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‘Benevento Bellissima’: “Corona, il paladino della lotta contro il malaffare è capitolato per una poltrona”

“Benevento Bellissima” attacca Gabriele Corona (Altra Benevento è possibile) e scrive:
“Prima ancora della sua fine, questa campagna elettorale consacra un’altra fine: quella del battagliero Corona così come lo avevano conosciuto. 
È bastata qualche promessa lusinghiera e anche il paladino della lotta al malaffare è capitolato scendendo a compromessi con coloro contro cui battagliava. 

La sua debacle definitiva arriva con la sottoscrizione dell’apparentamento che lo vede sposare la politica non solo di Perifano ma anche di Del Basso De Caro, Fausto Pepe e Claudio Principe.

Eppure, solo qualche mese fa Corona si lanciava in accuse a tutto spiano contro il suo primo alleato di oggi: “Perifano esca dall’ombra“, scriveva. Per lui l’ex presidente ASI e Samte era “un candidato sindaco a scatola chiusa” su cui gettava ombre facendo riferimento al “malaffare delle solite famiglie“. 

E quando Perifano scriveva sui social della sua diffidenza nei confronti dei “falsi moralisti” lui sentendosi chiamato in causa lo accusava di “comportarsi come un adolescente utilizzando un linguaggio criptico per gli inciuci nel gruppo“. 

Ma qui non si tratta poi di allearsi solo con Perifano. Tra i suoi nuovi compagni di viaggio troviamo tantissime persone contro cui Corona si è battuto in questi anni. Fausto Pepe è ad esempio lo stesso dello scandalo mensa denunciato da Corona, lo stesso del Parco Cellarulo, dei cantieri appaltati ai casertani, dei tanti scandali denunciati da Corona nel decennio della sua consiliatura. Stesso decennio durante il quale sempre Corona ebbe non poco da dire su Claudio Mosè Principe a cui fu legato anche da una vicenda giudiziaria su delle lettere anonime. Non può poi passare inosservato che Corona avalli oggi la politica di quel Del Basso De Caro di cui diceva qualche mese fa, senza voler andare troppo indietro nel tempo: “il PD non è alternativa a Mastella” gettando ombre su De Caro rispetto al progetto approvato dal Governo nazionale per piazza Risorgimento. 

Insomma la sua avversione per  gli alleati di oggi, che è stata tante volte messa nero su bianco, Corona l’ha barattata in nome della sua brama di assurgere ad un qualche ruolo amministrativo in questa città. 

E però ci dispiace, ci dispiace davvero tanto di non poter vedere cosa avrebbe fatto Corona seduto su quella poltrona per la quale ha barattato la sua integrità. Non lo sapremo mai perché il ballottaggio lo vincerà Mastella

Ma, dal giorno dopo, taccia Corona, smetta di fare il censore, non se lo può più permettere lui che ha barattato la sua “lotta al malaffare” con una poltrona. Dopo anni di denunce, reprimende, fiumi di inchiostro al veleno, tutto è finito”.