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Partenza turbo e gas finito, il Benevento sottovaluta l’Ascoli: le pagelle

Benevento AscoliGhiotta occasione per agganciare la zona promozione sciupata dal Benevento che perde la seconda gara in casa di questo campionato in favore dell’Ascoli che nel giro di pochi giorni fa fuori due retrocesse dalla A. Partita subito in discesa ma che inganna il popolo giallorosso, come un remake della sfida col Foggia. Ed infatti è così, avendo poi il Benevento staccato la spina dopo il gol lampo di Coda, lasciando terreno per le avanzate degli uomini di Vivarini, che prendono possesso del gioco. Sempre e solo Coda, nel primo tempo, tenta di raddoppiare ma poi il Benevento incredibilmente si suicida e si annulla, complice una gara nervosa, fallosa e condotta dal primo anno Volpi che deve far bella figura in maniera fiscale, nonostante sia giallorossi che bianconeri l’abbiano assediato verbalmente nel tentativo di destabilizzarlo. Il compito alla fine sfugge di mano, poiché è la vittoria l’obiettivo principale e Volpi si mette di traverso, prestando il fianco agli innumerevoli artifici degli ospiti, che in un qualche modo devono portare l’intera posta a casa. E la sensazione è che anche senza le tante interruzioni, l’impresa dell’Ascoli sarebbe riuscita, poiché il 4-2-4, un “non modulo” privo di idee e di alcun effetto, non ha portato a nulla se non all’ennesimo arrembaggio confusionario.

PARTENZA TURBO E GAS FINITO
Infine l’Ascoli con due tiri si becca i tre punti ma in campo ci mette tutto in più di quanto offerto dalla truppa di Bucchi, superficiale e che non conosce alcun rischio. Squadra attenta contro Livorno e Cremonese, prove non di certo di assoluto livello, di nuovo ingarbugliata nei suoi stessi pensieri stasera. Bucchi sceglie Nocerino e non Bandinelli, rilancia Letizia dopo lo stop del napoletano e conferma il tridente delle ultime due uscite. Il Benevento iniziale è un turbo, galvanizzato anche dall’inattesa marcatura di Coda, l’Ascoli frastornato. Ecco, fermiamoci qui e prendiamo come esempio la partita contro la Salernitana: i giallorossi nella loro massima espressione di calcio hanno giocato il miglior match in campionato finora senza fermarsi mai e alla ricerca costante della rete. Cosa mai più rivista, se non una squadra che inutilmente cerca di gestire il risultato e addormentare il gioco quando restano 80 minuti da disputare (anche contro il Foggia). L’Ascoli è squadra in salute e ha anche un organico di categoria, il Benevento e i beneventani sbagliano a sottovalutarlo considerando anche il fragile stato mentale dei nostri. I bianconeri prendono campo, il centrocampo scompare, manca soprattutto un uomo di rottura lì in mezzo, la scelta Nocerino si rivela errata e la squadra non produce minimamente gioco. Il pari arriva col versante di sinistra che si addormenta su un fallo non fischiato da Volpi, e la palla va dentro con l’autorete di Volta, altro pasticcio giallorosso. Fa paura, soprattutto, che quando ci si ritrova contro una squadra che, ribadiamo a dispetto di quanto si voglia dire, è molto organizzata e ben disposta in campo, neutralizzando ogni tua fonte di gioco, il Benevento praticamente non esiste più. Nonostante ciò sulle fasce i bianconeri soffrono e i terzini così come le ali possono correre e sfogarsi, peccato che in area bisogna entrarci con tutto il pallone senza utilizzare la soluzione dalla distanza che ha portato per giunta al vantaggio. Il Benevento non ha alternative tattiche né mentali, soluzioni furbe, qualcuno che accenda la lampadina in questa stanza dalla luce ad intermittenza. Se riesce il compito si porta la vittoria a casa altrimenti si soffre, senza mezze misure. Piuttosto che attaccare, cercare il raddoppio, il Benevento arranca e l’Ascoli finisce per fare la partita e chiudere il match al 2′ della ripresa: ecco soffermiamoci qui. Concorso di colpe, non solo errore di Puggioni che, vero, rinvia frettolosamente e male, a centrocampo nessuno si fa trovare pronto, in difesa c’è un buco abissale. La domanda sorge dunque spontanea: come era posizionata la squadra su una palla da fermo? Errori madornali non consentiti, errore anche quello di fischiare pesantemente Puggioni, già nel pallone dopo il gol subito e che va in contrasto col clima di coesione tra gruppo e tifosi. Il baluardo Letizia tenta l’ultimo attracco alla nave dell’Ascoli oramai già salpata, nessun cross risulta utile e continuiamo a dirlo, Asencio e Coda si pestano i piedi non avendo alcuna disposizione lì in attacco, ma solo presenza fissa in area fine a se stessa. Stavolta il bilancio è duro, perché il Benevento doveva consolidare la propria marcia dopo le due vittorie seguite dai due pesanti stop subiti ma finisce, dopo aver saltato anche l’infrasettimanale, per tornare sui propri errori irrimediabilmente, annullando quanto di buono fatto vedere nelle due scorse giornate. E Bucchi, con poca verve in panchina, ci mette ancora del suo, non sul piano delle idee, anche apprezzabili, ma sul piano mentale: da questo punto di vista la squadra sembra non crescere e lottare sempre contro le proprie paure.

