
Il Benevento esce indenne anche dal “San Vito – Marulla” di Cosenza e fa un altro grandissimo e prezioso passo verso la Serie A: decisiva una prodezza di Insigne (simile a quella di Kragl a Livorno) che finalmente lascia la sua impronta e regala tre punti d’oro ai giallorossi, costretti poi a ridimensionarsi nella ripresa per via del rosso dato a Volta all’ottavo minuto.
Gara che si prevedeva difficile e in un clima di contestazione in Calabria, per via delle quattro sconfitte consecutive dei lupi silani. Emergenza per Inzaghi e Braglia, i sanniti scendono in campo con gli esordi dal primo minuto dei nuovi arrivati Barba e Moncini, in luogo dello squalificato Maggio e Coda. Al consueto 4-3-2-1 di SuperPippo si oppone il 3-4-3 di Braglia che lancia dall’inizio l’ex Asencio, davvero in ombra. Benevento in controllo nel primo tempo, gran palleggio e pressing del Cosenza però troppo timoroso in uscita. Si vede subito la differenza tra i due organici e il primo squillo arriva al 22′ con Letizia che tenta di approfittare di un’incertezza della retroguardia calabrese, ma Saracco para. Gara che s’infiamma in un minuto e rispondono subito i padroni di casa con Pierini che da solo si vede respingere un colpo di testa da un ottimo Montipò, che colleziona il quattordicesimo clean sheet e il primo del 2020. Passano dieci minuti e la Strega passa: prima Sau tira in bocca al portiere, poi Hetemaj sfrutta un’indecisione di D’Orazio in uscita e serve Insigne che a rientrare sfodera un sinistro perfetto che s’infila nell’angolino. Nel finale di frazione, l’arbitro Serra sale in cattedra e giudica volontario l’intervento di Caldirola con la palla che arriva a Montipò, il quale la raccoglie. Punizione a due nell’area piccola che porta anche all’ammonizione di Schiattarella (salterĂ il Pordenone) e al tiro di Pierini che non becca nemmeno la porta.
Nella ripresa Braglia cambia tutto e spreca giĂ due cambi: dentro Broh e Machach per Prezioso e Capela, la squadra passa al 4-2-3-1 per alzare il baricentro e provare a insidiare Montipò. La gara cambia completamente quando Volta ferma Asencio che si lancia verso la porta, per Serra è rosso diretto ma restano dei dubbi poichĂ© Caldirola stava seguendo l’azione, non proprio da ultimo uomo. Entra Del Pinto ed esce un buon Moncini, poi Coda per far salire di piĂą i compagni, troppo schiacciati. Succede poco e niente, il Benevento gestisce con saggezza il tempo che trascorre inesorabilmente. Il Cosenza non è arrembante e manca il mordente. Ci prova Viola, che ritorna quello lasciato nel 2019, poi il Cosenza tenta il forcing finale. Barba occlude la vista a tutti, posizionato centrale con Del Pinto adattato a destra e grande condottiero. I lupi non hanno idee e il pubblico non spinge, fin quando nel recupero non chiede pure a Saracco di salire su corner. Sugli sviluppi, grandissima opposizione di Montipò su rasoterra insidioso di Pierini, poi Machach spara alto da posizione centrale e si divora il pari.
Il Benevento passa anche in terra calabra e si porta a +17 sulla coppia Crotone-Frosinone. Sabato al “Vigorito” sfida giĂ dal retrogusto di A contro il Pordenone, ma senza Schiattarella e Volta, contando però i rientri di Maggio e Improta. Questo Benevento, in dieci e falcidiato dalle assenze, è comunque inarrestabile.
LE PAGELLE
MONTIPĂ’ 7: primo clean sheet dell’anno e prestazione solidissima. Rischia sul retropassaggio di Caldirola regalando una chance gustosa ai silani, ma quest’anno è padrone assoluto della porta.
LETIZIA 7: rispetto alla scorsa partita, giornata storta, ritorna quello ad alti livelli visto in questo campionato. La corsia è sua, spinge e chiude con semplicità , anche nei momenti di maggiore sofferenza.
VOLTA 6: fino al rosso aveva annullato Asencio e qualsiasi sortita offensiva avversaria. L’espulsione sembra eccessiva, ma in quel momento ha agito per il bene della squadra.
CALDIROLA 7: l’ex spagnolo lo conosce bene e non lo fa praticamente respirare. Alza anche il raggio d’azione quando può. Leader.
BARBA 7: esordio a cinque stelle per il neo-acquisto, che alla sua prima presenza gioca sia largo a sinistra che al centro quando c’è da ovviare al rosso di Volta. In entrambe le circostanze appare in palla, ha corsa sulla fascia e svetta di testa su ogni pallone al centro.
HETEMAJ 7,5: probabilmente una delle prestazioni piĂą importanti con la maglia giallorossa. Giganteggia a centrocampo, è praticamente ovunque e regala lui l’assist, con annesso recupero palla, per il vantaggio di Insigne. Maestoso.
SCHIATTARELLA 7,5: quanto mancherà al centrocampo di Inzaghi sabato prossimo. Peccato per quel giallo, ma la sua prestazione è stata straordinaria. Filtro, geometrie, qualità e sostanza. Intelligenza tattica di primo livello per una Strega che vola sempre più ad alta quota.
VIOLA 6,5: sempre nel vivo dell’azione e piĂą in forma rispetto alle prime uscite del 2020. Attacca gli spazi e partecipa a un centrocampo attivo e mastodontico soprattutto nel primo tempo. Nella ripresa c’è da soffrire e lui è sempre pronto in contropiede.
INSIGNE 7: la sua prodezza lo risveglia dal sonno incantato che ha caratterizzato la sua, fin qui, stagione soporifera. Una magia da tre punti e un abbraccio intriso di significato con Vigorito: il Benevento è anche questo, quello che non ti aspetti, l’uomo che da tanto aspetti.
SAU 6: al lavoro per trovare l’intesa con Moncini. Spara in bocca a Saracco prima del vantaggio, la sua qualitĂ spadroneggia, poi per scelte tattiche esce (dal 10′ st Coda 6: fa il lavoro sporco che gli chiede Inzaghi, e questo lo sa fare bene).
MONCINI 6,5: ci pensa di piĂą prima di scaricarla, ma sa destreggiarsi bene. Ha quel tocco che non ti aspetti, imprevedibile, mina vagante. A pieno regime sarĂ curioso vederlo all’opera (dal 15′ st Del Pinto 6,5: anima e cuore, da terzino adattato. E basta questo. Sempre pronto nel momento del bisogno).
INZAGHI 7: questa vittoria è frutto della sua mentalità vincente, da squadra mai appagata e sempre affamata di vittorie, anche in dieci, anche pieni di assenze. Successi pesanti, sia ben inteso: a febbraio i giallorossi possono già programmare le tappe di questo campionato e contare i successi che ci dividono dalla Serie A.








