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L’Italia che non ti aspetti, quella a esclusione zero. Porti di Terra, giorno 1

cLa prima giornata del Festival “Porti di terra” è proseguita a Pietrelcina con la presentazione del libro “L’Italia che non ti aspetti”  di Don Nicola De Blasio, Angelo Moretti e Gabriella Giorgione, una testimonianza di come trasformare i piccoli comuni in luoghi di accoglienza e di crescita sociale ed economica.  “La stessa esperienza del libro è un’esperienza di welcome” ha affermato Angelo Moretti. E’ stato annoverato come la prova vivente che il fenomeno dell’immigrazione è gestibile da uomini di buona volontà, l’immigrazione non è sinonimo di migranti persi nelle strade a ciondolare. Si può gestire e Benevento ne è un esempio, per cui si può imparare a controllarlo. “Non trinceriamo le conquiste fatte fino ad ora” ha affermato Ricucci, inviato del tg1.

Un libro che spiega il manifesto politico della Caritas, la scelta di essere welcome, la soddisfazione di aver ricevuto risposte positive dai comuni che hanno aderito al manifesto e deciso di essere comunità di accoglienza. “Bisognerebbe far leggere questo libro ad un politico, un giornalista, perché c’è bisogno di riequilibrare la comunicazione” ha sostenuto Luca Collodi, Coordinatore Radio Vaticana Italia. “L’Italia che non ti aspetti” è una guida per l’utilizzo concreto e sinergico di alcune strumenti di welfare personalizzato, come il reddito di inclusione sociale. “ Vogliamo coinvolgere le persone che hanno governance istituzionale, ma anche quella parte di chiesa ha la responsabilità di essere sprono  morale per fare in modo tale che il welcome sia la strategia del terzo millennio. Strategia non solo verso i migranti, noi lavoriamo anche per le persone italiane che devono riscoprire quali sono i loro diritti e i loro doveri. Lavoriamo per far si che ci sia uno sviluppo dei nostri territori, Papa Francesco parla di ecologia integrale e parliamo soprattutto di porti per restare” ha spiegato Don Nicola. L’azione della Caritas ed i quindici comuni welcome hanno creato ben 180 posti di lavoro per i giovani.  L’obiettivo è una community welfare a esclusione zero.

Tantissimi gli ospiti e le loro testimonianze, come quella di Wael Suleiman, Direttore Caritas Giordania: “Purtroppo la situazione da anni non cambia in Medioriente. Sono sempre le stesse notizie, solo che oggi ci sono più paesi coinvolti in questa guerra. La Giordania da settant’anni accoglie profughi, ci sono più di 4milioni di ospiti. E’ un dramma quotidiano” ecco, Suleiman è la testimonianza viva di come si possa essere porti di terra in luoghi di guerra, dove la Caritas è attiva da cinquant’anni , dalla guerra del ’67. Hanno aperto numerosi centri di accoglienza, dove c’è solo il 10% di chi viene accolto, si lavora insieme agli ospiti che sono tutt’uno con i giordani, “Noi riusciamo a servire quasi 300mila persone all’anno in Giordania”.

Storie che si lasciano ascoltare all’interno di un Festival che, a braccia tese, ha accolto, accoglie e accoglierà chi arriva e chi già c’è.

Ospite d’eccezione del pomeriggio il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti che ha elogiato l’accoglienza, l’essere e sentirsi porti di terra.

La giornata si è conclusa con “Salute!” lo spettacolo a cura della SOLOT, compagnia stabile di Benevento, partner di questa seconda edizione del Festival .

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