LE PAGELLE

PUGGIONI 4,5: bocciatura pesante per il genovese ancora tra i responsabili della sconfitta con due gol evitabili (soprattutto il secondo). Ingiusto però buttare la croce solo addosso a lui.

GYAMFI 5,5: non gioca male ma spinge poco e il suo apporto è soltanto difensivo, buone imbeccate che lanciano Insigne sulla corsia.

VOLTA 4,5: stavolta insufficiente, per via dell’autogol e del grave errore di posizione sul raddoppio bianconero. Difesa stasera sotto accusa.

BILLONG 5: prima insufficienza anche per lui, difesa posizionata male sia sul primo che sul secondo gol. Errori imperdonabili.

LETIZIA 5,5: corre come un matto nella ripresa ma si addormenta sul pareggio, senza seguire la discesa di Laverone. Inutili i cross per pareggiarla nel finale ma almeno si dà da fare.

TELLO 5: nota dolente di stasera il centrocampo. Tello smista solo i palloni ma non incide, soprattutto fisicamente.

NOCERINO 4: dispiace dirlo per un calciatore della sua caratura, ma la sua presenza a centrocampo è stata praticamente inutile. O meglio, non lo si è nemmeno visto, e Bucchi se n’è accorto (dal 16′ st Asencio 5: se riusciva quella sforbiciata veniva giù il “Vigorito”. Poi il nulla).

VIOLA 5: inghiottito dagli avversari e sottotono, se togli al Benevento la sua luce, la squadra brancola nel buio più totale. Urgono rimedi di fantasia e qualità.

INSIGNE 5: parte bene poi scema come contro la Cremonese, risultando poco utile alla causa (dal 16′ st Ricci 5: non va mica meglio con uno dei due gemelli, brutta copia di se stesso e nessuna giocata andata a buon fine).

CODA 5,5: la sua zampata illude come contro il Foggia, poi Perucchini si oppone ad un’altra sua conclusione. Salva la faccia ma senza risorse e rifornimenti lui può veramente ben poco.

BUONAIUTO 5: dal suo tiro arriva la deviazione vincente di Coda, poi si eclissa e la prestazione non decolla come le due giocate precedentemente (dal 25′ st Improta 5: la sua freschezza non aiuta, è Letizia a cercare il cross, lui fa poco).

BUCCHI 5: attualmente Bandinelli è in una condizione migliore rispetto a Nocerino, sbagliato escludere proprio lui. Il problema non sono le idee ma la testa, tematica evidenziata sin dalla gara d’esordio. A condannare il Benevento è la superficialità, sono gli episodi, una squadra che si specchia nella sua bellezza: a quando una squadra combattiva e che tramortisce l’avversario con le forze che ha?




