1

#Avanti Donne: a Paupisi il convegno sulle pari Opportunità e la cultura di genere

2#Avanti Donne promuove la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla cultura di genere, sul rispetto verso la donna e sui riscontri nei territori.

La Sala Eventi del Comune di Paupisi ha ospitato venerdì 4 maggio il convegno promosso da #Avanti Donne : “Pari Opportunità, la cultura di Genere, le opportunità, le risposte dei territori” .

Dopo i saluti del Sindaco, Antonio Coletta, che definisce questi incontri «momenti di crescita della comunità, per evidenziare la

necessità di sostenere il ruolo della donna nella società moderna, pressoché maschilista», Rosaria Colangelo, Consigliera del Comune di Paupisi e referente #Avanti Donne, precisa che compito dello Stato è rimuovere gli ostacoli alle pari opportunità, anche grazie ad una reale operatività sul territorio. Prendono parte al tavolo conferenziale il sociologo Alessandro Zilli, con un intervento sulle disuguaglianze di genere e sulle conquiste femminili, e la criminologa Caterina Iesce, che illustra il concetto di “vittima” e la necessità di avere sportelli vittimologici, gratuiti ed aperti a tutti i cittadini, come auspicato da #Avanti Donne.

Grande è stata la risposta della comunità all’invito di #Avanti Donne, sintomatica di una grande attenzione, testimoniata anche dalla presenza della Consigliera di Parità Regionale Domenica Marianna Lomazzo.

1

 

«#  Avanti Donne – sottolinea Vittoria Principe, fondatrice del movimento – opera, attraverso momenti come quelli del convegno, per diffondere una cultura di genere che è soprattutto cultura del rispetto della dignità della persona, per eliminare il vuoto che si è creato tra Istituzioni e cittadini e per rimettersi in pari con le disposizioni politiche in materia di pari opportunità».

«Il nostro entroterra, se coltivato, ha classe dirigente –precisa, invece, Domenica Lomazzo -Occorre invertire la situazione attuale perché l’esistenza di un Consiglio di parità, antenna dello Stato nel territorio per combattere le discriminazioni e la miopia della classe dirigente che non offre alle donne le stesse chances lavorative degli uomini, testimonia che l’Italia è ancora ferma alla rimozione degli ostacoli rispetto alle pari opportunità».