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Agesci e Cngei a sostegno di Libera: “Comune acquisti bene confiscato”

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L’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) Zona Samnium e il Cngei (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani) sezione di Benevento, in quanto membri del Coordinamento Provinciale di Libera Benevento, respingono con fermezza l’appellativo di “professionisti dell’antimafia” rivolto ai membri del Coordinamento stesso da incaute affermazioni giornalistiche di qualche giorno fa.
“Consideriamo tale appellativo una grave offesa ai tanti ragazzi che vivono la propria esperienza di volontariato all’interno del Coordinamento e una mancanza di rispetto per tutti coloro che ogni anno vivono esperienze educative durante i campi estivi vissuti nei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Inoltre consideriamo la Memoria uno dei presupposti fondamentali per un’educazione alla vita civica responsabile, al bene comune, all’amore per il proprio territorio.
Ancora una volta vogliamo fare nostre le parole del fratello scout Don Peppe Diana, che affermava: “Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, testimonianze, di esempi per essere credibili. Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno”.
Pertanto, auspichiamo che l’amministrazione comunale non indietreggi rispetto all’acquisizione del bene confiscato, sito in contrada Olivola. L’acquisizione del bene per le finalità originariamente annunciate dall’Amministrazione Comunale sarebbe un messaggio fortemente educativo nei confronti dei tanti giovani che desiderano respirare “quel fresco profumo di primavera contro il puzzo del male affare e della corruzione”.

Una frase del fondatore dello scautismo Sir Robert Baden Powell, in questo caso, ci sembra particolarmente adatta: “Per «carattere» voglio che si comprenda che non penso solamente ad un autocontrollo e autodisciplina passivi: il concetto include anche, oltre a queste qualità, il desiderio attivo di fare le cose. Non è solo l’«essere» buoni, ma il «fare» del bene che conta” (“Headquarters Gazette”, luglio 1914)”.