Ascoli-Benevento, Baroni suona la carica. Convocati: assenti Ciciretti e Buzzegoli, stagione regolare finita

baroni aglietti

Giovedì di conferenza infrasettimanale per Marco Baroni che, prima della partenza anticipata per Ascoli (“per tenere il gruppo concentrato”), si dedica alle domande della stampa, facendo un dolce passo indietro in ricordo del derby e uno in avanti in vista della sfida del “Del Duca”, “la più difficile di tutte”. Il tecnico giallorosso in terra marchigiana vorrà rivedere lo stesso atteggiamento messo in campo contro l’Avellino, portando gli episodi dalla propria parte. Quegli stessi episodi che hanno condannato la Strega nelle ultime uscite ma che, con l’atteggiamento giusto, si possono sfruttare alla perfezione.

EMERGENZA IN ATTACCO
Nonostante il trionfo contro i rivali biancoverdi, c’è poco da sorridere in casa giallorossa. L’infermeria fa tremare i tifosi sanniti per via dell’infortunio di Ciciretti rimediato nel derby: lesione di primo grado al bicipite femorale. Al fantasista romano si aggiunge Buzzegoli, che sembrava recuperato: per entrambi due settimane di stop e stagione regolare praticamente finita. Ciò significa che per rivederli in campo dovremo aspettare gli eventuali playoff, se così non fosse quella con l’Avellino sarà l’ultima sfida in giallorosso giocata da Ciciretti… Assenza in avanti davvero pesante, viste anche le indisponibilità di Melara (dovrebbe riaggregarsi la settimana prossima) e Cissé (tempi più lunghi, lunedì nuovi esami strumentali): ad Ascoli sarà emergenza in attacco. Ma Baroni non è il tipo che pensa agli infortunati ma “abbiamo delle alternative: confermato il 4-2-3-1, Falco potrebbe essere utile come esterno o dietro le due punte, ma conterà sempre l’atteggiamento”. Se il mister confermerà questo schema di gioco, con gli uomini contati, potrebbe rivedersi la soluzione attuata nei minuti finali contro l’Avellino, con Gyamfi terzino e Venuti esterno (non è la prima volta per lui quest’anno). Più defilato il 4-4-2 visto nel secondo tempo, con un Puscas da ritrovare e che non consegna a Baroni una soluzione certa tra le mani, nonostante la squadra abbia attuato al meglio quel modulo. La coppia Chibsah-Viola va verso la riconferma a centrocampo così come Eramo, remota la possibilità di un doppio impiego di Lopez e Pezzi sulla corsia sinistra.

L’ASCOLI SORRIDE
Sospiro di sollievo per Aglietti che in vista dell’importantissima sfida contro il Benevento potrà contare sui recuperi dell’ex Mengoni e di capitan Giorgi. Mancherà soltanto Gigliotti, appiedato dal Giudice Sportivo, differenziato invece per Augustyn. In casa bianconera, infine, si festeggia il rinnovo del centrale di centrocampo Addae fino al 30 giugno 2019.

I CONVOCATI PER ASCOLI
Mister Baroni ha diramato l’elenco dei convocati alla volta di Ascoli Piceno: come previsione, non figurano Buzzegoli e Ciciretti, oltre a Melara, Cissé e il solito Bagadur. Dalla Primavera convocati i difensori Rutjens e Fusco, il centrocampista Donnarumma e l’attaccante Brignola.

PORTIERI: Cragno, Gori, Alastra, Piscitelli.

DIFENSORI: Gyamfi, Venuti, Lopez, Pezzi, Camporese, Lucioni, Padella, Rutjens, Fusco.

CENTROCAMPISTI: De Falco, Viola, Del Pinto, Chibsah, Donnarumma, Eramo, Matera, Pajac.

ATTACCANTI: Ceravolo, Brignola, Falco, Puscas.




Post partita, Baroni: "Non sono due punti persi, abbiamo dato tutto". Aglietti: "Pareggio giusto"

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Fonte Ascoli Picchio FC 1898

