Strega in sella al cavalluccio, la Salernitana non è più un tabù:...

Strega in sella al cavalluccio, la Salernitana non è più un tabù: le pagelle

Gara maestosa del Benevento che dopo 33 anni sfata la maledizione dei granata con un imponente 4-0: assedio e produttività sotto porta, giallorossi tutti promossi

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Foto LaPresse
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Sua maestà la Salernitana questa volta deve inchinarsi alla Strega: dopo 33 anni il Benevento torna alla vittoria contro i granata sfatando una maledizione che oramai durava da troppo tempo. Più facile è con questo collettivo, nonostante la truppa di Colantuono arrivava nel Sannio in pompa magna dopo il 3-0 rifilato al Padova. Come già ribadito, questa squadra è una macchina da guerra priva addirittura di qualche ingranaggio che deve essere per forza sostituito, come al centro della difesa, ma stasera va tutto alla perfezione e l’assedio prodotto porta alla prima vittoria della stagione davanti al pubblico di casa, finalmente in festa al cospetto di un’ammirevole tifoseria granata.

PRIMO TEMPO DA ASSEDIO
Bucchi affronta un vecchio amico nonché un allenatore capace di far giocare male il proprio avversario: il 3-5-2 di Colantuono è volto a bloccare le offensive dei giallorossi, costretti sempre all’uno contro uno. Nello stretto il Benevento ne esce a meraviglia e il 4-3-3 porta i suoi frutti soprattutto nel possesso palla e nella concentrazione del gioco nella metà campo avversaria. Bucchi conferma l’undici di Venezia e la Salernitana va subito in apnea, sempre innocua dalle parti di Puggioni. L’unica arma dell’ippocampo sono le ripartenze, sempre smorzate da un’orchestra, quella giallorossa, che suona a tempo con tutti gli interpreti. Sotto questo profilo, da incorniciare la prova di Tello, il migliore del match davanti a Letizia, capace di grignare sulla testa di qualsiasi avversario davanti a sé. Tornando al brasiliano, copre il centrocampo a meraviglia, fa da interditore con elasticità, intraprendenza e sfrontatezza, uscendone benissimo anche palla al piede. Ne ha per novanta minuti, lotta insieme ad un Viola ancora una volta impeccabile e un Bandinelli pulito. Ricci e Improta danno profondità, quest’ultimo con l’assillo di dover dimostrare qualcosa ai suoi ex tifosi, mentre Coda non si pone il problema, ancora impallato e non in perfette condizioni, esce stremato. La partita si sblocca su calcio da fermo, Maggio ne approfitta e finalmente dà prova della sua grande forza ed esperienza, imbeccando bene l’assist fornito da Viola.

STREGA, IN GROPPA
Nella ripresa il primo quarto d’ora è di marca granata: i salernitani non producono molto, senza riuscire a scardinare la difesa giallorossa, con Billong e Volta ancora da apprezzare. Il Benevento fa passare i minuti, gestisce intelligentemente, con gli avversari che alzano il baricentro e si espongono ai rischi: non a caso la partita diventa più aperta e dinamica, tanto da far partire diversi contropiede dei padroni di casa non sfruttati da Coda, che sbaglia sia l’ultimo passaggio che la conclusione da pochi passi, per poi uscire e dare spazio ad Asencio, combattivo e feroce. Non a caso le ripartenze diventano più veloci ed incisive e il Benevento raddoppia con Improta, che si toglie una soddisfazione personale. La Salernitana crolla definitivamente e in difesa fa acqua da tutte le parti: il Benevento va allora a nozze e col subentrato Insigne fa tris, dopo la traversa clamorosa di Improta. Nell’azione del gol, passaggio delizioso di un Del Pinto ancora protagonista partendo dalla panchina, servizio per Improta che pesca l’ex Parma, che esplode di gioia insieme ad un “Vigorito” in festa. La liberazione dopo 33 anni, accompagnata da cori e canti di tutto lo stadio, arriva anche con la soddisfazione del quarto gol a partita finita, con Asencio che partecipa alla festa grazie ad un tap-in da pochi passi. Passivo estremamente pesante per una Salernitana che ambisce si alla salvezza tranquilla ma anche a qualcosa di più come i playoff. Il Benevento, invece, è una macchina da gol: 10 in tre partite, 5 subiti. Finalmente il primo successo casalingo, la maledizione sfatata e la rete inviolata: una serata così nel Sannio mancava da tempo. Grazie ad una squadra che prima di essere ciò, è un grande gruppo, come sottolineato da Bucchi. E questo, si sa, fa la differenza.

LE PAGELLE:
PUGGIONI 6: chiamato in causa raramente e sempre pronto.

MAGGIO 6,5: primo gol in giallorosso e prestazione che si addice alle sue qualità. Era ora.

VOLTA 6,5: il Benevento ha trovato la sua roccia. Cuore, anima, solidità.

BILLONG 6,5: calma e sangue freddo, Jean Claude è una garanzia per la seconda volta consecutiva. Perfetto nelle letture e nelle chiusure, così come nei raddoppi sul rapido Jallow.

LETIZIA 7,5: è tra i migliori per l’impegno, la corsa e il cuore messi in campo. Tutti grandi, ma stasera lui aveva una spinta in più, quella che serve per riabbracciare un sogno.

TELLO 8: se per Letizia vale questo discorso, per Andres moltiplicatelo per cento. Semplicemente mastodontico, prova superlativa e nostro migliore in campo. Onnipresente, recupera palloni e ne ha per l’intero match, con grinta e coraggio. Sempre così!

VIOLA 7: signore e signori, l’artista. Assist per Maggio e geometra dell’undici in campo, Nicolas è tranquillo e sa sempre cosa fare. Valore aggiunto.

BANDINELLI 6,5: oltre a lottare ci mette la logica e la tattica, altra prova da incorniciare e che mette seriamente Bucchi in difficoltà. Ed è un bene (dal 41′ st Del Pinto 6,5: assist al bacio per Improta che porta al gol di Insigne, Lollo sembra trasformato e in palla).

RICCI 6: lui insieme alla squadra ad un certo punto danza, cerca l’uno contro uno, ha fiato e inventiva (dal 24′ st Insigne 7: entra con determinazione e chiude bene sul secondo palo per il 3-0. Significativo perché cercato, in panchina il Benevento ha un’altra squadra).

CODA 6: perché ci mette l’impegno ma la condizione fisico mentale non è ancora delle migliori, troppe occasioni sciupate ed esce coi crampi (dal 27′ st Asencio 7: entra ancora con foga e voglia di fare, è un leone e trova anche il gol. Dà morale e un grattacapo in più al mister).

IMPROTA 7: ha un assillo che si trasforma in testardaggine, poi in gol, poi in traversa, poi in assist. Riccardo si prende la sua rivincita.

BUCCHI 6,5: la partita perfetta, peccato per i cambi. Coda andava sostituito prima, anche in virtù dell’importante infrasettimanale a Cittadella. Ma nel complesso ottima la scelta di confermare l’undici di Venezia, e la capacità di far sentire tutti importanti. Il gruppo fa la differenza e lui li deve guidare in tale direzione.