Il Benevento senza limiti sfata anche il tabù Entella, battendo in casa i liguri che non perdevano tra le mura amiche da settembre (una sola sconfitta) e avevano finora subito soltanto 5 gol al Comunale. I giallorossi ci impiegano soltanto una decina di minuti per chiudere la pratica e annientare i diavoli neri per la prima volta nella storia dei confronti tra le due squadre. Grazie al pari di Trapani, il Benevento è ora a +19 sullo Spezia terzo in classifica.

Inzaghi torna all’albero di Natale grazie al rientro dalla squalifica di Schiattarella, puntando ancora su Moncini in avanti insieme a Insigne e Sau, con la conferma di Barba centrale accanto a Caldirola. Tra i liguri c’è il sannita Coppolaro al centro della difesa causa assenza di Chiosa e nonostante i padroni di casa siano ben schierati in fase di non possesso, tenendo la linea della retroguardia alta, i giallorossi trovano con facilità la via della rete grazie a due perle, la prima di Marco Sau che al 9′ raccoglie la spizzata di testa di Moncini, stoppa di petto a seguire e calcia al volo, infilando un incolpevole Contini. Passano soltanto cinque minuti e la Strega serve il bis con una grandissima azione propiziata da Insigne che recupera palla a metà campo su errore di Paolucci, serve Sau che scarica per Viola che di prima intenzione vede lo stesso Insigne al limite inserirsi nello spazio vuoto lasciato dalla difesa biancoceleste, e anche lui al volo batte l’estremo difensore. Piede sull’acceleratore e avvio devastante, l’Entella non demorde ma deve soltanto attestare la netta superiorità dei sanniti, che accelerano e rallentano quando vogliono, controllando la prima frazione e portandosi anche sul 3-0 grazie al penalty realizzato da Viola, nato da un strattonamento evidente su Caldirola. Ci provano anche Letizia e di nuovo Insigne mentre i padroni di casa si fanno vedere con Schenetti al tramonto della prima frazione, Montipò è attento.

Filippi, vice di Boscaglia assente per squalifica, manda anche in campo Manuel De Luca al posto di Settembrini per provare almeno a dare segnali di vita al match che, però, non cambia nella ripresa, con la Strega vicina al gol prima con Viola e poi con Moncini, senza contare la traversa colpita da Sala che rischia l’autogol. L’Entella ci prova con una punizione di Mazzitelli e un tiro dalla distanza del subentrato Chajia ma la superiorità giallorossa è ai limiti dell’onnipotenza e la seconda frazione scivola senza ulteriori pericoli verso la fine, quando al 40′ anche il subentrato Coda, su servizio dell’altro subentrato Del Pinto, mette il timbro al match firmando il poker, accompagnato dai 250 supporters che cantano entusiasti inneggiando alla A. Non è solo la massima serie, però, nel mirino di SuperPippo, con la Strega che allunga a 16 partite la striscia d’imbattibilità e insegue, tra gli altri, i record esterni del Palermo. La sensazione, a febbraio, è che a questa macchina da guerra nulla è davvero precluso.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 6,5: sbarra la porta a chiunque, Schenetti e Chajia provano a impensierirlo dalla distanza. I clean sheet ora sono 15.

MAGGIO 6,5: in totale amministrazione, la difesa è un bunker e lui si concede anche qualche discesa.

BARBA 6,5: nessun gol subito, merito anche e soprattutto di un reparto eccezionale. Perfetto in ogni uscita e su ogni pallone, e l’intesa con Caldirola cresce sempre di più.

CALDIROLA 7: è vero che l’Entella non ha creato molti grattacapi, ma la spensieratezza con la quale la Strega gestisce la fase difensiva, e l’abilità nell’evitare il pressing, sono doti che partono da lontano. Bravo lui a procurarsi anche il rigore.

LETIZIA 6,5: il sintetico di Chiavari lo ha consumato dal primo all’ultimo istante. Non va mai in riserva e dà tutto fino alla fine, in entrambe le fasi.

HETEMAJ 6,5: fa il lavoro sporco e gli riesce bene, destreggiandosi anche palla al piede (dal 37′ st Del Pinto 6,5: grande assist in contropiede per il poker di Coda).

SCHIATTARELLA 7: imprescindibile nonostante il Benevento sia riuscito a vincere anche in sua assenza. La differenza quando è in campo, però, si sente: preciso, ordinato e anche recupera-palloni. Fondamentale.

VIOLA 7,5: non fallisce nemmeno questo rigore e sforna un’altra grande prestazione da numero 10. Nel campo è ovunque e i compagni questo lo sanno, vedi Insigne che riceve un pallone fatato per il raddoppio.

SAU 8: il gol che sblocca il match è una perla rara in Serie B. Eccezion fatta per il pallone perso sulla mediana nelle prime battute, risulta il migliore, cogli avversari incapaci di prenderlo e lui abile nel danzare anche sul sintetico. Esce stremato (dal 25′ st Improta 6: in gestione nella fase finale).

INSIGNE 7,5: ancora a segno, e che gol, a partire dalla costruzione nata dai suoi piedi e ultimata con la sua conclusione perfetta. Magic moment per lui, intelligente dal punto di vista tattico e con l’estro necessario per sigillare il match già nel primo quarto d’ora.

MONCINI 6: non gioca una brutta gara, anzi serve anche l’assist per il vantaggio. Risulta però troppo lezioso in alcuni frangenti, anche se si sacrifica molto e Contini gli evita la gioia del gol (dal 29′ st Coda 6,5: al primo tiro utile va a segno, quando la pratica era già ultimata. Cinico).

INZAGHI 7: c’è poco da dire, se non pescare una parola molto utilizzata in settimana, anche da lui: armonia. E a Chiavari la si è vista in tutto il suo massimo splendore, dalla qualità alla consistenza. Oramai è una squadra che va col pilota automatico, a lui il compito di limare sapientemente i dettagli.