Post partita di Benevento-Ascoli. In conferenza i due tecnici che, ovviamente, hanno una visione diversa del match. Una squadra che attacca e vuole i tre punti ad ogni costo, il Benevento. L’altra che si chiude e vuole ricavare il massimo col minimo sforzo, l’Ascoli. Sensazioni diverse in sala stampa, si parte dal tecnico giallorosso: “Non sono due punti persi perché la prestazione è stata importante. Quando dai tutto contro un avversario rinunciatario le partite diventano difficili. Siamo riusciti a produrre una mole di gioco impressionante, purtroppo ci è mancato l’ultimo passaggio. Volevamo vincere a tutti i costi, ma la delusione per non aver conquistato i tre punti è sopperita dall’atteggiamento della squadra. Sono contento perché ha dimostrato ritmo e abnegazione”. Baroni dunque sottolinea lo spirito mai rinunciatario della squadra, che trova ad imbattersi contro un muro quale quello della squadra di Aglietti. Poi il cambio di modulo con Puscas: “Con l’ingresso di Puscas sono passato al 4-2-4 e ho messo tutto il potenziale offensivo che avevo a disposizione. Queste sono partite in cui devi trovare il gol al più presto, in modo da cambiarle totalmente”. Testa subito al Frosinone, il big match della Vigilia di Natale: “Da domani penseremo al match di Frosinone. Ci aspetta una gara difficile”.

Entusiasta Aglietti, convinto che il pari sia il risultato più giusto al termine del match: “Credo che il pareggio sia giusto. Il Benevento ha dato molto di più nel secondo tempo, ma noi avevamo sulle gambe anche la partita giocata in settimana. La prestazione mi soddisfa perché è sempre difficile tornare a casa con un risultato positivo da questo campo. Non sono d’accordo con quelli che dicono che abbiamo aspettato il Benevento. Nei due tempi ci sono state delle occasioni importanti da entrambi i lati e per questo motivo dico con fermezza che il pareggio è giusto”. La partita che l’Ascoli voleva e che l’Ascoli ha portato perfettamente al termine. Un pensiero ai giallorossi del conterraneo Baroni: “Il Benevento? Questa è una piazza importante con alle spalle una famiglia che ha tanta voglia di investire nel calcio. Sono certo che il Benevento, con questi presupposti, riuscirà prima o poi a giocare in una categoria più importante”.

fonte interviste Ottopagine.it




L'Ascoli incatena il Benevento: finisce pari e senza reti al Vigorito

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Foto Ascoli Picchio Fc 1898 SpA

Porta blindata e pallone che non è riuscito a varcare la linea, vuoi per sfortuna, vuoi per bravura del portiere. Benevento e Ascoli si annullano e l’assalto al Frosinone svanisce, col Verona che domani proverà a tornare in vetta. Resta il rammarico e l’amaro in bocca per una sfida che sarebbe potuta andare diversamente se il tiro di Ceravolo non si fosse spento sul palo o Lanni non avesse fatto gli straordinari. Partita dell’Ascoli prevedibile, messa sul piano fisico e delle ripartenze micidiali. In una di queste Orsolini stava per beffare la Strega, colpendo la traversa. Al Benevento pare manchino due rigori, due falli di mano in area, con almeno uno più solare rispetto all’altro, ma non per l’arbitro. Condotta arbitrale abbastanza libertina, poche le ammonizioni rispetto ai falli commessi dai piceni, che appunto hanno provato a tagliare le gambe ai giallorossi come prospettato alla vigilia del match. Dubbi sul fallo da ultimo uomo di Augustyn: per Rapuano era da giallo, ai limiti del rosso, ma Ceravolo stava andando in porta. Benevento sprecone soprattutto nella ripresa, grande mole di gioco ma poca concretezza, soprattutto contro un avversario che si difende a pieno organico e con ogni mezzo a propria disposizione.

SCELTE E TATTICA
Cissé viene provato come previsto da trequartista ed offre un’ottima prova, lo si vede davvero in forma. Venuti torna al suo posto con Gyamfi che si siede in panca, a sorpresa De Falco scavalca Buzzegoli e del Pinto e va al fianco di Chibsah. Aglietti, invece, non tradisce le attese e si schiera con un compattissimo 4-4-1-1 con Felicioli esterno alto, Gatto a supporto di Cacia e Orsolini sulla fascia opposta. I bianconeri attendono il Benevento nella propria metà campo, chiudendo tutti gli spazi sulla trequarti. Fasce intasate, Chibsah a centrocampo non ha libertà di movimento. Nel primo tempo la pressione degli ospiti è tantissima, con Cacia, Orsolini e Felicioli pronti ad attaccare i difensori giallorossi. Nella ripresa, prevedibile, l’Ascoli abbassa il baricentro e si rintana nella propria metà campo. Si rivede il Benevento visto nella ripresa ad Avellino, Benevento che ha tenuto sempre in mano il pallino del gioco. Baroni passa al 4-2-4 inserendo Puscas e togliendo Cissé, per cercare lo sforzo maggiore lì in avanti. Nulla di fatto, s’impatta contro il muro piceno: riuscire a segnare così diventa un’impresa difficile per tutti.

