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Procura efficiente ma percezione del territorio da migliorare: lo studio Unisannio

Buone performance legate allo smaltimento di fascicoli in rapporto al personale sottodimensionato ma una percezione sul territorio delle attività interne della Giustizia che può e deve migliorare: è quanto emerge dallo studio “Efficienza e qualità della Procura di Benevento” condotto da docenti dell’Università del Sannio guidati dalla dottoressa Annamaria Nifo, affiancati da un pool di magistrati. Un dossier secondo in Italia (già sperimentato a Torino) e che rientra nelle best practices dell’ateneo, come tende a sottolineare il Rettore Gerardo Canfora.

Dunque un’indagine quantitativa, che va dal 2016 al 2019, basata su dati e pratiche, raccolti in tre “permormance indicators”, affiancata a valutazioni su giudizi qualitativi con circa 500 questionari somministrati ad avvocati, magistrati, giornalisti, polizia giudiziaria e cittadini. Per valure l’efficienza della Procura beneventana sono stati predisposti tre indicatori: disposition time, ovvero il tempo di definizione dei procedimenti; efficiency rate, ovvero il numero dei casi risolti per magistrato in un dato periodo di tempo; clearance rate, ovvero la capacità di smaltire arretrato. Ne viene fuori che ogni magistrato smaltisce 200 fascicoli in arretrati all’anno, con un tempo di gestione delle pratiche migliorato negli anni, ogni 193 giorni, e passando dai 276 del 2016 ai 176 del 2018. Il 2017 è stato l’anno migliore per quanto attiene la capacità di smaltimento degli arretrati (il 37%), poi il crollo l’anno successivo (12%). “Nonostante la dotazione strutturale sia sottodimensionata per personale togato che per quello tecnico amministrativo, la Procura registra performance sempre crescenti, con tempi di gestione calati di 100 giorni in 4 anni e con una capacità di smaltimento dell’arretrato del 20% in media, su alcuni reati anche del 30%. La produttività per magistrato non è diminuita quando si è avuto un taglio ulteriore del personale e non è banale, con due unità in meno su 12 magistrati. L’attività pro capite non è diminuita almeno nel breve periodo” ha sottolineato la dottoressa Nifo.

Detto ciò la percezione della qualità dei servizi “può migliorare” come può migliorare “il sito, uno strumento fondamentale”. L’evidenza rilevata dai questionari è che addirittura i 2/3 degli avvocati intervistati “non lo conoscono o non lo usano e il 70% degli utenti ritiene sia difficile trovare news al suo interno”. Valutazioni modeste dunque, per orari di apertura, segnaletica e accessibilità, e trasparenza. Più lusinghiere per i servizi di organizzazione interna, che devono indurre la Procura a intensificare e migliorare l’attività di comunicazione esterna. L’analisi qualitativa è invece basata su un questionario che contiene cinque sezioni riferite a cinque aree di interesse: qualità servizio giustizia, sito, ambiente e accessibilità, funzionamento complessivo, rapporti con procuratori Pg e Pta. “Questa è la nuova università, luogo nel quale le competenze vengono messe a disposizione del territorio” ha commentato lo studio il Rettore Canfora.

“Quando si lavora insieme si producono buoni risultati. Questo studio ci ha consentito di tracciare uno spaccato preciso del livello di performance e apre la strada a capire come il miglioramento delle istituzioni può migliorare la qualità della vita e lo sviluppo economico dell’intero territorio. L’università è accanto a tutte le istituzioni” ha ribadito Canfora. “Il lavoro dell’università ci consente di individuare criticità e margini di miglioramento in una collaborazione apprezzabile e che si svilupperà per il futuro. Il contributo di scienza e di professionalità ci consente di leggere meglio i nostri dati” ha commentato invece il procuratore Aldo Policastro. “La tempestività della risposta della giustizia significa qualità. L’obiettivo fondamentale è come la Procura può offrire un servizio sempre più adeguato al territorio, come può agire e migliorare nel tempo per dare risposte efficaci in un arco di tempo ragionevole. C’è ancora molto da lavorare in ordine ai tempi della giustizia e alla durata dei processi”.