment. Gli uomini di Zanetti accusano il colpo e nella ripresa il Benevento fa suo il predominio del campo, con Sau che sale in cattedra e si concede una strepitosa tripletta: la prima al 65′ con un tacco delizioso su respinta di Leali, poi nel finale arrotondando il bottino personale e di squadra. I ringraziamenti, per la doppietta, vanno a un Letizia straripante che si concede un recupero mostruoso e crossa deliziosamente per il sardo, che batte con un diagonale perfetto, il portiere bianconero. Poi è solo formalità il tap in al calare del match, dopo due parate di Leali su Coda e Maggio.

Il pubblico canta e si esalta nel gelo del “Vigorito” accompagnando cogli olè la melina dei protagonisti in campo. Si respira aria di festa, contenuta com’è nello stile di una piazza scaramantica e che ha bisogno di essere trascinata. Portata per le mani, finora, da un gruppo che ha fatto e sta facendo la storia del club e del calcio italiano, guidata da un tecnico che nel Sannio ha trovato un tesoro inestimabile. Con calma, supremazia e serenità, un dominio nei dettagli, quelli che fanno la differenza. Una tempesta silenziosa, nella semplicità, nell’umiltà e nell’unione d’intenti: il Benevento saluta il 2019 stabilendo un record e allungando a +15 sulla terza, con la speranza che il 2020 sia ancora più iconico.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 7: Ardemagni le prova tutte ma lui non ne vuole sapere di subire un altro gol. Cala la saracinesca.

ANTEI 6,5: sfortunato e ci piange il cuore. Nel momento migliore della sua esperienza beneventana arriva un altro infortunio, in una gara che l’ha visto protagonista da terzino. Bravo nelle marcature e nelle discese (dal 22′ st Maggio 6,5: spavento anche per lui per via dell’entrata bruttissima dell’ex Gravillon. Si riprende e fornisce 25 minuti di alto livello).

TUIA 7,5: ancora a segno, ancora di testa e ancora perfetto in difesa. Il suo momento migliore coincide con la striscia positiva più bella di questa squadra, e non è un caso.

CALDIROLA 7: Tuia si concede il lusso di segnare, lui di chiudere la porta e buttare la chiave in difesa. Dalle sue parti non passa nessuno, o al massimo in fuorigioco.

LETIZIA 7: altra prestazione magistrale in questa prima metà di stagione di rilievo per lui. Il recupero con assist per Sau, sul terzo gol, è da fotografare e appendere in cameretta. Straripante.

TELLO 6: l’assenza e la mancanza di quantità di Hetemaj si fanno sentire, lui ovvia nella sua posizione ibrida come può, senza strafare ma con qualche piccola imprecisione (dal 18′ st Hetemaj 6,5: cambia il piglio della gara al suo ingresso in campo. Sempre arrembante e un leone in campo, si lancia in contropiede in occasione del raddoppio di Sau).

SCHIATTARELLA 7: ha il piede caldo e in regia comanda lui. Visione di gioco che per la B è fuori dal comune, ma soprattutto ha la capacità di trovarsi ovunque e recuperare palla. Un lusso.

VIOLA 7: altra grande prestazione per lui che ha trovato l’equilibrio perfetto coi due compagni di reparto. Suo l’assist nel finale per Coda, lanciato in contropiede e concluso col poker di Sau.

KRAGL 7: è vivace, ha voglia di fare e di infiammare il suo sinistro. La mira non c’è ma la volontà è tanta. Si accontenta, si fa per dire, dell’assist per Tuia che ha aperto le danze (dal 44′ st Volta sv: torna finalmente in campo e con Antei fuori servirà il suo recupero).

SAU 8: finalmente Pattolino. Tripletta per la prima volta in giallorosso, la prima marcatura è una magia che conclude in bellezza il decennio e il 2019 giallorosso. Il diagonale della doppietta, poi, è imprendibile e alla fine si porta il pallone a casa, meritato, per la voglia mostrata in tutte queste partite, di andare a segno e dimostrare a tutti che in questa squadra funziona anche l’attacco.

CODA 6,5: si sbraccia tanto e al limite dell’area si fa vedere per ricevere e puntare la porta o servire i compagni in corsa. Leali si oppone a lui diverse volte, ma in un paio di occasioni la palla è finita comunque in rete.

INZAGHI 8: giornata dopo giornata non ha parole per descrivere i suoi ragazzi, e gli addetti ai lavori nemmeno. Sia per descrivere i calciatori che il suo operato certosino e dai risultati storici. Per ora i record, nel 2020 chissà. Brinda Pippo, è anche e soprattutto merito tuo.