LA GARA
La prima conclusione è di Ceravolo, servito da Venuti, che in girata non impensierisce Lanni. Poi ci prova Cacia, rasoterra centrale neutralizzato da Cragno. Venuti dalla distanza, botta impressionante di poco a lato. Occasionissima per il Benevento con Ceravolo che entra in area e batte Lanni, pallone che però si stampa sul palo. Sulla ribattuta, Cissé a porta spalancata manda alto. Ancora Benevento vicinissimo alla rete: De Falco dal limite col sinistro trova la deviazione di Ceravolo che per poco non insacca. Il Benevento è in odore di gol, l’Ascoli riesce ad arrivare all’intervallo sullo 0-0. Nella ripresa ritmi bassi e Ascoli che ha tra i piedi di Orsolini l’occasione più ghiotta del match: vinto il contrasto con Pezzi, il giovane ascolano entra in area e defilato centra la traversa. In precedenza ci ha provato Ciciretti col solito sinistro potente a rientrare, palla sopra la traversa. Sul capovolgimento di fronte, Ciciretti ci prova nuovamente, scaldando i guanti di Lanni, poi Falco strozza troppo la conclusione. Il Benevento preme sull’acceleratore cercando il bandolo della matassa, Pezzi a rimorchio schiaccia di testa ma Lanni si supera. Doppio cambio per l’Ascoli, poi ancora Pezzi pericoloso con un tiro da posizione angolata, Lanni ancora in corner. Il Benevento prova a sfondare come può l’affollatissimo muro bianconero creatosi davanti la porta. Dentro Puscas, poi Buzzegoli e Pajac, ma la storia non cambia. Nemmeno il 4-2-4 sortisce alcun effetto, con Puscas che sul finire in torsione cerca il gol liberatorio, ma Lanni in posizione centrale para. Finisce 0-0, con la Strega terza solitaria in attesa del Verona e con la testa al Frosinone, distante due punti. Al Matusa lo spartiacque della stagione.

LE PAGELLE:
CRAGNO 6: una giornata che ha visto qualche insidia nelle pochissime sortite offensive degli ascolani. Graziato dalla traversa, poi scompare nella ripresa.

VENUTI 7: si rivede “l’Intercity” di inizio stagione. Perfetto in ogni uscita, impeccabile in fase difensiva e pericoloso in quella offensiva. Sulla sua fascia nulla può Felicioli.

CAMPORESE 7: il migliore insieme a Venuti. Gara straordinaria dell’ex Empoli che non sbaglia praticamente nulla in difesa se non il primo tocco ad inizio gara (se proprio vogliamo trovargli un difetto). Cacia neutralizzato, tanta sostanza e fisicità, pronto a raccogliere ogni pallone in area, meglio lui di Lucioni.

LUCIONI 6: c’è poco da dire, Camporese gli ruba la scena ma lui non sfigura. Ha tenuto comunque a bada un Cacia poco ispirato.

PEZZI 6,5: un’altra grande prova per Flash che in due occasioni potrebbe trovare la rete ma gli viene negata. Si protrae tutto in avanti nella ripresa, diventa praticamente un’ala. Rischia su Orsolini, per il resto grande periodo di forma per lui.

CHIBSAH 6: pochi varchi per lui, aggredito a centrocampo e talvolta si complica la vita. Non è insufficiente la sua prova, ci mette sempre l’anima.

DE FALCO 6: più libero di impostare dato che la preoccupazione degli avversari era su Chibsah. Non sfigura, lanciato contro ogni previsione della vigilia, e non fa rimpiangere Buzzegoli (dall’86’ Buzzegoli sv).

CICIRETTI 6: la sua carica agonistica è eccezionale ma oggi gli avversari non lo fanno respirare. Gli chiude le porte Lanni, difficile trovare un varco in area. Serata no.

