La Strega è “Serenissima”, a Venezia s’impone per 3-2: Bandinelli man of the match, le pagelle

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Foto LaPresse

La Strega arriva con la sua scopa e non in gondola a Venezia e cala il tris, il secondo dopo l’esordio contro il Lecce, ma stavolta finisce 3-2 con l’intera posta in palio messa nel sacco: all’esordio in campionato al posto dell’indisponibile Nocerino, Filippo Bandinelli si è fatto subito trovare pronto regalando una prestazione da urlo condita con una doppietta e un assist. Il Venezia accorcia subito ad inizio ripresa per poi andare sotto dopo pochissimi minuti e siglare il gol del definitivo 2-3 col rigore di Citro, procurato da Di Mariano steso da Maggio. Voti alti per i giallorossi eccetto per quest’ultimo, colpevole anche stasera di qualche distrazione di troppo e di qualche lettura sbagliata. Primo tempo maestoso certificato dal doppio vantaggio, ripresa in calo, anche se giustificato, sia fisico che mentale, con gli spettri del primo match che si son fatti vivi nella testa dei calciatori.

STREGA “SERENISSIMA”
Come la bella e rinomata Venezia. Nella prima frazione c’è solo il Benevento in campo, i lagunari devono reagire ai colpi inferti dalla Strega. Quest’ultima si schiera col consueto 4-3-3, con Letizia che vince il ballottaggio con Di Chiara, Ricci ha la meglio su Insigne e Bandinelli sostituisce Nocerino. Proprio l’ex Sassuolo è l’uomo che non t’aspetti e viene fuori a metà frazione, servito perfettamente da Ricci e dimenticato dalla difesa arancioneroverde, e allo scadere con una saetta dalla distanza che s’infrange sul palo e poi in rete. Il monologo giallorosso comincia da subito, con una bella girata di Coda da posizione defilata in area, che sibila sul fondo. Da fuori ci provano sia Viola (tiro a giro alto) che Maggio (botta centrale). Tentativi dalla distanza anche per i padroni di casa che non sortiscono preoccupazioni a Puggioni, se non su due calci piazzati di Bentivoglio: il primo, rasoterra, vede la grande opposizione del portiere genovese, mentre la seconda, sul punteggio di 1-0, vede protagonista il pipelet con un grande colpo di reni ad impedire che la traiettoria si spegnesse nell’angolino alto. Il Benevento è bravo a spingere e a tenere il baricentro alto, Coda è il riferimento centrale e fa un grande lavoro di sponda e di consistenza, creando spazi e retrocedendo. Viola più alto, memore del primo tempo contro il Lecce, molto più vicino alla porta e con la licenza di uccidere, così come Tello e Bandinelli, l’uomo della serata. Terzini alti e operosi, Maggio nel primo tempo c’è e si fa sentire, soprattutto Letizia sul versante di sinistra che macina chilometri con costanza, dedizione e rapidità. Gli scambi sono fluidi, le intese ci sono, la qualità pure.

IL CALO E I TRE PUNTI
Che alla fine arrivano ma anche attraverso un secondo tempo faticoso, soprattutto nell’ultimo scorcio. Nelle prime battute è subito gol di Geijo che da solo mette in rete sulla respinta di Puggioni che salva ancora una volta su colpo di testa di Pinato. Leggerezza della difesa, ma i giallorossi subito la ristabiliscono sui binari del doppio vantaggio: grande serpentina di Bandinelli, ancora protagonista, servizio per Tello che dal limite buca Lezzerini nell’angolo basso. Il Benevento deve solo gestire, sicuro del doppio vantaggio e di un Venezia stordito e nervoso. La partita si fa più maschia, più dura, complice anche un Benevento che sguazza nel nervosismo degli avversari. Dentro Del Pinto, fuori Tello per dare più muscoli al centrocampo ma attenzione all’amnesia di Maggio che nel giro di un minuto prima con un colpo di testa da solo rischia di rimettere in gioco un avversario, poi si dimentica di Di Mariano nel triangolo tra quest’ultimo e Geijo, entrando poi in ritardo su di lui in area di rigore. Nessun dubbio, proteste veementi dei lagunari per il secondo giallo ai danni dell’ex Napoli ma Aureliano lo grazia e Strega ancora a galla. Citro trasforma il penalty, Puggioni intuisce soltanto la traiettoria. Del Pinto prova a ristabilire ancora le distanze, ottima la prova dell’abruzzese, dentro anche Asencio per Coda e nel finale Buonaiuto per Improta, ma la Strega va in apnea con Zigoni e Marsura che Vecchi getta nella mischia al posto di Modolo e Andelkovic. L’occasione più ghiotta arriva al 92′ sui piedi proprio di Marsura che già precedentemente aveva fallito da buona posizione, ma in questo caso centra Puggioni per fortuna dei giallorossi senza angolare. Benevento che fino allo scadere prova a gestire ma cala fisiologicamente e mentalmente, non è un crollo perché la tenuta c’è. La squadra deve lavorare, accumulare minuti nelle gambe: vittorie del genere non possono essere altro che un toccasana, una prova di forza.

LE PAGELLE:
PUGGIONI 7: si riscatta dall’errore all’esordio e regala un’ottima prestazione, sia sulle punizioni di Bentivoglio che sul colpo di testa di Pinato, con conseguente rete di Geijo.

MAGGIO 5,5: il voto più basso spetta a lui che non è il peggiore ma rischia di compromettere davvero la gara con quel fallo da rigore e la mancata espulsione, per fortuna. Meglio nel primo tempo.

VOLTA 6,5: roccioso, ostico, duro a morire. Il nuovo pilastro di questa difesa.

BILLONG 6: non è facile all’esordio sostituendo sia Costa e Tuia, e con Antei in recupero. Lui tiene botta, con qualche tentennamento giustificabile, e alla fine riesce a dare tranquillità al reparto.

LETIZIA 7: motorino inarrestabile, infaticabile, tenace, rapido. Nel primo tempo macina chilometri sulla fascia, un rientro fondamentale.

TELLO 6,5: firma il gol vittoria e sul campo si comporta bene, prendendosi sia qualche rischio ma anche qualche giocata con eleganza e sicurezza (dal 70′ Del Pinto 6,5: entra con cattiveria agonistica e decisione, vede anche la porta, forse su richiesta di Bucchi. Grande volontà).

VIOLA 6: più avanzato è più pericoloso, meno manovre, lavorano i terzini, poi perde un pallone sanguinoso sul finale, non da lui.

BANDINELLI 8: l’uomo che non t’aspetti diventa l’uomo della serata. Doppietta e assist, sostituisce Nocerino ma si candida fortemente ad una maglia da titolare: il migliore.

RICCI 6,5: tanto lavoro in attacco, tanta fantasia e tanta qualità ma quando c’è da difendere lui ripiega e lavora senza palla. Jolly.

CODA 6,5: molto meglio rispetto all’esordio, lavora per i compagni, si sacrifica e sfiora il gol (dal 76′ Asencio sv).

IMPROTA 6: anche per lui tanto sacrificio e tanta corsa, ma soprattutto grande intelligenza (dall’80’ Buonaiuto sv).

BUCCHI 7: il merito del mister è quello di aver strigliato la squadra dopo il brutto primo tempo contro il Lecce, l’aver messo i suoi ragazzi dinanzi uno specchio e dir loro che sono i migliori. Non c’è presunzione, come da lui dichiarato, ma c’è consapevolezza: se il Benevento gioca come sa, può far cose importanti. E il primo tempo di stasera ne è la chiara dimostrazione.

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