FALCO 5,5: spento, poco ispirato. Prestazione mediocre e senza spunti interessanti (dall’86’ Pajac sv)

CISSÉ 6,5: tanta grinta e voglia di fare, schierato da trequartista c’era tanta curiosità nel vederlo in quel ruolo. Almici va in difficoltà, riesce a catalizzare l’azione su se stesso e a dare il giusto supporto a Ceravolo. Ottimo stato di forma, finalmente, per lui che non dimentichiamolo, ha il suo periodo migliore da gennaio in poi. Speriamo sia così, peccato per il tap in fallito a porta vuota (dal 74′ Puscas 6: volenteroso, può fare sicuramente di più e lo sappiamo).

CERAVOLO 5,5: la grande occasione ce l’ha avuta lui, con quel palo colpito a Lanni battuto. Non proprio insufficiente ma poco incisivo nel tocco finale, si oscura quando c’è bisogno di lui.




19^ giornata Serie B, il Benevento attende l'Ascoli per inseguire un sogno

Benevento ascoli Il 19° turno del campionato di Serie B regala risultati che sorridono al Benevento, impegnato nel posticipo domenicale contro l’Ascoli e in attesa del monday night che vedrà di fronte Verona e Virtus Entella. Diramati i convocati sia di Baroni che di Aglietti, i due toscani che s’incrociano in un duello da amarcord tra Stregoni e Piceni. Questa sfida, infatti, inaugurò l’odierno “Ciro Vigorito”, impianto costruito dal Cavaliere Rozzi, storico presidente dell’Ascoli (ironia della sorte, domani cade il ventiduesimo anniversario della sua morte). Una gara piena di insidie e che sovraccarica di emozioni un ambiente già in fibrillazione, con l’inaugurazione stamane dello store ufficiale in via del Pomerio.

QUI BENEVENTO In settimana le parole di Baroni, che ha fame di vittorie e voglia di fare con una squadra che non ha limiti. L’Ascoli non verrà a Benevento per scaldare la sedia, i bianconeri dopo il pareggio beffa subito allo scadere contro il Latina, si sono riscattati nel recupero di martedì battendo l’Entella 2-1. Baroni teme le ripartenze dell’Ascoli, con giocatori bravi a recuperare palla e a ripartire in contropiede. Poi un accenno all’infermeria, con Melara e Bagadur pronti al rientro (ma non ancora convocati), Lopez disponibile dopo la sosta e Buzzegoli e Padella che hanno recuperato dai rispettivi fastidi. Punto cruciale della conferenza infrasettimanale è il possibile impiego di Cissé, l’uomo derby, nel trio di trequartisti alle spalle di Ceravolo. “È una possibilità ma tutta la squadra deve essere pronta a collaborare” ha detto Baroni. Cissé dunque prenderebbe il posto di Melara senza che Jakimovski e Pajac, sostituti naturali sulla fascia sinistra, possano avere una chance dal primo minuto. Dunque si torna al 4-2-3-1 col 4-3-3 archiviato dopo due partite ma non bocciato: “è un modulo che per noi resta una possibilità se tutti continueranno ad essere disponibili al sacrificio e a garantire gli equilibri in campo”. Chiosa finale sul valore del gruppo, con tutti gli elementi pronti a dare il meglio, anche quelli che hanno uno scarso minutaggio. E, soprattutto, Baroni sottolinea il fatto che il Benevento è la squadra che gioca più minuti in campo, imponendo il proprio ritmo all’avversario. Su questa falsa riga bisogna impostare il match contro l’Ascoli, tolte poi le scelte di formazione: appare difficile un impiego dall’inizio di Padella ma non si escludono sorprese. E allora sarà 4-2-3-1 con Cragno in porta, Gyamfi (sempre in ballottaggio con Venuti), Camporese, Lucioni e Pezzi in difesa. Chibsah e Del Pinto (ballottaggio con Buzzegoli) a centrocampo con Ciciretti, Falco e probabilmente Cissé alle spalle di Ceravolo.

QUI ASCOLI Rinvigorito dalla vittoria contro l’Entella, come sottolineato da Baroni, l’Ascoli arriva a Benevento con gli sfavori del pronostico. Magari i calzettoni rossi in onore di Rozzi porteranno fortuna, cita Aglietti in conferenza, ma l’Ascoli arriva nel Sannio privo dei due squalificati Carpani e Addae che mettono il centrocampo in emergenza e il 4-3-1-2 in bilico. Ritorna Bianchi che ha una mezz’oretta nelle gambe e partirà dalla panchina, assenti ancora Hallberg, Lazzari e Perez non convocati. Squadra giovane quella di Aglietti con molti talenti italiani tra i quali Cassata, Favilli e Orsolini (giovane di casa esploso in questa stagione). A questi si amalgamano i “vecchi” ed esperti conoscitori della categoria come Giorgi, Augustyn, Cacia (tanto inseguito dal Benevento questa estate) e Mengoni, l’ex di turno che torna al Vigorito dopo tre anni dal suo addio in giallorosso. Aglietti ammonisce i suoi e chiede loro di non stare tranquilli, dato che il campionato non lo permette. “Non mi piace avere la spensieratezza dopo una vittoria: alcuni ragazzi in settimana si sono allenati così così e l’ho fatto presente. La nostra partita passa, come sempre, dall’atteggiamento e dalla prestazione che riusciremo a fornire”. Un po’ controcorrente Cassata, che prevede una gara fisica a causa delle assenze di Carpani e Addae ma preparata con maggiore serenità dopo i tre punti conquistati martedì. Aglietti dovrebbe optare per il 4-4-1-1 specchiandosi quasi col modulo di Baroni, poche possibilità di vedere il 4-3-1-2 ma non da scartare: Lanni tra i pali, linea di difesa formata da Almici, Augustyn, Mengoni e Mignanelli tornato dopo la squalifica (Felicioli spostato da esterno alto). A centrocampo i dubbi peggiori: “La soluzione più naturale sarebbe il duo Giorgi-Cassata, senza escludere Gatto, ma con lui saremmo più spregiudicati”. Dunque diamo per buoni Giorgi e Cassata a centrocampo ma per Aglietti la coperta è davvero corta, sugli esterni Felicioli e il baby Orsolini, con Favilli che potrebbe partire dalla panchina. 4-4-1-1 che potrebbe diventare un 4-3-1-2 con Gatto spostato nella linea a tre di centrocampo e Favilli titolare, ma il giocatore che ha scontato anche lui la squalifica contro l’Entella potrebbe essere inserito nel 4-4-1-1. Aglietti vuole colpire il Benevento in contropiede e dare il massimo per uscire a testa alta dal Ciro Vigorito e allontanarsi dalle zone basse della classifica, soprattutto dopo gli stop di Trapani, Avellino, Cesena, Salernitana e Ternana, ma occhio alle vittorie di Vicenza e Pro Vercelli. Una classifica bollente lì in fondo.

RISULTATI E CLASSIFICA Già, la classifica di metà dicembre mette in mostra un campionato intenso e che rispecchia le attese della vigilia. Benevento e Verona completeranno il quadro della 19^ giornata, iniziata con l’anticipo vittorioso del Frosinone, 4-1 al Trapani sempre più solo all’ultimo posto. Il Benevento con una vittoria raggiungerebbe proprio i ciociari al comando, in attesa del big match della vigilia di Natale a Frosinone. Cadono fuori casa Spal e Perugia, 3-1 a Vercelli e 2-1 a La Spezia. Con lo stesso risultato il Carpi espugna Salerno e vola a quota 31 insieme al Cittadella che batte 1-0 il Pisa. Nel derby del Sud tra Bari e Avellino, Fedele in rimonta stende gli irpini. Finisce 2-1 con l’Avellino ancora penultimo e i pugliesi in zona playoff.

PROBABILI FORMAZIONI:

BENEVENTO (4-2-3-1): Cragno, Gyamfi, Camporese, Lucioni, Pezzi; Chibsah, Del Pinto; Ciciretti, Falco, Cissè; Ceravolo. A disposizione: Gori, Perucchini, Padella, Venuti, Buzzegoli, De Falco, Jakimovski, Donnarumma, Pajac, Puscas. All.: Baroni

ASCOLI (4-4-1-1): Lanni; Almici, Augustyn, Mengoni, Mignanelli; Orsolini, Giorgi, Cassata, Felicioli; Gatto; Cacia. A disposizione: Ragni, Gigliotti, Cinaglia, Pecorini, Bianchi, Paolini, Manari, Jaadi, Favilli. All.: Aglietti